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amministrative 2021

Comunali a Roma, il rilancio di Raggi: sfiderò io la destra al ballottaggio

Virginia Raggi lancia una monetina nella Fontana di Trevi
Virginia Raggi lancia una monetina nella Fontana di Trevi (ansa)
La sindaca cerca aiuto da Conte: vuole usare i miliardi del Recovery destinati alla Capitale come perno della campagna elettorale
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Nel day after dell'assoluzione, la sindaca di Roma Virginia Raggi si vede già destinata al testa a testa con il centrodestra alle prossime amministrative. "Conta di avere i numeri per arrivare al ballottaggio, i sondaggi che abbiamo ci rinfrancano molto", spiegano i suoi più stretti collaboratori. Gli stessi che, subito dopo la sentenza, la prima cittadina ha ringraziato per la vicinanza durante "quattro anni di solitudine politica". I sondaggi interni, che in queste ore circolano sui tavoli di Raggi e dei suoi fedelissimi, consegnerebbero alla sindaca oltre il 26% e il motivo per cui Raggi confida, oggi più che mai, di portare a casa il secondo posto al primo turno delle comunali 2021 è quantomeno semplice: "Il programma è già pronto, lei è in campo da agosto e il centrosinistra non ha un candidato", spiegano dal Campidoglio.

Nessun commento sulla situazione di stallo della coalizione di forze progressiste con al centro il Pd romano, ma è un fatto che le discussioni tra il leader di Azione Carlo Calenda e il Pd per gli avversari siano rassicuranti. Soprattutto se le tensioni dovessero arrivare al punto da spingere l'ex ministro a correre da solo: da febbraio, ha spiegato, inizierà la sua campagna elettorale con o senza i dem. Una situazione che toglierebbe voti non tanto ai 5S quanto al centrosinistra.

Intanto Raggi è pronta a raccogliere i frutti del lavoro svolto in questi quattro anni di consiliatura e i punti forti della campagna elettorale saranno le gare per il verde avviate, la manutenzione delle strade, i nuovi autobus che circolano in città. Insomma, il leitmotiv della sindaca è (e sarà sempre più), "rivendicare i risultati in materia di amministrazione ordinaria raggiunti nonostante le rovine lasciate da Mafia Capitale", aggiungono dal Campidoglio. A questa narrativa, si aggiunge però ora la richiesta di rafforzare l'asse con il governo e in particolare con il premier Giuseppe Conte sul tema dei fondi del Recovery Fund da stanziare per Roma: i progetti presentati dall'amministrazione Raggi "cubano" 25 miliardi di euro e l'impegno adesso è portare a casa le risorse che i romani si aspettano e che, in caso di successo, saranno parte integrante se non preponderante degli obiettivi raggiunti da rivendicare in campagna elettorale. Da risolvere però, ci sono non poche questioni interne: sia in giunta, dove tra i più invisi ci sarebbe il vicesindaco Luca Bergamo, sia nei municipi che in questi quattro anni hanno più volte scricchiolato. La galassia di attivisti sparsi nei territori, quando Raggi vinse nel 2016 si muoveva come un plotone, ma gli ufficiali al comando dei 13 municipi su 15 conquistati sono stati sfiduciati dalla loro stessa maggioranza o hanno cambiato casacca abbandonando il Movimento per i contrasti con la sindaca. Ancora: i militanti grillini del I municipio (rimasto al Pd), hanno anche avuto da ridire chi sulla ricandidatura di Raggi, chi sulla mancanza di ascolto da parte dei vertici, mentre lontano dal centro gli attivisti della prima ora, vessati dell'ex discarica di Malagrotta, si sono rivoltati contro i grillini che avevano promesso loro un futuro senza rifiuti. Vicino alle loro case infatti, è in arrivo un'altra discarica. Comporre le liste elettorali nei municipi non sarà dunque cosa semplice e, anche se la sindaca è a lavoro su quelle antimafia e antifascista, la strada per rimanere in Campidoglio è ancora lunga.

 

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