Politica

Intervista

La scelta di Sofo, l'eurodeputato che ha mollato la Lega: "Io, sovranista buono, ecco perché dico no alla svolta centrista"

Vincenzo Sofo con Marion Le Pen (ansa)
Da tempo dava segni di insofferenza verso le scelte di Salvini: "Nel 2009 entrai nel Carroccio perché era l'unica alternativa per gli orfani della destra contro il centrismo del Pdl. La crisi del governo ha scombussolato tutto, l'operazione Draghi serve a creare il grande centro. Ora, da indipendente, scelgo di andare con Giorgia Meloni"
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Per l'europarlamentare Vincenzo Sofo, 35 anni, l'abbandono della Lega per riavvicinarsi alla destra classica è un po' un ritorno a casa: la sua prima militanza fu infatti nella Destra di Francesco Storace e in tutti questi anni con il suo think tank "Il Talebano" ha fatto da ponte tra un'area identitaria e il Carroccio che da nordista si è trasformato in nazionalista. Da tempo dava segni di sofferenza verso le scelte di Matteo Salvini.

Quando sono cominciate questi turbamenti?
"La crisi di governo ha scombussolato tutto ma in realtà sono stati il Covid e lo stravolgimento che la pandemia ha portato con sé a cambiare lo scenario. In tutti i principali Paesi europei sembra ci sia una linea di indirizzo comune: con la Brexit non c'è più la principale visione alternativa alla Germania, quella della Gran Bretagna, nel frattempo Ursula von der Leyen ha detto che la crisi servirà ad accelerare il processo di integrazione. In Germania la Cdu sceglie il successore di Angela Merkel ed è un centrista, una specie di democristiano che si allea a destra o a sinistra a seconda delle possibilità, o meglio ancora con gli ecologisti. Quando si è scatenata la crisi, ecco l'operazione Draghi che è un tentativo di scombussolare il quadro per creare il grande centro. Questo mi inquieta, è un monopolio politico nel quale entra anche la Lega".

La Lega insomma rompe col passato ed entra nel sistema?
"La Lega non ha una storia di destra ma nasce come sindacato territoriale, chiaramente la crisi fa riemergere questa anima. Non metto in dubbio che la scelta di Salvini e Giorgetti non sia semplice, è una scelta strategica comprensibile ma per me non risulterà vincente come non lo fu per le forze di destra che sostennero Monti nel 2011. Questa è una manovra imposta dall'alto, è evidente. Vedendo la distribuzione dei ministeri si capisce che quelli che contano sono direttamente di Draghi o della sinistra e tentare di condizionare il governo sarà complicato. I cittadini che votarono Lega nel 2018 si erano espressi per un progetto esattamente opposto".

Quindi presto anche lei, come il suo collega deputato Vinci, entrerà nei Fratelli d'Italia?
"Entrai nel 2009 nella Lega perché la vedevo come unica alternativa per gli orfani della destra contro il centrismo del Pdl. Il tentativo era creare un fronte sovranista e identitario. Un sovranismo buono, anche perché ad esempio sul Recovery ho votato sì, quelli sono soldi necessari, e l'Europa è una dimensione patriottica da salvaguardare. Ma serve una Europa che riparta dalla propria identità e dalla sua forza geopolitica invece di restare un mero spazio commerciale. Per questo intanto mi iscrivo da indipendente al gruppo dei Conservatori, guidato proprio da Giorgia Meloni".

A destra si ribaltano i piani? Scende Salvini e cresce Meloni fino a diventare quest'ultima la leader della coalizione?
"Con questa decisione la Lega cambia la sua missione, ora sembra ricercare uno spazio liberale e moderato mentre Fdi sta riuscendo a occupare lo spazio classico di destra. Trovo apprezzabile la decisione di Fdi di non sostenere il governo, diventa un punto di riferimento per chi non sostiene il governo. Ricordo che il gradimento iniziale di Draghi è più basso rispetto a quanto ebbe Monti all'inizio della sua avventura. Lega e Fdi andranno a giocarsi due spazi differenti ma complementari".

La sua parte francese di famiglia (Sofo è fidanzato con Marion Le Pen, ndr) condivide la sua scelta?
"Da buoni sovranisti non interferiamo sulle scelte di politica interna, ma cerchiamo le sinergie per l'Europa".

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