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Recovery Plan, scontro tra i ministri. Boccia: "Bonetti vuole dimettersi? Se ne assumerà la responsabilità"

La ministra renziana alla Famiglia a Radio Capital ha ipotizzato il suo passo indietro se il governo non fa retromarcia sulla task force che dovrebbe coordinare il piano di ripresa post Covid. D'Incà: "Una follia far cadere il governo"
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ROMA - Boccia contro Bonetti. I ministri litigano. Non si ferma lo scontro nel governo sul Recovery Plan. Il tema della discordia è sempre quello della task force dei sei tecnici che dovrebbe gestire e coordinare il piano per la ripresa post Covid. La ministra della Famiglia Elena Bonetti, renziana, annuncia a Radio Capital di essere disposta alle dimissioni nel caso in cui non arrivasse da Conte una marcia indietro: "Io sarei pronta a dimettermi nel momento in cui non avrei più la possibilità di rispondere al giuramento che ho fatto. Ho giurato sulla Costituzione Italiana che prevede un processo democratico che deve essere tutelato e mantenuto. Nel momento in cui non fossi messa nelle condizioni di rispettare questo giuramento, anche per coscienza personale, sì sarei pronta anche a dimettermi".


Parole subito criticate dal ministro agli Affari Regionali, il dem Francesco Boccia: "Se ne assumerà le sue responsabilità, come il suo partito - commenta l'esponente dem ad Agorà, su Rai3 - Credo molto nell'alleanza tra la sinistra, il M5S e i partiti che ci credono. Chi non ci crede più se ne assume la sua responsabilità".

Sulla tenuta del governo interviene anche Federico D'Incà: "Sarebbe una follia far cadere in questo momento il governo. Il passo successivo sarebbero solo le urne - sostiene il ministro per i Rapporti con il Parlamento in un'intervista a Radio 1 parlando della task force per il Recovery - Ci sono tecnici bravissimi che rispondono al nostro paese. Per il resto occorre fare come sul ponte Morandi: correre".

E anche dal Pd arrivano critiche alla governance per il Recovery Plan. Per Debora Serracchiani: "Conte non può decidere da solo, dev'essere partecipata ogni decisione, dal Parlamento e dal Governo, e dobbiamo impegnare anche le opposizioni in un passaggio così delicato".

Intanto, non si riunirà più questa sera il Consiglio dei ministri sulla governance del Recovery.

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