Politica

Braccio di ferro su Rousseau: i paletti di Casaleggio al M5S. Nel decalogo torna il limite dei due mandati contro i "gruppi di potere"

Da sinistra: Enrica Sabatini, Davide Casaleggio e Valerio Tacchini alla conferenza stampa milanese dedicata al voto sulla piattaforma Rousseau (ansa)
Il presidente dell'associazione presenta il manifesto Controvento e detta le sue condizioni. Accanto a lui Enrica Sabatini, socia della piattaforma al centro dello scontro con il Movimento: "Serve accordo di partnership. Gli impegno vanno onorati". E sul governo Draghi: "Un voto che ha lasciato cicatrici enormi nel Movimento"
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Davide Casaleggio, padrone della piattaforma Rousseua, presenta il suo manifesto Controvento nella freddezza del Movimento Stelle che suo padre Gianroberto ha fondato insieme a Beppe Grillo. Si tratta di un testo "sul metodo che dobbiamo definire insieme, un punto di partenza, un primo seme di discussione per definire la nostra discussione", dice Casaleggio accompagnato dalla socia Enrica Sabatini. Che chiarisce come il manifesto sia indirizzato proprio ai grillini che stanno a presidio del Movimento. "Credo sia giusto chiarire i ruoli e rispettarli", dice. Perché "se non ci sono obiettivi condivisi non è possibile immagine un percorso insieme".

"Più che di un contratto di fornitori di servizio - spiega la Sabatini - per fare le cose insieme io credo si debba parlare" di un percorso di "partnership". "È necessario - continua - che i ruoli vengano ben definiti e soprattutto riconosciuti e rispettati. Se non c'è un elemento di profondo rispetto del lavoro che viene fatto non c'è possibilità di un lavoro insieme - aggiunge - Credo che bisogna chiedersi perché stare insieme e per fare cosa e come".

Dunque, dopo le liti e le baruffe sui soldi e le scelte politiche la coppia che dirige la piattaforma Rousseau pone il Movimento di fronte alla domanda: restare insieme per fare cosa?  E per restare insieme Casaleggio junior e Sabatini fissano 10 punti e rilanciano tutta una serie di temi che ripescano dal Movimento prima maniera. "Il voto è dibattito; le regole non sono scritte per gli amici; la formazione è la madre della competenza; rinnovare vuole dire evolvere; uno non vale l'altro; la piramide è rovesciata; la comunità è maggiore della somma delle sue parti; il sogno non è utopia; l'esempio è cambiamento; la felicità è partecipazione; nessun limite all'immaginazione". Sono questi dunque i pilastri su cui riaprire il dialogo con il Movimento. Che però non fa certo salti di gioia.

Ancora si ricorda nel manifesto che bisogna "decentralizzare il potere" e non imporre "decisioni calate dall'alto". Punti che sembrano una vera e propria critica a Grillo che negli ultimi tempi ha quasi imposto al M5S alcune scelte fondamentali. A partire dalla partecipazione al governo di Mario Draghi e di affidare la guida del Movimento a Giuseppe Conte. Si rispolvera anche il famoso meccanismo del "recall", il  richiamo e la sfiducia verso un portavoce, "fondamentale per verificare i risultati ottenuti" dagli eletti.

Sabatini insiste e spiega che bisogna "garantire che vengano onorati gli impegni presi di fronte alla comunità. Rispettare il lavoro svolto da tutti. Premiare progetti e persone che siano di esempio per la comunità e che rispettano i principi dati".

E ancora sulla piattaforma Rousseau e sul suo uso ammonisce che "il voto è dibattito, non ratifica, ed ogni scelta collettiva deve avere il tempo di poter essere discussa e approfondita". E qui Sabatini parla apertamente delle "cicatrici" che ha lasciato nel Movimento proprio la votazione sul governo Draghi.

 

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