Recovery, scontro nel governo. In bilico la cabina di regia
di Carmelo Lopapa , di Carmelo LopapaVertice ieri sera sul piano da 209 miliardi tra il premier, Gualtieri, Patuanelli e i capigruppo. Ma Boschi e Rosato (Italia Viva) hanno abbandonato la riunione in dissenso sul metodo. E stamane il Cdm potrebbe solo discutere il tema rinviando la decisione
ROMA - Una corsa cominciata in ritardo, per l'Italia, e già zavorrata dai veti interni alla maggioranza. Il piano per l'utilizzo dei 209 miliardi del Recovery Fund approda oggi in Consiglio dei ministri. Il governo sarebbe chiamato a varare la task force coi sei super manager, a definire le risorse da mettere in campo per ciascuna delle sei macroaree individuate e sui singoli "cluster", come il premier Conte ha annunciato sabato in un'intervista a Repubblica. Ma adesso l'approvazione è in bilico, sebbene Roma sia fanalino di coda in Europa nella pianificazione della spesa che partirà nel 2021.
Una brusca frenata sul progetto di task force per l'utilizzo dei fondi arriva da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ettore Rosato e Maria Elena Boschi hanno abbandonato il vertice di maggioranza convocato via web dal capo del governo alla vigilia dell'appuntamento, alla presenza dei ministri Gualtieri (Economia), Amendola (Affari euro…
Una brusca frenata sul progetto di task force per l'utilizzo dei fondi arriva da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ettore Rosato e Maria Elena Boschi hanno abbandonato il vertice di maggioranza convocato via web dal capo del governo alla vigilia dell'appuntamento, alla presenza dei ministri Gualtieri (Economia), Amendola (Affari euro…
ROMA - Una corsa cominciata in ritardo, per l'Italia, e già zavorrata dai veti interni alla maggioranza. Il piano per l'utilizzo dei 209 miliardi del Recovery Fund approda oggi in Consiglio dei ministri. Il governo sarebbe chiamato a varare la task force coi sei super manager, a definire le risorse da mettere in campo per ciascuna delle sei macroaree individuate e sui singoli "cluster", come il premier Conte ha annunciato sabato in un'intervista a Repubblica. Ma adesso l'approvazione è in bilico, sebbene Roma sia fanalino di coda in Europa nella pianificazione della spesa che partirà nel 2021.
Una brusca frenata sul progetto di task force per l'utilizzo dei fondi arriva da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ettore Rosato e Maria Elena Boschi hanno abbandonato il vertice di maggioranza convocato via web dal capo del governo alla vigilia dell'appuntamento, alla presenza dei ministri Gualtieri (Economia), Amendola (Affari europei), Patuanelli (Sviluppo economico). "In Consiglio dei ministri votiamo contro quel piano - hanno attaccato la capogruppo e il coordinatore nazionale di Iv - Non possiamo conoscere i progetti di spesa del governo attraverso le interviste", è stato il chiaro riferimento proprio a quella rilasciata a Repubblica. E siccome c'è disaccordo, sull'utilizzo dei fondi come sulla cybersecurity, allora "bisogna tornare al tavolo dei segretari di partito, non si possono convocare i rappresentanti di maggioranza solo a poche ore dal Cdm", hanno rimarcato ancora Boschi e Rosato. Con un avviso: "Guai a inserire i due maxi temi nella legge di bilancio all'esame delle Camere".
Il premier, colto in contropiede, ha tentato di rassicurare gli alleati: oggi non sarà approvato il piano, sarà semplicemente illustrato. Ma non è bastato, Boschi e Rosato con un click hanno abbandonato la videochiamata: "Siamo molto delusi da tanta arroganza, questo non è il modo corretto di coinvolgere la maggioranza, ci sentiamo presi in giro". Questo il clima. Al tavolo sono rimasti i ministri, i capigruppo dei 5Stelle e il vicesegretario Andrea Orlando per il Pd. Incerti sul da farsi.
I componenti dem dell'esecutivo sono intenzionati a spingere sull'acceleratore, nonostante il pesante forfait dell'alleato (Renzi). C'è l'Europa che attende risposte dal piano italiano, già in ritardo sulla tabella di marcia, le attende la cancelliera Angela Merkel della presidenza di turno tedesca. Il capo del governo predica tuttavia prudenza, non vorrebbe consumare lo strappo sulla cabina di regia. Non fosse altro perché è già alle prese con il voto ad alto rischio sulla riforma del Mes, mercoledì alle Camere. con una sessantina di parlamentari del Movimento intenzionati a votare contro, come tutte le opposizioni (salvo i dissidenti di Fi). Tutto vorrebbe Conte, meno che spaccare la maggioranza su un tema così vitale per il futuro del governo.
Anche perché giovedì dovrà poi presentarsi al Consiglio europeo forte di un mandato chiaro (si spera) del Parlamento italiano: è in programma a Bruxelles il già complicato negoziato finale sul Recovery. A creare tensioni, nelle stesse ore, anche la lettera che i governatori pd Zingaretti (Lazio) e Bonaccini (Emilia Romagna) hanno sottoscritto con i colleghi di altre 22 Regioni europee per chiedere all'Ue un coinvolgimento diretto proprio sul Recovery. Nessun intento polemico, fanno sapere. "Iniziativa comprensibile, come ci si può fidare di questo premier?", attacca invece il renziano Michele Anzaldi. Il piano per i fondi europei è "fantasma", critica la capogruppo Gelmini.
Una brusca frenata sul progetto di task force per l'utilizzo dei fondi arriva da Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Ettore Rosato e Maria Elena Boschi hanno abbandonato il vertice di maggioranza convocato via web dal capo del governo alla vigilia dell'appuntamento, alla presenza dei ministri Gualtieri (Economia), Amendola (Affari europei), Patuanelli (Sviluppo economico). "In Consiglio dei ministri votiamo contro quel piano - hanno attaccato la capogruppo e il coordinatore nazionale di Iv - Non possiamo conoscere i progetti di spesa del governo attraverso le interviste", è stato il chiaro riferimento proprio a quella rilasciata a Repubblica. E siccome c'è disaccordo, sull'utilizzo dei fondi come sulla cybersecurity, allora "bisogna tornare al tavolo dei segretari di partito, non si possono convocare i rappresentanti di maggioranza solo a poche ore dal Cdm", hanno rimarcato ancora Boschi e Rosato. Con un avviso: "Guai a inserire i due maxi temi nella legge di bilancio all'esame delle Camere".
Il premier, colto in contropiede, ha tentato di rassicurare gli alleati: oggi non sarà approvato il piano, sarà semplicemente illustrato. Ma non è bastato, Boschi e Rosato con un click hanno abbandonato la videochiamata: "Siamo molto delusi da tanta arroganza, questo non è il modo corretto di coinvolgere la maggioranza, ci sentiamo presi in giro". Questo il clima. Al tavolo sono rimasti i ministri, i capigruppo dei 5Stelle e il vicesegretario Andrea Orlando per il Pd. Incerti sul da farsi.
I componenti dem dell'esecutivo sono intenzionati a spingere sull'acceleratore, nonostante il pesante forfait dell'alleato (Renzi). C'è l'Europa che attende risposte dal piano italiano, già in ritardo sulla tabella di marcia, le attende la cancelliera Angela Merkel della presidenza di turno tedesca. Il capo del governo predica tuttavia prudenza, non vorrebbe consumare lo strappo sulla cabina di regia. Non fosse altro perché è già alle prese con il voto ad alto rischio sulla riforma del Mes, mercoledì alle Camere. con una sessantina di parlamentari del Movimento intenzionati a votare contro, come tutte le opposizioni (salvo i dissidenti di Fi). Tutto vorrebbe Conte, meno che spaccare la maggioranza su un tema così vitale per il futuro del governo.
Anche perché giovedì dovrà poi presentarsi al Consiglio europeo forte di un mandato chiaro (si spera) del Parlamento italiano: è in programma a Bruxelles il già complicato negoziato finale sul Recovery. A creare tensioni, nelle stesse ore, anche la lettera che i governatori pd Zingaretti (Lazio) e Bonaccini (Emilia Romagna) hanno sottoscritto con i colleghi di altre 22 Regioni europee per chiedere all'Ue un coinvolgimento diretto proprio sul Recovery. Nessun intento polemico, fanno sapere. "Iniziativa comprensibile, come ci si può fidare di questo premier?", attacca invece il renziano Michele Anzaldi. Il piano per i fondi europei è "fantasma", critica la capogruppo Gelmini.