Giorgia Meloni tira dritto. Con il suo "no" punta a sorpassare Salvini
di Carmelo Lopapa , di Carmelo LopapaLa leader di Fdi ignora gli attacchi degli ex finiani. Sulla scadenza, il segretario della Lega già delimita i tempi
ROMA - Giorgia Meloni fa spallucce e gongola per i 2,5 milioni di spettatori di Porta a Porta giovedì sera, pazienza per le lettere degli ex An e le critiche di qualche militante sui social. Se quello è lo start della traversata del deserto in solitaria, allora la scommessa non si mette male. Almeno dal punto di vista mediatico. Da quello politico, poi, lo si capirà solo quando si tornerà a votare.
Meloni oppositrice unica
La leader di Fratelli d'Italia, a riposo in famiglia in questo primo weekend da oppositrice unica del nascituro governo Draghi, non tradisce alcuna incertezza per la scelta fatta. E non solo perché gli illustri ex finiani che parlano di "suicidio" sono tutti in rotta con Fdi "per motivi personali", è la considerazione condivisa coi suoi. Allo stesso bivio racconta di essersi trovata nel 2018, quando la Lega aveva deciso di andare al governo col M5S. Anche lì, pressione altissima dal basso, ma …
ROMA - Giorgia Meloni fa spallucce e gongola per i 2,5 milioni di spettatori di Porta a Porta giovedì sera, pazienza per le lettere degli ex An e le critiche di qualche militante sui social. Se quello è lo start della traversata del deserto in solitaria, allora la scommessa non si mette male. Almeno dal punto di vista mediatico. Da quello politico, poi, lo si capirà solo quando si tornerà a votare.
Una scommessa a saldo positivo, se FdI dovesse conquistare quei 4-5 punti che la porterebbero attorno al 20 e se la Lega di converso li perdesse: si consumerebbe il sorpasso, anche nella candidatura a premier del centrodestra. Ma di questo Meloni non parla. Forse per scaramanzia.
"Rispetto la scelta di Giorgia - dice Salvini a Radio24 - Probabilmente se avessi dovuto fare solo l'interesse del mio partito, avrei potuto anch'io dire di no a priori. Ma è un momento importante per l'Italia che merita amore, sforzo e coraggio di tutti". Conferma il no all'appoggio esterno. La Lega entra, "se c'è un progetto di Paese che ci convince, ovviamente per la durata dei mesi che sarà". Mesi, scadenza a termine. Ma chissà che non intenda quella del Quirinale del febbraio 2022.
Meloni oppositrice unica
La leader di Fratelli d'Italia, a riposo in famiglia in questo primo weekend da oppositrice unica del nascituro governo Draghi, non tradisce alcuna incertezza per la scelta fatta. E non solo perché gli illustri ex finiani che parlano di "suicidio" sono tutti in rotta con Fdi "per motivi personali", è la considerazione condivisa coi suoi. Allo stesso bivio racconta di essersi trovata nel 2018, quando la Lega aveva deciso di andare al governo col M5S. Anche lì, pressione altissima dal basso, ma lei si è ostinatamente tenuta fuori. "Ho un limite: se una cosa a me non convince io non riesco a farla. E l'operazione Draghi a me non piace affatto, la trovo distonica rispetto alla mia e alla nostra storia", continua nella sua riflessione domenicale. "La differenza rispetto al 2018 è che adesso ho dalla mia parte il cento per cento dei parlamentari e del gruppo dirigente. E poi non dimentico che Fdi nasce dal governo Monti, contro la politica del Loden che piaceva a tutti tranne che a noi". I sondaggi tuttavia parlano di un trenta per cento degli elettori in dubbio, in ansia da isolamento. "Ma di fronte a questo bombardamento mediatico del mainstream, se due elettori su tre hanno capito, per me è un risultato straordinario", spiega a chi le chiede.FdI voterà le proposte più convincenti
Nulla di personale con il professor Draghi. "Incontro molto cordiale, gli ho detto: noi siamo un partito di patrioti. Se le vostre proposte ci convinceranno, noi le voteremo senza chiedere niente in cambio. Insomma, se farà davvero il bene dell'Italia si ritroverà con un partito d'opposizione del quale potrà fidarsi più che di uno della sua maggioranza. Faremo da sentinelle". E a sentire lei sembra che il premier incaricato abbia apprezzato la schiettezza, oltre ad aver archiviato i fogli con i venti punti programmatici presentati.Una scommessa e una chance
Certo, resta l'apparente contraddizione: la presidente dei Conservatori europei che si chiude in una nicchia molto a destra rispetto all'esecutivo dell'europeista Draghi. "Nessuna contraddizione - ribatte lei - I Conservatori includono 44 partiti occidentali che non hanno mai governato con la sinistra. Io non ho bisogno di un riconoscimento internazionale per uscire dall'isolamento, non sono affatto isolata". Considerazioni che sembrano implicitamente riferite all'alleato Salvini, che invece sembra già con un piede nel governo (chissà se di persona), desideroso di rompere il "cordone sanitario" che gli hanno stretto attorno da Bruxelles. Per Meloni in ogni caso una scommessa e una chance. "Perché il governo può fare bene e può anche andare male. E il fatto che almeno un partito di centrodestra sia fuori è una garanzia per tutti gli alleati, in vista del voto: poi, degli elettori che non si riconoscono in questa esperienza che ne facciamo? Li trasformiamo in extraparlamentari?"Una scommessa a saldo positivo, se FdI dovesse conquistare quei 4-5 punti che la porterebbero attorno al 20 e se la Lega di converso li perdesse: si consumerebbe il sorpasso, anche nella candidatura a premier del centrodestra. Ma di questo Meloni non parla. Forse per scaramanzia.
"Rispetto la scelta di Giorgia - dice Salvini a Radio24 - Probabilmente se avessi dovuto fare solo l'interesse del mio partito, avrei potuto anch'io dire di no a priori. Ma è un momento importante per l'Italia che merita amore, sforzo e coraggio di tutti". Conferma il no all'appoggio esterno. La Lega entra, "se c'è un progetto di Paese che ci convince, ovviamente per la durata dei mesi che sarà". Mesi, scadenza a termine. Ma chissà che non intenda quella del Quirinale del febbraio 2022.