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Governo Draghi, Emma Bonino: "Il Nord produttivo ha imposto la scelta a Salvini. Non mi imbarazzano i leghisti, sono loro che hanno cambiato felpa"

La leader di +Europa: "La squadra la decide Draghi, ora c'è la corsa. Vedere gli anti euro, nazionalisti e populisti che oggi sostengono Draghi è una soddisfazione politica non da poco. Le divisioni restano tutte sul tappeto"
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"Di certo non sarei imbarazzata io a sedermi nella squadra di governo con un leghista, sarà imbarazzato il leghista che deve cambiare felpe e mascherine". Emma Bonino, ex commissaria Ue ed ex ministra degli Esteri, apre a ogni ipotesi, purché il governo Draghi decolli. Entrerebbe nel governo o è meglio che ci siano solo tecnici, viste le differenze tra le forze politiche? "Lasciamolo decidere a Draghi". Su una sua presenza si schermisce, però aggiunge: "Io ci sono, noi di +Europa e Azione ci siamo".

Emma Bonino, potrà +Europa, partito nato nel nome dell'europeismo, stare in un governo con Salvini, l'amico di Marine Le Pen e di Orbán?
"Andrebbe chiesto a Salvini, come fa lui a stare in un governo dichiaratamente europeista presieduto da Mario Draghi".

Ma la conversione della Lega è sincera o opportunistica?
"Certamente è stata repentina. Quanti improbabili convertiti sulla via…
"Di certo non sarei imbarazzata io a sedermi nella squadra di governo con un leghista, sarà imbarazzato il leghista che deve cambiare felpe e mascherine". Emma Bonino, ex commissaria Ue ed ex ministra degli Esteri, apre a ogni ipotesi, purché il governo Draghi decolli. Entrerebbe nel governo o è meglio che ci siano solo tecnici, viste le differenze tra le forze politiche? "Lasciamolo decidere a Draghi". Su una sua presenza si schermisce, però aggiunge: "Io ci sono, noi di +Europa e Azione ci siamo".

Emma Bonino, potrà +Europa, partito nato nel nome dell'europeismo, stare in un governo con Salvini, l'amico di Marine Le Pen e di Orbán?
"Andrebbe chiesto a Salvini, come fa lui a stare in un governo dichiaratamente europeista presieduto da Mario Draghi".

Ma la conversione della Lega è sincera o opportunistica?
"Certamente è stata repentina. Quanti improbabili convertiti sulla via di Damasco! Si capirà quanto tattica e quanto convinta, ma vedere gli anti euro, nazionalisti e populisti che oggi sostengono Draghi è una soddisfazione politica non da poco. Le divisioni restano tutte sul tappeto: sui diritti civili, sul mercato e la concorrenza, sulla necessità di tenere i conti pubblici in ordine per salvaguardare le nuove generazioni, sulla società aperta... Lo scontro politico si riaccenderà dopo questa momentanea alleanza di (quasi) tutti con Draghi: se almeno non si parlerà più di uscita dall'euro e dall'Ue sarà un bene per tutti".

Al leader leghista conviene fare l'europeo perché arrivano i 209 miliardi dalla Ue?
"Salvini ha iniziato con una Lega che voleva dividere l'Italia e portare la Padania in Europa, insieme alla Germania. Spiegare al mondo produttivo del Nord che la Lega si metteva di traverso a Draghi e alla sua volontà di usare bene le risorse europee per rilanciare produttività e competitività dell'economia non sarebbe stato facile come farsi un selfie. Salvini è stato veloce: 'Se ci sono da gestire 209 miliardi meglio stare dentro' che fuori".

Come si fa a tenere insieme i decreti sicurezza e le nuove politiche sull'immigrazione, per fare un esempio?
"Lo scontro politico tra posizioni alternative non finirà. Anche sulla malagiustizia, penale e civile, e sulle carceri, le distanze non sono colmabili. Ma il governo Draghi, che nasce come ha detto il presidente Mattarella senza "identificarsi con una formula politica", farà delle scelte di priorità, come ha già annunciato alle consultazioni: 1) piano vaccinale 2) messa in sicurezza dal punto di vista sociale per le persone e le categorie più colpite dalle conseguenze economiche della pandemia 3) next generation Eu, con il mix di investimenti e riforme chiesto dall'Europa".

Se Draghi la chiamasse, entrerebbe nella squadra di governo?
"In questo clima da "vengo anch'io..." c'è aria di abbondanza di convertiti. Non immagino per me un invito. Comunque io ci sono, noi ci siamo: +Europa e Azione sostengono senza condizioni lo sforzo di Draghi, nelle forme che riterrà più utili. Noi ci siamo oggi, quando sembra tutto facile, e ci saremo domani, quando arriveranno le difficoltà, anche in Parlamento".

Entrerebbe anche con un leghista a fianco?
"Diciamo che in un governo così l'imbarazzo, nel caso, sarebbe del leghista. Io avrei gli stessi copricapo di tutti questi anni, il leghista dovrebbe cambiare radicalmente la collezione di felpe e mascherine".

Con i 5Stelle lei aveva detto: mai.
"Se vogliamo una maggioranza responsabile, non è il momento delle esclusioni".

Recovery Plan. È tutto da riscrivere? Con quali priorità?
"Si chiama Next Generation, non Next Election. Ecco, la priorità è quella di evitare un semplice aumento di spesa pubblica ma di attuare riforme e investimenti che lascino l'Italia più produttiva e più competitiva. L'ultima bozza era migliore della precedente, ma credo sarebbe meglio riscrivere tutto per fare meno cose, ma più potenti".

Si sente più in sintonia con Renzi che con Zingaretti?
"Non funziona a simpatie e antipatie, ma sia Italia Viva sia il Pd hanno una convinta fede europeista e questo ci avvicina".