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Pd, Nichi Vendola: "Un partito senza identità: divora i figli come il conte Ugolino"

Nichi Vendola 
L'ex leader di Sel: "Il cannibalismo e le faide di corrente non si risolvono con un leader o il solito nuovo inizio senza un progetto e l'analisi del passato"
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Nichi Vendola, lei è un leader storico della sinistra: è dispiaciuto per le dimissioni di Zingaretti da segretario del Pd?
"Non sono né un iscritto né un elettore del Pd e, nonostante l'affetto che nutro per Nicola Zingaretti, credo che il suo gesto avesse il crisma della "predestinazione". Il Pd è come il conte Ugolino che divorò i propri figli. Ma questo cannibalismo e le faide di corrente sono il frutto del vero problema: il Pd non ha identità, non ha un progetto di società, non ha una visione del futuro, a volte sembra non avere neppure un passato".

Ma la crisi del Pd rigua…

Nichi Vendola, lei è un leader storico della sinistra: è dispiaciuto per le dimissioni di Zingaretti da segretario del Pd?
"Non sono né un iscritto né un elettore del Pd e, nonostante l'affetto che nutro per Nicola Zingaretti, credo che il suo gesto avesse il crisma della "predestinazione". Il Pd è come il conte Ugolino che divorò i propri figli. Ma questo cannibalismo e le faide di corrente sono il frutto del vero problema: il Pd non ha identità, non ha un progetto di società, non ha una visione del futuro, a volte sembra non avere neppure un passato".

Ma la crisi del Pd riguarda tutta la sinistra?
"Il Pd così come è non è la risorsa della sinistra ma è il suo problema. E la scomparsa della sinistra chiede a tutti una analisi che non si è mai fatta. Occorre capire, elaborare i nostri lutti, invece di invocare sempre una "tabula rasa" e un nuovo inizio".

Il governo Draghi non le piace ed è convinto che sia un bene starne all'opposizione. Per lei, leader della sinistra, quale è il rischio politico?
"Non sono trinariciuto e non coltivo nevrosi complottistiche: tuttavia che la politica applauda quando viene messa in mora, che si genufletta al liquidatore, che invochi la supplenza di una tecnocrazia che non è mai neutrale, io questo non lo accetto. Non capisco e non mi adeguo".

Non è un bello spettacolo quello di una sinistra frantumata: in Sinistra italiana il suo partito si va in ordine sparso.
"Vede, la politica non muore anche quando tenta il suicidio: è sempre la sinistra che muore, come dimostra la lacerazione del Pd. Il governo Frankstein di Mister Draghi, nonostante i tanti apologeti, sta predisponendo il trionfo elettorale della destra. Sarà lecito opporsi? Io sto con tutto il cuore con Sinistra italiana e sto bene all'opposizione".

Le Sardine hanno provato a dare una scossa poi naufragata nelle polemiche. C'è una indifferenza dello stesso popolo della sinistra?
"Le Sardine sono la metafora di ciò che abbiamo: una sinistra senza popolo e un popolo senza sinistra. Ma il cattivo funzionamento di un partito non è la causa, è l'effetto del problema: il Pd propone una sinistra senza radicamento nella questione sociale e nel lavoro, con mille brutte compromissioni con l'ideologia liberista. Qui è il nodo, il resto è solo rumore politicista".

Il dibattito nel centrosinistra è compreso dalla gente, mentre i cittadini lottano con la pandemia?
"Il dibattito sui leader o sulle correnti, per come appare sui media, non ha alcuna relazione con la vita e con il dolore sociale".

Ci vorrebbe un nuovo partito della sinistra?
"Faccio una battuta nostalgica: la scomparsa del Pci ha rappresentato un miglioramento o un peggioramento del nostro Paese, della sua civiltà, della sua democrazia? Non propongo la riesumazione della salma. Dico solo che il Pci era una speranza vera, un'esperienza di popolo. Era l'antidoto al populismo. Certo oggi siamo sconfitti e occorre una nuova semina".

E per il Pd quale leader vedrebbe bene?
"Ripeto, il problema è il Pd, non un leader ben confezionato. Lo dico con rispetto per le persone che lo abitano: ma se è potuto finire nelle mani di un gruppo di "estremisti di centro" e fare con Renzi ciò che ha fatto, può essere la rimozione la formula per continuare? Il galleggiamento non è salutare in politica".

Da dove riparte la sinistra?
"Dalla parola dignità: penso agli scritti proprio sulla mercificazione del lavoro di quel Federico Caffè che mi pare tanto celebrato quanto sconosciuto. E penso agli scritti memorabili di Stefano Rodotà".

Con i 5Stelle?
"Con i 5 Stelle ma senza subalternità. Col coraggio di un confronto rigoroso sulle spinose questioni della giustizia e dei migranti. Una sinistra giustizialista è un ossimoro, uno di quei buchi neri in cui la sinistra ha perso l'anima".