Pd, Conte e Grillo sentono Zingaretti: “La strada dell’alleanza è tracciata”
di Annalisa Cuzzocrea , di Annalisa CuzzocreaLe fibrillazioni dei democatici scuotono il Movimento proprio nel giorno in cui Casaleggio lancia la sua offensiva contro la nuova guida: “Torniamo a volare alto” L’ex presidente del Consiglio: “Il segretario dem solido e leale, ha la visione del bene comune”
ROMA - Nicola Zingaretti ha sentito sia Giuseppe Conte che Beppe Grillo. E a entrambi ha assicurato che la direzione non cambia, perché non ce n'è un'altra. Il percorso di alleanza a sinistra con il Movimento 5 stelle continua. "Il futuro è questo e gli altri se ne accorgeranno", è il messaggio consegnato dal segretario dem ai vertici grillini. Che temono - sebbene senza ammetterlo - che la mossa del leader pd possa mettere in discussione il percorso portato avanti con determinazione nelle ultime settimane. Quello che ha causato una scissione interna, con decine di espulsi dispersi tra tentativi di ricorsi e creazione d gruppi nuovi, e alla resa dei conti con l'associazione Rousseau.
Ieri, Davide Casaleggio, Enrica Sabatini e Pietro Dettori (rimasto forse l'unico a non sapere da che parte stare, visto che è allo stesso tempo socio di Rousseau e spin doctor di Luigi Di Maio) hanno lanciato un nuovo affondo: un manifesto cont…
Ieri, Davide Casaleggio, Enrica Sabatini e Pietro Dettori (rimasto forse l'unico a non sapere da che parte stare, visto che è allo stesso tempo socio di Rousseau e spin doctor di Luigi Di Maio) hanno lanciato un nuovo affondo: un manifesto cont…
ROMA - Nicola Zingaretti ha sentito sia Giuseppe Conte che Beppe Grillo. E a entrambi ha assicurato che la direzione non cambia, perché non ce n'è un'altra. Il percorso di alleanza a sinistra con il Movimento 5 stelle continua. "Il futuro è questo e gli altri se ne accorgeranno", è il messaggio consegnato dal segretario dem ai vertici grillini. Che temono - sebbene senza ammetterlo - che la mossa del leader pd possa mettere in discussione il percorso portato avanti con determinazione nelle ultime settimane. Quello che ha causato una scissione interna, con decine di espulsi dispersi tra tentativi di ricorsi e creazione d gruppi nuovi, e alla resa dei conti con l'associazione Rousseau.
Ieri, Davide Casaleggio, Enrica Sabatini e Pietro Dettori (rimasto forse l'unico a non sapere da che parte stare, visto che è allo stesso tempo socio di Rousseau e spin doctor di Luigi Di Maio) hanno lanciato un nuovo affondo: un manifesto controVento, "principi e valori per tornare a volare alto", pubblicando un post sul Blog delle stelle (l'organo ufficiale del Movimento). Rivolgendosi quindi ai suoi iscritti, ma proponendo in pratica la nascita di un nuovo partito: "Non è più tempo di avere sogni moderati. È tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia e coraggio di realizzarli", scrivono Casaleggio e soci parlando ai militanti 5 stelle.
Basterebbe questo a far venire il mal di testa a Conte che in questi giorni ha parlato con l'avvocato Andrea Ciannavei per studiare lo statuto del Movimento, capire quali possono essere gli appigli dei dissidenti in cerca di rivalsa e quale può invece essere la forma migliore per ripartire con quel Movimento2050 che sarà nel nuovo simbolo e segnerà la nuova strada.
"Le dimissioni di Nicola Zingaretti non mi lasciano indifferente", ha scritto su Facebook l'ex premier. Che non vuole entrare nella vita interna del Pd, ma ammette di essere "dispiaciuto per questa decisione, evidentemente sofferta". Conte descrive Zingaretti come "un leader solido e leale, che è riuscito a condividere, anche nei passaggi più critici, la visione del bene superiore della collettività". Nel frattempo, studia gli statuti dei partiti nel resto d'Europa e pensa a una sua segreteria. Per questo, sta sentendo moltissimi dirigenti ed eletti M5S. Si farà una squadra sua, e addio all'organo collegiale da votare su Rousseau.
L'appoggio al dimissionario segretario dem è quindi totale. Incondizionato. Così come la condivisione di una rotta: quella che vede Pd e 5 stelle insieme alle prossime amministrative - Roma a parte - e poi alle prossime politiche. Non è quindi un caso se Grillo sceglie proprio la giornata di ieri per pubblicare lui, rispondendo così alla mossa di Casaleggio, un nuovo manifesto di valori del Movimento. Come per dire: è questo quello che vale. Il Garante ha chiesto finora di trovare una soluzione amichevole, ma potrebbe perdere la pazienza davanti alla mossa di ieri. Q
Questo predice chi ci ha parlato. Così, sul suo blog, Grillo lancia il progetto Italia 2050: ricorda che la condizione per la nascita del governo Draghi era la creazione del ministero per la transizione ecologica (da cui il nome "rivoluzione MITE") e dell'annesso comitato interministeriale. Fissa obiettivi alti di cui vuole che il nuovo M5S si faccia portatore. Di Conte dice: "Ha detto che ci sarà per il Movimento e onorerà il suo impegno". E di Draghi: "Lo giudicheremo per quel che farà, non per quello che ha fatto".
Gli ammiccamenti dei senatori espulsi Nicola Morra e Barbara Lezzi al progetto di Casaleggio, lo stare alla finestra di Alessandro Di Battista, nulla pare poter cambiare la rotta. Confermata anche dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli che, a proposito di Zingaretti, dice: "Ha anteposto gli interessi del paese a quelli di chiunque altro. È stato e dovrà ancora essere un attore protagonista del consolimento del rapporto tra M5S, Pd e Leu".
Ieri, Davide Casaleggio, Enrica Sabatini e Pietro Dettori (rimasto forse l'unico a non sapere da che parte stare, visto che è allo stesso tempo socio di Rousseau e spin doctor di Luigi Di Maio) hanno lanciato un nuovo affondo: un manifesto controVento, "principi e valori per tornare a volare alto", pubblicando un post sul Blog delle stelle (l'organo ufficiale del Movimento). Rivolgendosi quindi ai suoi iscritti, ma proponendo in pratica la nascita di un nuovo partito: "Non è più tempo di avere sogni moderati. È tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia e coraggio di realizzarli", scrivono Casaleggio e soci parlando ai militanti 5 stelle.
Basterebbe questo a far venire il mal di testa a Conte che in questi giorni ha parlato con l'avvocato Andrea Ciannavei per studiare lo statuto del Movimento, capire quali possono essere gli appigli dei dissidenti in cerca di rivalsa e quale può invece essere la forma migliore per ripartire con quel Movimento2050 che sarà nel nuovo simbolo e segnerà la nuova strada.
"Le dimissioni di Nicola Zingaretti non mi lasciano indifferente", ha scritto su Facebook l'ex premier. Che non vuole entrare nella vita interna del Pd, ma ammette di essere "dispiaciuto per questa decisione, evidentemente sofferta". Conte descrive Zingaretti come "un leader solido e leale, che è riuscito a condividere, anche nei passaggi più critici, la visione del bene superiore della collettività". Nel frattempo, studia gli statuti dei partiti nel resto d'Europa e pensa a una sua segreteria. Per questo, sta sentendo moltissimi dirigenti ed eletti M5S. Si farà una squadra sua, e addio all'organo collegiale da votare su Rousseau.
L'appoggio al dimissionario segretario dem è quindi totale. Incondizionato. Così come la condivisione di una rotta: quella che vede Pd e 5 stelle insieme alle prossime amministrative - Roma a parte - e poi alle prossime politiche. Non è quindi un caso se Grillo sceglie proprio la giornata di ieri per pubblicare lui, rispondendo così alla mossa di Casaleggio, un nuovo manifesto di valori del Movimento. Come per dire: è questo quello che vale. Il Garante ha chiesto finora di trovare una soluzione amichevole, ma potrebbe perdere la pazienza davanti alla mossa di ieri. Q
Questo predice chi ci ha parlato. Così, sul suo blog, Grillo lancia il progetto Italia 2050: ricorda che la condizione per la nascita del governo Draghi era la creazione del ministero per la transizione ecologica (da cui il nome "rivoluzione MITE") e dell'annesso comitato interministeriale. Fissa obiettivi alti di cui vuole che il nuovo M5S si faccia portatore. Di Conte dice: "Ha detto che ci sarà per il Movimento e onorerà il suo impegno". E di Draghi: "Lo giudicheremo per quel che farà, non per quello che ha fatto".
Gli ammiccamenti dei senatori espulsi Nicola Morra e Barbara Lezzi al progetto di Casaleggio, lo stare alla finestra di Alessandro Di Battista, nulla pare poter cambiare la rotta. Confermata anche dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli che, a proposito di Zingaretti, dice: "Ha anteposto gli interessi del paese a quelli di chiunque altro. È stato e dovrà ancora essere un attore protagonista del consolimento del rapporto tra M5S, Pd e Leu".