"Siete voi favorevoli a bocciare ogni aiuto a chi rifiuta di appoggiare l'opposizione all'accordo con le forze che disapprovano il sostegno del Movimento al governo Draghi?". Magari non sarà scritto così - come quando ai militanti grillini fu chiesto di decidere online sul processo all'alleato Salvini, e chi voleva dire Sì doveva scrivere No, e chi voleva dire No doveva scrivere Sì - ma il quesito sul nuovo governo segnerà, se alla fine si farà davvero, il ritorno sulla scena della Piattaforma Rousseau.
La credevamo ormai spenta, imballata e chiusa in cantina, visto che sul suo sito ieri non c'era nessuna notizia sulla crisi di governo, e anzi il nome del presidente incaricato non compariva neppure in tutta la homepage: il titolo principale era dedicato a un problema evidentemente più scottante: "L'esperto risponde sul bilancio degli enti locali".
Ma ci sbagliavamo. Rousseau è vivo, o almeno è acceso. Pronto a ripetere una delle sue performance digitali che, disse una volta Toninelli "vengono osservate in tutto il mondo". Certamente dagli hacker, che tre anni fa si divertirono a rivelare la password di Davide Casaleggio ("davidavi").
Quella su Draghi sarebbe la prima vera votazione con tesi contrapposte dopo quella che indisse Grillo per far decidere in due ore agli iscritti se dovesse o no andare alle consultazioni di Renzi: allora vinsero i Sì per un pelo (20.843 contro 20.397) e lui ci andò, per sentirsi dire "Beppe, esci da questo blog!". Mai c'è stata suspense, le altre volte. Il server di Casaleggio ha sempre docilmente sfornato i risultati che i capi si aspettavano: sì all'elezione di Di Maio a "capo politico" (82 per cento), sì al contratto di governo con Salvini (94 per cento), sì anche all'accordo con Pd e Leu (79 per cento).
Adesso, per la prima volta, forse vedremo Di Maio contro Di Battista, e magari anche Grillo contro Casaleggio. Che però s'è fatto furbo, e intanto ha cambiato la password.