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Vaccini, Parente (Italia viva): "Ci difendono ma serve un piano". E su De Luca: "Bene dare il buon esempio, no a strumentalizzazioni"

La senatrice di Italia viva Annamaria Parente
La senatrice di Italia viva Annamaria Parente 
La presidente della commissione Sanità del Senato: "Ora non sono accettabili rallentamenti. Ci vuole personale adeguato e bisogna potenziare anche il programma di tracciamento e sorveglianza contro il Covid 19"
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"Il vaccino ci difende, ma noi dobbiamo difendere i vaccini. Non è pensabile abbandonare o non dedicare risorse sufficienti al tracciamento e alla sorveglianza contro il Covid-19, né che non ci sia personale adeguato per la somministrazione dei vaccini. Non sono accettabili rallentamenti". Annamaria Parente, renziana, è la presidente della commissione Sanità del Senato. Ha contribuito a scrivere nelle osservazioni sul Recovery Plan - che Italia Viva consegnerà a Conte - la parte che riguarda la salute. Denuncia: "Solo 9 miliardi per la sanità nel Recovery sono uno scandalo. E l'uso del Mes è essenziale ". Su De Luca che si è vaccinato: "Bene che i politici diano il buon esempio, ma non che strumentalizzino". 

Presidente Parente, oggi è un giorno di speranza, ma ci sono incognite sul piano vaccini italiano?
"La scommessa è procedere spediti. Senza mai abbassare la guardia e quindi le precauzioni". 

C'è un problema di trasparenza nel programma per la vaccinazione anti Covid?
"Non è tanto una questione di trasparenza a mio avviso, ma di possibili rallentamenti. L'Italia ha comprato più dosi da AstraZeneca e Johnson che arriveranno quindi più tardi. Ora cominciamo con Pfizer e poi sarà la volta di Moderna, che dovrebbe essere autorizzato il 6 gennaio. Insomma dobbiamo aspettare che arrivino le dosi sufficienti, perché solo con il 70% della popolazione vaccinata raggiungeremo l'immunità di gregge e quindi la possibilità di abbattere il virus". 

Ma ci sono già polemiche sul numero di dosi arrivate nel nostro Paese, perché sono assai di meno a quella di altri Paesi Ue.
"La Ue ha distribuito in rapporto alla popolazione: l'Italia ha 60 milioni di abitanti, la Germania 83 milioni, questo fa la differenza". 

Sono sufficienti i sanitari da impegnare nella campagna vaccinale o manca la capacità di somministrazione? 
"Guardi, Italia Viva ha chiesto per prima al governo che fosse impegnato l'esercito, che ci fosse un piano veloce e con personale adeguato. Abbiamo una carenza di medici e di operatori sanitari e non vorrei che si ripetesse lo stesso errore dei tamponi. Il vaccino ci difende, ma noi dobbiamo difendere il vaccino. Dobbiamo farlo potenziando anche il programma di tracciamento e sorveglianza contro il Covid 19: non ci illudiamo che da adesso non serva più. Anzi. La nostra proposta è che il governo faccia un piano di sorveglianza a livello nazionale, e proprio in presenza dell'avvio della campagna vaccinale". 

Quale è il maggiore timore che lei ha in questa fase?
"Occorre un programma puntuale. Ricordo che dopo 21 giorni si fa il richiamo del vaccino. E' il piano di vaccinazione più importante dal Dopoguerra, vuol dire che è complesso e pertanto va ben gestito. Ma il V-day è un giorno di ottimismo e questo deve prevalere. Tuttavia a me preoccupa la disinformazione dei cittadini. Ci vuole molta più informazione, perché circolano molti e infondati timori. I cittadini vanno presi per mano e accompagnati verso la scelta di vaccinarsi". 

A sorpresa il governatore della Campania, Vincenzo De Luca è stato il primo politico a vaccinarsi. Come giudica questa mossa? 
"Da un lato è bene che i politici diano il buon esempio, ma la vaccinazione è un gesto importante e delicato. Eviterei strumentalizzazioni politiche". 

Ci vorrebbero convenzioni con le strutture private per portare a compimento il programma vaccinale? "Innanzitutto ritengo che ci voglia un piano pandemico ben strutturato e che valga sempre. Nella prima ondata questa epidemia ci ha preso alle spalle, nella seconda ci siamo ritrovati senza sufficienti misure. Ora dobbiamo sapere come muoverci, tanto più che abbiamo il vaccino. Personalmente penso dovremmo creare una "guardia sanitaria" nazionale con una formazione costante di medici e infermieri perché possano lavorare anche nelle terapia intensive e sul territorio. Sulle strutture private sì, si possono coinvolgere ma in modo collaterale". 

Quanto tempo pensa occorra per la vaccinazione di massa?
"Credo realisticamente nell'autunno prossimo potremmo essere a buon punto". 

Documento sul Recovery, voi renziani siete pronti a consegnare le osservazioni, o tarderete?
"Abbiamo lavorato anche a Natale. Per quanto riguarda la Sanità, quello di cui mi sono occupata, è chiaro che i 9 miliardi del Recovery sono uno scandalo: troppo pochi. Occorre poi il Mes. E bisogna anche incrementare la filiera della industria sanitaria". 

Il governo Conte 2 è agli sgoccioli, come sostiene Renzi? 
"Parliamo di merito. Se Conte si assume questi contenuti per il Paese e saprà mediare tra forze politiche tanto eterogenee, non cade". 

 

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