Salta lo stop alla ricerca e coltivazione di idrocarburi su tutto il territorio nazionale, previsto nella bozza del decreto Milleproroghe, il consueto provvedimento omnibus di fine anno, approvato dal Consiglio dei ministri nella tarda serata di mercoledì 23 dicembre. Non ci sarà, infatti, il provvedimento blocca trivelle e dovrebbero riprendere la perforazione di terre e mari italiani, soprattutto nell'Adriatico, alla ricerca di gas e petrolio. Scatta così di nuovo l'allarme e la polemica. Per il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, "i responsabili di questo pasticcio sono i ministri dell'Ambiente Sergio Costa e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che non hanno redatto il piano che loro stessi avevamo proposto nel Dl semplificazione 135/2019, due ministri del M5S si sono resi responsabili di questo pasticcio ovvero far decadere la moratoria sulle trivellazioni perché non hanno redatto e adottato il piano che la legge da loro voluta e scritta prevedeva". E ancora. "Saranno 53 i permessi di ricerca finalizzati alla ricerca di idrocarburi che potranno essere autorizzati nelle prossime settimane dal Mise dopo che i termini previsti dall'articolo 11 ter del Dl 135/2019, che aveva previsto una moratoria di 24 mesi per il rilascio di nuove autorizzazioni a trivellare, stanno scadendo nonostante una proroga di sei mesi già concessa nel febbraio del 2020", denuncia Bonelli.
Ora dal decreto legge milleproroghe "è scomparsa la norma che prorogava la moratoria per le autorizzazioni a nuove ricerche di petrolio in terraferma e a mare e in virtù di ciò potranno essere autorizzate nuove domande di ricerca a trivellare perché la legge prevedeva che la moratoria di 24 mesi sulle nuove autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi dovesse essere finalizzata alla redazione del piano delle aree idonee da realizzare entro 18 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge, in assenza di questo piano sempre secondo l'art.11 ter del DL 135/ 2019 i procedimenti e le istanze di permesso riprendono efficacia entro 24 mesi: la scadenza dell'adozione del piano è febbraio 2021", aggiunge Bonelli. "Questo piano non è stato redatto per cui nelle prossime settimane permessi di ricerca e autorizzazioni a trivellare potranno essere concessi a partire da regioni come l'Emilia Romagna, la Basilicata dove si concentrano le maggiori istanze di ricerca di idrocarburi, nel mar Adriatico, Ionio e nel canale di Sicilia. Il governo italiano non sta lavorando alla transizione energetica e continua a puntare sulle fonti fossili, ad esempio nel mar Adriatico a largo di Rimini si blocca un impianto offshore di produzione di energia eolica mentre il governo dà il via libera alle trivelle: una contraddizione eticamente inaccettabile", conclude l'esponente dei Verdi.
Il provvedimento blocca trivelle rappresenta una questione delicata per la maggioranza. Il Movimento 5 Stelle - che aveva battagliato parecchio anche nel Conte-1 con la Lega - lo ha sponsorizzato in vari passaggi, compreso l'ultimo decreto Agosto, da cui però, come in questo caso, è stato espunto in extremis. Non è escluso quindi che possano esserci delle conseguenze anche nel governo, dal momento che lo stop alle trivelle è stato uno dei punti centrali dei pentastellati. "Nell'epoca della Green Economy e dei 209 miliardi di Euro del Recovery Fund da spendere per rilanciare una economia più sana e che garantisca la qualità di vita dei cittadini e il futuro dei nostri territori il governo non riesce a imporre lo stop alle trivelle nel nostro paese - attacca Luigi Gallo, deputato del M5S - Ancora una volta, come è accaduto per la proroga al superbonus 110% in legge di bilancio, toccherà a noi parlamentari e al M5S porre rimedio, proponendo lo stop all'estrazione di petrolio e metano dalla nostra bellissima penisola con un emendamento da presentare al Milleproroghe in Parlamento. Dobbiamo indicare una strada certa per uscire dall'epoca fossile. Usiamo i 209 miliardi europei, gli scostamenti di bilancio, i fondi del nuovo programma settennale europeo - afferma il parlamentare - per la transizione energetica per andare verso la decarbonizzazione, convertendo gli asset industriali e garantendo ai lavoratori quella formazione necessaria per andare a occupare i nuovi posti di lavoro che l'economia green genererà e intanto proteggere e tutelare economicamente chi non riesce a essere ricollocato subito", conclude Gallo.
Prima del semaforo verde del Consiglio dei ministri al decreto Milleproroghe, Greenpeace, Legambiente e WWF in una nota congiunta denunciavano: "Respingere la norma sull'abbandono delle trivellazioni sarebbe una scelta non coerente con gli impegni assunti con l'Europa".