Mes, la maggioranza trova l'intesa. Rientra la fronda M5S. Iv firmerà la risoluzione solo dopo aver ascoltato Conte
La senatrice M5S Barbara Lezzi
Intesa nella maggioranza sul testo della risoluzione sulla riforma del Mes: realizzare Edis e sostenere modifica del patto di stabilità. La senatrice Lezzi annuncia: "Trovato un punto di caduta nel Movimento". I deputati Cabras e Maniero non voteranno la risoluzione.
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La maggioranza impegna il governo "a finalizzare l'accordo politico raggiunto all'eurogruppo e all'ordine del giorno dell'eurosummit sulla riforma del trattato del Mes". Lo si legge nella bozza di risoluzione su cui si è raggiunto l'accordo in maggioranza.
Il testo impegna inoltre il governo "a sostenere il sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari, e anche un processo che superi il carattere intergovernativo dello stesso Mes, che sono priorità per il nostro Paese al fine di costruire una nuova stagione dell'integrazione europea". Inoltre si "prende atto dei cambiamenti negoziali apportati come l'anticipo del 'common back stop del Fondo di risoluzione unico per le crisi bancariè e del nuovo contesto di politiche fiscali europee realizzate a partire dall'accordo UE sul Qfp del 21 luglio scorso e negoziato con Commissione e Parlamento Europeo". Il Parlamento impegna il governo "a ribadire che questa riforma non può considerarsi conclusiva, vista la logica di pacchetto già ribadita dal Parlamento, proprio alla luce delle ultime scelte realizzate in seno alla Ue che descrivono una nuova stagione di necessarie modifiche. A sostenere la profonda modifica del patto di stabilità e crescita prima della sua reintroduzione, la realizzazione dell'Edis (sistema europeo di assicurazione dei depositi, ndr)".
Nel pomeriggio la maggioranza e il governo hanno fatto, insomma, un netto passo avanti sulla riforma del Mes, ma Italia viva avverte: la firma in calce al testo verrà messa solo dopo aver ascoltato il premier.
Sul Recovery Plan, invece, è ancora stallo. Il Cdm previsto nel pomeriggio è stato rinviato, probabilmente a domani sera. Possibile che, nelle ore successive alle comunicazioni in aula del premier domani, si tenga anche un vertice con i capidelegazione o addirittura un vertice tra i 4 leader della maggioranza. Lo scontro tra Matteo Renzi e Conte verte su due punti: la cabina di regia e il metodo usato dal premier, che, per Iv, fa tutto da solo. Da qui alle prossime ore, almeno sullo schema di aggiornamento del piano di Ripresa e Resilienza, si attende comunque qualche progresso: Conte non vuole assolutamente andare al Consiglio Ue senza un prima via libera al piano. Per la cabina di regia, invece, lo slittamento è quasi certo. Nel frattempo la frattura interna al M5S sembra rientrata.
Barbara Lezzi, in un post su Facebook, annuncia di aver trovato un punto di caduta con i governisti. Non è detto che la bozza di risoluzione costruita nel pomeriggio piaccia a tutti ne Movimento. Per i "duri e puri", come Pino Cabras, Alvise Maniero o Raphael Raduzzi, il voto contrario sarà l'anticamera dell'espulsione. In serata Maniero e Cabras hanno annunciato, nel corso dell'assemblea dei gruppi pentastellati, che domani non voteranno a favore della risoluzione di maggioranza.
Stando agli ultimi rumors parlamentari Mattia Crucioli non è stato convinto dall'intesa trovata sulla risoluzione nel pomeriggio e lo avrebbe ribadito nel corso della riunione di Palazzo Madama. In dubbio tra astensione e voto contrario sarebbero anche Orietta Vanin e Bianca Laura Granato.
"Ho trascorso due intere giornate insieme ad altri 60 parlamentari per mediare le posizioni, per trovare un punto di caduta - ha scritto Barbara Lezzi su Facebook -. Grazie a questo lavoro è venuta fuori una risoluzione che non è quella ideale ma, almeno, rivendica il ruolo del Parlamento in sede di ratifica e avverte che non sarà disposto al voto finale se non ci sarà l'avanzamento significativo del resto del pacchetto di riforme (Edis prima di tutto)". Poi aggiunge: "Tutto a posto? No. Il testo dovrà essere ulteriormente mediato con il resto delle forze di maggioranza".
Ci siamo riuniti "superando sterili distinguo, posizioni tese solo a provocare o azioni esterne di chi esalta Conte in pubblico ma mira ad affossarlo, ringrazio tutti i colleghi per questo impegno sentito e aperto di questi due giorni", conclude la senatrice.
A commentare positivamente la distensione dei toni all'interno del Movimento è stato poi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Era ciò che avevo fortemente auspicato e per cui ho lavorato insieme a tutti gli altri. Come ho ribadito più volte, il no all'utilizzo del Mes resta fermo, ma il voto di domani sarà un voto sul governo, su una risoluzione, sul presidente del Consiglio. Prevalga la responsabilità".