Una nuova battaglia legale è alle porte nel M5S. Da una parte, ci sono i dissidenti che hanno votato no al governo Draghi e a cui è stata comunicata l'espulsione. Non ci stanno, perché "con la votazione sul direttorio e la conseguente modifica dello Statuto è venuta meno la figura del capo politico", spiega Lorenzo Borrè, il garante giuridico del Movimento. Vito Crimi, quindi, "al momento non ricopre più quella carica perché non prevista dal regolamento interno, ma solo quella di membro del comitato di garanzia" e quindi "non può chiedere le espulsioni", spiega Borrè che ammette di essere stato già "contattato da qualche parlamentare 5S dissidente per un consulto legale". Ma lo stesso Crimi, due giorni fa, con un lungo post su Facebook ha precisato: "La mia funzione di reggenza, al contrario di quanto è stato erroneamente affermato, non è conclusa e, interpellato in tal senso il Garante Beppe Grillo, proseguirà fino a quando non saranno eletti i 5 membri del nuovo Comitato".
Dall'altra, c'è la questione della titolarità del simbolo M5S, che appartiene all'Associazione che fa riferimento sempre al capo politico. E cosa succederebbe in caso di scissione? "In tale caso rimarrebbe attualmente nelle mani del gruppo parlamentare M5S, potendo al più Casaleggio, quale titolare del dominio ilblogdellestelle.it, chiedere al Tribunale civile l'inibizione dell'uso di tale logo, sempre che la questione non sia disciplinata diversamente da un eventuale accordo concessorio stipulato nel gennaio 2018, allorché il simbolo venne modificato sostituendo la scritta movimento5stelle.it con il nome del dominio del nuovo blog", precisa Borrè.
Uno dei nodi più complicati da sciogliere è proprio quello del simbolo. Quel contrassegno con le 5 Stelle e la dicitura 'blogdellestelle.it' che alle scorse politiche ha raccolto oltre 10 milioni e mezzo di voti. Cosa potrebbe succedere ancora in caso di scissione? Oltre a Casaleggio che potrebbe richiedere un'azione civile, "le cose però potrebbero essere sparigliate laddove la Corte d'appello di Genova accogliesse il ricorso del Curatore speciale dell'associazione Movimento 5 Stelle fondata da Grillo e Casaleggio SR nel 2009 (la decisione è prevista entro la fine di quest'anno). In tal caso il partito fondato nel dicembre 2017 non potrebbe più utilizzare nome e simbolo e dovrebbe pertanto sceglierne di nuovi", spiega ancora Borrè che si definisce "l'avvocato di quelli che incappano in provvedimenti disciplinari del Movimento".
Al Senato, gli ex-5S potrebbero avvalersi del simbolo di Italia dei valori. Per formare un nuovo gruppo, infatti, secondo il regolamento varato nel 2017, non basta avere almeno 10 senatori, ma occorre essere collegati anche a un partito che si era presentato alle elezioni e Idv nel 2018 si trovava dentro il simbolo della lista Civica popolare di Beatrice Lorenzin. Mentre per quanto riguarda la costituzione di un gruppo autonomo alla Camera, l'avvocato Borrè commenta: "A mio avviso si potrebbe utilizzare il vecchio simbolo con la dicitura Movimento5Stelle.it, anche perché i parlamentari dissidenti sono in gran parte ancora iscritti all'associazione primigenia, cui il Tribunale di Genova ha riconosciuto già dall'aprile 2018 il pacifico diritto all'uso del nome MoVimento 5 Stelle e del simbolo (quello con la dicitura movimento5stelle.it)".
La storia del simbolo M5S
Dietro il simbolo - portato da Beppe Grillo in persona al Viminale - si intreccia la storia del Movimento, compresa la nascita delle 3 associazioni che si sono succedute negli anni, complici le cause intentate dagli espulsi che hanno portato Grillo in Tribunale, costringendolo a dotarsi di un nuovo Statuto. Il 26 settembre del 2012, il garante e fondatore del M5S depositò presso l'Ufficio brevetti e marchi del Mise un logo con la scritta 'MoVimento' accompagnato dalle famose 5 Stelle, senza ulteriori scritte al suo interno. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale. Nel 2009 Grillo aveva provveduto a depositare la versione del logo con la dicitura 'beppegrillo.it', che ha rappresentato per anni il simbolo ufficiale del M5S: nel 2013, per esempio, i pentastellati si presentarono alle politiche proprio con quel vessillo. Nel giro di qualche anno però il nome di Grillo sparisce dal simbolo.
È il 18 novembre 2015 quando nel database dell'Ufficio dei marchi europeo (Euipo) fa la sua apparizione il simbolo M5S con la dicitura 'movimento5stelle.it' al posto di 'beppegrillo.it': il proprietario risulta essere l'Associazione Movimento 5 Stelle con sede a Genova, fondata nel 2012 da Grillo e presieduta da quest'ultimo. Passano tre anni e nel gennaio 2018, in vista delle elezioni politiche il M5S cambia di nuovo logo, con la scritta 'ilblogdellestelle.it'. Titolare del marchio è la nuova Associazione Movimento 5 Stelle, con sede a Roma in Via Nomentana, presso lo studio legale Ciannavei, e fondata alcuni mesi prima da Casaleggio e Luigi Di Maio. Attualmente è già in corso a Genova una battaglia legale per l'uso del simbolo M5S: l'udienza conclusiva è fissata al primo luglio 2021.