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(ansa)

Governo, il nuovo patto Berlusconi-Salvini: "Avanti uniti, niente veti a Draghi"

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L'accordo di Villa Grande che tiene dentro l'ala governista della coalizione battezza un nuovo centrodestra. L'ira di Meloni. Il leader leghista ai suoi parlamentari dopo i paletti 5S sul governo: "Sentito Grillo? Non rispondete alle provocazioni"  
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ROMA - Il patto di Villa Grande battezza un nuovo centrodestra. Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e l'asse "draghiano" della coalizione, che entra subito in rotta con Giorgia Meloni: "Non siete voi il centrodestra". I due, più convinti che mai, vanno avanti, il leader leghista chiama a rapporto parlamentari e coordinatori regionali e avverte: "Se qualcuno ha dei dubbi sull'operazione Draghi, semplicemente taccia. Parleranno i risultati". Dal premier incaricato silenzio sulle caselle e sui nomi. Nel Carroccio brancolano nel buio, ma restano alte le quotazioni di Giancarlo Giorgetti e (se saranno due i ministri per partito) Giulia Bongiorno.

L'asse di Villa Grande
Dura due ore il faccia a faccia tra il Cavaliere e il segretario della Lega. Berlusconi si sveglia per la prima volta nella splendida Villa Grande sull'Appia appartenuta a Franco Zeffirelli e in via di ristrutturazione finale. "Qui andrà una bella piscina",…
ROMA - Il patto di Villa Grande battezza un nuovo centrodestra. Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e l'asse "draghiano" della coalizione, che entra subito in rotta con Giorgia Meloni: "Non siete voi il centrodestra". I due, più convinti che mai, vanno avanti, il leader leghista chiama a rapporto parlamentari e coordinatori regionali e avverte: "Se qualcuno ha dei dubbi sull'operazione Draghi, semplicemente taccia. Parleranno i risultati". Dal premier incaricato silenzio sulle caselle e sui nomi. Nel Carroccio brancolano nel buio, ma restano alte le quotazioni di Giancarlo Giorgetti e (se saranno due i ministri per partito) Giulia Bongiorno.

L'asse di Villa Grande
Dura due ore il faccia a faccia tra il Cavaliere e il segretario della Lega. Berlusconi si sveglia per la prima volta nella splendida Villa Grande sull'Appia appartenuta a Franco Zeffirelli e in via di ristrutturazione finale. "Qui andrà una bella piscina", racconta portando in giro per i due piani e per lo smisurato giardino l'alleato Matteo Salvini. Ben tre barboncini scodinzolano, poi Marta Fascina - nuova compagna dell'ex premier - lascia soli i due. Entrambi sono reduci dalle consultazioni con Draghi. Entrambi convinti della necessità di questo governo. Sebb(soprattutto Salvini) discriminati da Beppe Grillo. Di "sconcerto e sorpresa" parleranno i due. "Il centrodestra non pone veti ma non accetta che ne vengano posti". Nelle stesse ore i loro gruppi parlamentari stavano votando a Bruxelles il regolamento del Recovery plan, votazione che segna la svolta "europeista" in casa Lega. Pronti a proseguire il cammino a Roma, al fianco di Draghi. "Come Lega e come centrodestra", afferma Salvini in una nota. Scatenando l'ira di Meloni.

L'ira di Giorgia.
"Salvini ha parlato a nome del centrodestra? Un lapsus, il suo - commentata assai irritata la fondatrice di Fdi - Sa ovviamente che il centrodestra non si racchiude in coloro che hanno scelto di tornare al governo col Pd e con M5S". Un macigno sulla coalizione. Berlusconi e Salvini vanno per la loro strada, si sono reciprocamente promessi che presenteranno candidature come sempre insieme alle amministrative di primavera. Quanto all'alleata, il leghista ai suoi fa notare come la sua fosse "una semplice constatazione: possiamo parlare di centrodestra perché in maggioranza ci sono tutti, inclusi Cambiamo, Idea, Udc, tranne lei".

"La scelta giusta"
Nel pomeriggio il segretario riunisce in tre riunioni i deputati, i senatori e i coordinatori regionali. Al suo fianco c'è Giancarlo Giorgetti. A tutti ripete che la scelta è stata "giusta e a lungo ponderata, una scelta di responsabilità, sebbene inimmaginabile in un altro momento storico". I coordinatori gli raccontano che dalla base non arrivano segnali di particolare dissenso. "Però noi spieghiamolo bene, nei territori". E comunque, è l'invito, "se qualcuno dovesse avere dei dubbi, taccia, parleranno i risultati". Massima fiducia in Draghi, insomma. "E oggi bisogna esserci". Infine un appello alla classe dirigente leghista: "Sentito Grillo? Ecco, non rispondete alle provocazioni. Lasciamo che ognuno faccia il suo percorso (riferito al M5S, ndr). Abbiamo molti contro ed è un momento delicato".

L'incognita governo.
Salvini dà per certo il pieno coinvolgimento della Lega. Ma se Draghi parla con qualcuno nel centrodestra, in queste ore, quel qualcuno è Giorgetti. Fortemente "indiziato" di ingresso al governo. Il leader sa che il suo ingresso sarebbe ingombrante e difficilmente gestibile. Spazio al vice, allora. E forse (ma deciderà il premier) a Giulia Bongiorno, per la Pa. Il segretario ha in programma il rientro a Milano domani, seguirà da lì il probabile giuramento. "Ma pronto a tornare in qualsiasi momento", fa sapere a tutti.