Crisi di governo, Mattarella attende oggi Fico al Qurinale: proroga solo se di poche ore
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioIl presidente della Repubblica vuol sapere se nella vecchia maggioranza c’è l’accordo sul Conte ter. Altrimenti ripartirebbero le consultazioni. Irritazione per le voci sui ministri: il Colle non se ne occupa
ll Quirinale si aspetta che stasera Roberto Fico salga per riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'esito della sua esplorazione. Il mandato esplorativo va chiuso entro oggi, senza ulteriori indugi. Lo impone la condizione in cui versa il Paese, alle prese con la seconda ondata della pandemia.
Gli italiani, sfiniti da un anno di virus, chiedono soltanto di potersi vaccinare, scuole in sicurezza e crescita economica. L'Europa reclama entro aprile il Recovery, il piano italiano per i fondi europei, stanziati la scorsa estate. Serve un governo forte che affronti tutto questo. Perciò Fico, al massimo, potrà ottenere mezza giornata in più, se proprio gli servisse per rifinire la sua trattativa. Se invece domanda di poter fare un altro giro, perché il groviglio delle richieste incrociate dei partiti è ancora lungi dall'essere sciolto, allora Mattarella non si presterà.
Il Presidente era stato chiarissimo venerd&igrav…
Gli italiani, sfiniti da un anno di virus, chiedono soltanto di potersi vaccinare, scuole in sicurezza e crescita economica. L'Europa reclama entro aprile il Recovery, il piano italiano per i fondi europei, stanziati la scorsa estate. Serve un governo forte che affronti tutto questo. Perciò Fico, al massimo, potrà ottenere mezza giornata in più, se proprio gli servisse per rifinire la sua trattativa. Se invece domanda di poter fare un altro giro, perché il groviglio delle richieste incrociate dei partiti è ancora lungi dall'essere sciolto, allora Mattarella non si presterà.
Il Presidente era stato chiarissimo venerd&igrav…
ll Quirinale si aspetta che stasera Roberto Fico salga per riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella l'esito della sua esplorazione. Il mandato esplorativo va chiuso entro oggi, senza ulteriori indugi. Lo impone la condizione in cui versa il Paese, alle prese con la seconda ondata della pandemia.
Gli italiani, sfiniti da un anno di virus, chiedono soltanto di potersi vaccinare, scuole in sicurezza e crescita economica. L'Europa reclama entro aprile il Recovery, il piano italiano per i fondi europei, stanziati la scorsa estate. Serve un governo forte che affronti tutto questo. Perciò Fico, al massimo, potrà ottenere mezza giornata in più, se proprio gli servisse per rifinire la sua trattativa. Se invece domanda di poter fare un altro giro, perché il groviglio delle richieste incrociate dei partiti è ancora lungi dall'essere sciolto, allora Mattarella non si presterà.
Il Presidente era stato chiarissimo venerdì sera, parlando in diretta tv. "Come è evidente, le tre emergenze - sanitaria, sociale, economica - richiedono immediati provvedimenti di governo. È doveroso, quindi, dar vita - presto - a un governo, con adeguato sostegno parlamentare, per non lasciare il nostro Paese esposto agli eventi in questo momento così decisivo per la sua sorte".
Al momento in cui andiamo in stampa nessuno è in grado di prevedere quello che succederà stasera. La confusione regna sovrana. Si tratterà nella notte e dalle 9 anche al tavolo tecnico approntato a Montecitorio. Questo almeno fino all'ora di pranzo. Entro sera Fico dovrà riferire al Presidente se è possibile ricostruire la maggioranza M5S, Pd, Leu, Italia viva ed Europeisti, e se i veti su Conte sono caduti.
Inutile dire che il Quirinale segue col fiato sospeso lo psicodramma della crisi. Anche ieri è stato tutto un ricorrersi di voci, che riguardando anche il rimpasto. E in questo contesto al Colle si sono indispettiti per le indiscrezioni che circolavano in ambiente parlamentare secondo cui Mattarella avrebbe preteso la blindatura di alcuni ministeri chiave, a cominciare da quello dell'economia. Il Colle non si occupa di ministeri, è il messaggio che trapela a sera.
La ridda di rumours è nata dalla raccomandazione che Mattarella ha espresso venerdì alla delegazione Cinquestelle, suggerendo continuità nei ministeri chiave. Ma quell'invito, di carattere generale, non implica una rigidità sui nomi: Mattarella non si occupa di caselle, quelle spettano al premier incaricato. Questo equivoco ha provocato molte fibrillazioni, perché in Parlamento si è diffusa la voce di una blindatura quirinalizia di Roberto Gualtieri. I ministri li sceglierà Conte e come accadde tre anni fa con Paolo Savona al Qurinale spetta l'ultima parola, come dice la Costituzione. Ma non sembra questo lo scenario: nessuno si sognerebbe di piazzare proprio una figura inadeguata in un ministero chiave.
La partita del rimpasto è peraltro fuori dal perimetro nel quale si deve muovere Fico. Il quale deve indicare al Presidente se la maggioranza è stata ricostituita, e se è caduto il veto sul premier. Se cioè vi è unanimità su Conte, a quel punto Mattarella ridarebbe il reincarico.
Se invece Fico fallisse, nel caso Renzi ponesse un veto definitivo sul nome di Conte, a quel punto s'imporrebbero nuove consultazioni. Mattarella dovrebbe insomma ricominciare daccapo. Sarebbe cioè costretto a sondare i gruppi parlamentari su tre opzioni: un altro presidente del consiglio a capo della maggioranza giallorossa; un governo istituzionale, allargato stavolta ai partiti dell'opposizione; un esecutivo elettorale che traghetti l'Italia alle urne a giugno, a scuole chiuse.
Gli italiani, sfiniti da un anno di virus, chiedono soltanto di potersi vaccinare, scuole in sicurezza e crescita economica. L'Europa reclama entro aprile il Recovery, il piano italiano per i fondi europei, stanziati la scorsa estate. Serve un governo forte che affronti tutto questo. Perciò Fico, al massimo, potrà ottenere mezza giornata in più, se proprio gli servisse per rifinire la sua trattativa. Se invece domanda di poter fare un altro giro, perché il groviglio delle richieste incrociate dei partiti è ancora lungi dall'essere sciolto, allora Mattarella non si presterà.
Il Presidente era stato chiarissimo venerdì sera, parlando in diretta tv. "Come è evidente, le tre emergenze - sanitaria, sociale, economica - richiedono immediati provvedimenti di governo. È doveroso, quindi, dar vita - presto - a un governo, con adeguato sostegno parlamentare, per non lasciare il nostro Paese esposto agli eventi in questo momento così decisivo per la sua sorte".
Al momento in cui andiamo in stampa nessuno è in grado di prevedere quello che succederà stasera. La confusione regna sovrana. Si tratterà nella notte e dalle 9 anche al tavolo tecnico approntato a Montecitorio. Questo almeno fino all'ora di pranzo. Entro sera Fico dovrà riferire al Presidente se è possibile ricostruire la maggioranza M5S, Pd, Leu, Italia viva ed Europeisti, e se i veti su Conte sono caduti.
Inutile dire che il Quirinale segue col fiato sospeso lo psicodramma della crisi. Anche ieri è stato tutto un ricorrersi di voci, che riguardando anche il rimpasto. E in questo contesto al Colle si sono indispettiti per le indiscrezioni che circolavano in ambiente parlamentare secondo cui Mattarella avrebbe preteso la blindatura di alcuni ministeri chiave, a cominciare da quello dell'economia. Il Colle non si occupa di ministeri, è il messaggio che trapela a sera.
La ridda di rumours è nata dalla raccomandazione che Mattarella ha espresso venerdì alla delegazione Cinquestelle, suggerendo continuità nei ministeri chiave. Ma quell'invito, di carattere generale, non implica una rigidità sui nomi: Mattarella non si occupa di caselle, quelle spettano al premier incaricato. Questo equivoco ha provocato molte fibrillazioni, perché in Parlamento si è diffusa la voce di una blindatura quirinalizia di Roberto Gualtieri. I ministri li sceglierà Conte e come accadde tre anni fa con Paolo Savona al Qurinale spetta l'ultima parola, come dice la Costituzione. Ma non sembra questo lo scenario: nessuno si sognerebbe di piazzare proprio una figura inadeguata in un ministero chiave.
La partita del rimpasto è peraltro fuori dal perimetro nel quale si deve muovere Fico. Il quale deve indicare al Presidente se la maggioranza è stata ricostituita, e se è caduto il veto sul premier. Se cioè vi è unanimità su Conte, a quel punto Mattarella ridarebbe il reincarico.
Se invece Fico fallisse, nel caso Renzi ponesse un veto definitivo sul nome di Conte, a quel punto s'imporrebbero nuove consultazioni. Mattarella dovrebbe insomma ricominciare daccapo. Sarebbe cioè costretto a sondare i gruppi parlamentari su tre opzioni: un altro presidente del consiglio a capo della maggioranza giallorossa; un governo istituzionale, allargato stavolta ai partiti dell'opposizione; un esecutivo elettorale che traghetti l'Italia alle urne a giugno, a scuole chiuse.