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(ansa)

Zingaretti e Renzi ricadono in tentazione: da D’Urso a Dubai il rilancio dei leader

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Il leader dem torna su Canale 5 sfidando le critiche al suo sostegno per la conduttrice tv. Renzi si fa rivedere nella penisola arabica dopo le polemiche sui suoi rapporti con i sauditi
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Sed diabolicum perseverare, per dirla con spropositata solennità. Ma intanto dopo il tweet di sostegno Zingaretti è ricascato in tentazione D'Urso e Renzi è volato di nuovo nella penisola arabica. Non si dirà qui che è un ritorno sul luogo del delitto perché la mega ospitata in una trasmissione trash o il soggiornone extralusso a Dubai non costituiscono reato, e magari ci scappa una querela (Renzi ha dato mandato contro la Stampa, poi forse spiegherà meglio).

Ma intanto colpisce che le due repliche si siano accavallate in un simultaneo accanimento che sa di sfida, tigna, ostentazione e un po' anche di faccia tosta. Smarriti gli ideali, oppure riconvertiti al regime delle opportunità, il riformismo ondeggia tra Barbara Carmelita fluorescente e qualche altro Rinascimento mediorientale sulle tracce di Abramo.

Questione preliminare: chi glielo fa fare? Boh. Al di là dei dubbi di giornata - e scontando che ben altro a…
Sed diabolicum perseverare, per dirla con spropositata solennità. Ma intanto dopo il tweet di sostegno Zingaretti è ricascato in tentazione D'Urso e Renzi è volato di nuovo nella penisola arabica. Non si dirà qui che è un ritorno sul luogo del delitto perché la mega ospitata in una trasmissione trash o il soggiornone extralusso a Dubai non costituiscono reato, e magari ci scappa una querela (Renzi ha dato mandato contro la Stampa, poi forse spiegherà meglio).

Ma intanto colpisce che le due repliche si siano accavallate in un simultaneo accanimento che sa di sfida, tigna, ostentazione e un po' anche di faccia tosta. Smarriti gli ideali, oppure riconvertiti al regime delle opportunità, il riformismo ondeggia tra Barbara Carmelita fluorescente e qualche altro Rinascimento mediorientale sulle tracce di Abramo.

Questione preliminare: chi glielo fa fare? Boh. Al di là dei dubbi di giornata - e scontando che ben altro angustia i destini collettivi - sembra quasi che l'Aridaje si stia impossessando della scena pubblica; oppure, vai a sapere, ecco che i due leader "intignano" per farsi belli, liberi, coraggiosi, caparbi e incrollabili nelle loro convinzioni.

Nel caso specifico l'ostinazione di Zingaretti segnala un che di liberatorio e forse, a parte la scelta di piegare Live-Non è la D'Urso ai canoni del gramscismo, l'inizio di una qualche metamorfosi. Detta con brutalità: Nicola si è scocciato del suo personaggio, vuole romperne schemi e confini, evadere dalle aspettative e presentarsi al grande pubblico - non a quei serpenti del Pd - come gli pare e piace. Rimuginate da troppo tempo, bofonchiate durante gli interminabili tavoli dell'ipocrisia ("me ne vado alle Maldive"), scritte e riscritte, le dimissioni lasciano intravedere una crisi certo politica, ma anche una sofferenza molto personale. Forse ora nemmeno lui sa cosa vuole, l'unica certezza è stoppare il disagio; e quindi, se serve, togliersi sia il sassolino delle critiche che il gusto di andarci, dalla D'Urso. Mite e salutare stizza in prime time, sublimazione e marketing, la post-politica vive di questa roba - e intanto Draghi governa senza guardare Carmelita.

Renzi è tutt'altra storia, pizzicato laggiù per caso. Esiste un'ampia letteratura sul complesso rapporto che egli intrattiene con gli aspetti più concreti e appariscenti del potere, mezzi di trasporto, comfort, viaggi, etc. Non si sa bene che è successo. Dire che sono affari suoi è molto umano, ma altrettanto ingenuo perché Dubai è strasocial, piena di italiani e prima o poi ti beccano. Per cui first reaction shock. Ma la successiva insistenza e l'ostentata insensibilità alle critiche appare in questo frangente una scelta obbligata. Per cui, sorpreso ancora da quelle parti, il Renzi d'Arabia bis è costretto a rilanciare. Una faccenda di temperamento, ma anche di tecnica e di storia politica essendo il suo nome inciso nell'albo d'oro dei "rilancisti" insieme a Crispi, Mussolini, Fanfani, Craxi, Berlusconi, D'Alema, più Salvini tornato al Papeete e Grillo candidato a leader del Pd.

Quanto tutto questo rafforzi la credibilità della classe politica è già più difficile dire. Sia nell'uno sia nell'altro caso Renzi e Zingaretti sembrano ben lontani dalle atmosfere e dai luoghi che segnano il momento. Succede a molti, ma in caso di prolungata persistenza è così che da personaggi si diventa maschere, poi macchiette e caricature.