Politica

Lega, Salvini nomina Laura Ravetto responsabile delle Pari opportunità del partito

L'ex deputata di Forza Italia transitata nel Carroccio ringrazia: "Un attestato di fiducia che mi riempie di gioia". E difende la presenza al governo: "Con noi i fondi del Recovery Plan veicolati verso le categorie di riferimento del centrodestra"
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Matteo Salvini ha nominato Laura Ravetto responsabile Pari opportunità della Lega. L'ex deputata forzista, passata al Carroccio nello scorso mese di novembre, ha subito detto grazie al suo leader. "Ringrazio moltissimo il segretario Matteo Salvini per la nomina a responsabile del dipartimento Pari opportunità della Lega. Un attestato di fiducia che mi riempie di gioia e che cercherò di onorare subito e al meglio con iniziative concrete in collaborazione con le colleghe e i colleghi del partito".

Nei giorni scorsi aveva anche risposto così ad una domanda sul perchè fosse andata nel partito di Salvini: "Basta con i luoghi comuni, guardiamo ai fatti. Salvini è l'antimaschilista della politica, basta vedere come è rispettato l'equilibrio di genere della Lega, soprattutto sul territorio". E stamattina per festeggiare la nomina ha litigato sui vaccini con Claudia Fusani durante Coffee Break su La 7. 

E in un'altra intervista a Spraynews.it ha detto: "Con la nostra presenza nel governo molte istanze degli elettori verranno accolte. Mi riferisco alla destinazione dei fondi del Recovery Plan e alle necessità di veicolarli verso le categorie di riferimento del centrodestra. Penso ai ristori e agli indennizzi su cui già sta lavorando il ministro del Turismo Garavaglia. La Lega ha già positivamente influenzato questo governo, dallo stop al Codice Appalti alla riflessione sulla rottamazione delle cartelle esattoriali".

Dopo quindici anni con Silvio Berlusconi, un marito, Dario Ginefra, ex parlamentare del  Pd, una figlia di tre anni, quattro legislature, la cinquantenne Ravetto, dunque sfoggia ora un feeling totale con Salvini. E' un'altra fedelissima degli anni d'oro del berlusconismo, dopo Micaela Biancofiore, Beatrice Lorenzin e Daniela Santanché, che ha lasciato il Cavaliere. Con l'accusa di stare tramando con il Pd e la sinistra. O forse perchè condivide la linea dura salviniana sull'immigrazione che ha sempre difeso anche quando ricopriva l'incarico di presidente della commissione Schengen.

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