✕

Recovery, la sfida di Renzi a Conte: "Vietato sbagliare, ecco le nostre richieste"

(ansa)
È quasi pronto il documento di Italia viva, che entro domani verrà inviato al premier e probabilmente illustrato, nel tardo pomeriggio, dal leader fiorentino in Senato
1 minuti di lettura

Trenta pagine per "inchiodare il premier ai contenuti": evidenziando tutte le imprecisioni, le incongruenze, gli errori talvolta grossolani presenti nel Piano nazionale di ripresa partorito da Palazzo Chigi. Le ultime cinque per avanzare proposte, suggerimenti e correzioni "all'insegna del merito, senza polemiche pretestuose né ideologiche". È quasi pronto il documento di Italia viva, che entro domani verrà inviato a Conte e probabilmente illustrato, nel tardo pomeriggio, da Matteo Renzi in Senato.

Un documento diviso in due parti - una destruens, per segnalare ciò che Iv non condivide; l'altra costruens, per indicare alcuni punti irrinunciabili  - al quale l'ex presidente del Consiglio ha lavorato personalmente, in stretta collaborazione non solo con i suoi parlamentari, ma anche con un gruppo di esperti cui ha inviato la bozza del Recovery plan per ricevere contributi utili a migliorarlo. Un lavoro di squadra "che abbiamo fatto in cinque giorni", si è complimentato il senatore di Firenze con i suoi, "e se Conte ci avesse dato retta, iniziando la discussione in Parlamento ad agosto, come gli avevamo suggerito noi il 22 luglio, a quest'ora non saremmo così indietro".

Dal no al Centro sulla Cybersicurezza all'utilizzo del Mes sanitario per liberare risorse, dall'insufficienza dei fondi per i giovani alla sproporzione tra quanto destinato all'edilizia (scolastica, ospedaliera, carceraria) e il Bonus al 110% preteso dai grillini: è lungo l'elenco dei rilievi e delle richieste avanzate da Renzi.  "Sul Recovery vogliamo un dibattito vero", la linea dettata dal leader fiorentino alla truppa parlamentare. "Non faremo polemiche pretestuose né ideologiche, ma da una discussione di merito non si scappa. Il piano nazionale di ripresa è un passaggio fondamentale per l'Italia e noi inchioderemo il presidente del Consiglio ai contenuti. Poi toccherà a lui trovare una sintesi". Se ne è capace, è il sottinteso. Lui stavolta non arretrerà di un passo. La sfida è troppo grande per non andare fino in fondo.