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Pd, "Compagni, dove andate?". Quella profezia di Mussi allo scioglimento dei Ds

Sette leader in quattordici anni, come quelle squadre in crisi che cambiano sempre allenatore. "Penso che si stia imboccando una strada che porta la sinistra non a rinnovarsi, come pure è radicalmente necessario, ma a perdersi", disse Mussi a proposito del nascente Pd.  Era il 20 aprile 2007, ultimo congresso dei Ds a Firenze
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Nel Pd tutti gli addii si assomigliano fra loro, e ogni segretario è infelice a modo suo. Mi vergogno, parlate di poltrone mentre là fuori infuria il virus, si è sfogato Nicola Zingaretti, sbattendo la porta. "C'era troppo gelo attorno a me, farò il militante semplice", confessò, nel giorno del congedo, Walter Veltroni a Goffredo De Marchis su Repubblica. Febbraio 2009, Uolter aveva appena perso le elezioni in Sardegna. Le stagioni mutano e "il Pd va in pezzi", come scrisse già allora Edmondo Berselli, ricordando la definizione di D'Alema dell'"amalgama mal riuscito".

Del resto, sette leader in quattordici anni, come quelle squadre in crisi che cambiano sempre allenatore. "Penso che si stia imboccando una strada che porta la sinistra non a rinnovarsi, come pure è radicalmente necessario, ma a perdersi", disse, a proposito del nascente Pd, Fabio Mussi. Era il 20 aprile 2007, congresso …
Nel Pd tutti gli addii si assomigliano fra loro, e ogni segretario è infelice a modo suo. Mi vergogno, parlate di poltrone mentre là fuori infuria il virus, si è sfogato Nicola Zingaretti, sbattendo la porta. "C'era troppo gelo attorno a me, farò il militante semplice", confessò, nel giorno del congedo, Walter Veltroni a Goffredo De Marchis su Repubblica. Febbraio 2009, Uolter aveva appena perso le elezioni in Sardegna. Le stagioni mutano e "il Pd va in pezzi", come scrisse già allora Edmondo Berselli, ricordando la definizione di D'Alema dell'"amalgama mal riuscito".

Del resto, sette leader in quattordici anni, come quelle squadre in crisi che cambiano sempre allenatore. "Penso che si stia imboccando una strada che porta la sinistra non a rinnovarsi, come pure è radicalmente necessario, ma a perdersi", disse, a proposito del nascente Pd, Fabio Mussi. Era il 20 aprile 2007, congresso di scioglimento dei Ds a Firenze.

Fa impressione leggere la sua relazione: "Non riesco a rassegnarmi all'idea che il destino della sinistra italiana possa ridursi a questo: una rete di correnti superpersonalizzate. Quando qualcuno ti chiede "chi siete" non basta rispondere "siamo tanti". I partiti vivono anche nelle sconfitte, non sono fatti solo per la vittoria".

Eugenio Scalfari descriveva i Ds "come un partito arrivato al capolinea, che ha perso ruolo e rappresentanza. Con una dimensione quantitativa inadeguata alla società di massa e una dimensione qualitativa e culturale povera". Sembrano parole scritte oggi. Da Veltroni a Zingaretti la malattia non è cambiata, e tutti lasciano "per amore del Pd". Disse Mussi in lacrime: "Si chiede a noi: dove andate? Lo chiedo a voi: dove andate, esattamente?"