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il retroscena

Covid, dagli spostamenti al lockdown a Pasqua: Lega e Forza Italia chiedono stretta "soft" ma in Cdm prevale la preoccupazione

(siano)
Le perplessità di Giorgetti e le richieste di Carfagna: tensioni in Consiglio dei ministri sulle nuove restrizioni. Prevale però la linea rigorista anche sul numero delle visite nelle altre abitazioni private
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ROMA - "Presidente, non sono d'accordo con questa impostazione che riteniamo eccessivamente rigorosa sugli spostamenti personali in zona rossa. La gente è esasperata". Giancarlo Giorgetti prende la parola e manifesta tutto il suo dissenso sulla linea chiusurista che sta passando ancora un volta in Consiglio dei ministri. Il premier Mario Draghi ascolta in silenzio. E' la prima volta che si apre un contraddittorio così plateale da quando si è insediato a Palazzo Chigi.

Subito dopo è Mara Carfagna, ministra forzista, a intervenire in sosetegno. "Si potrebbe valutare la possibilità di consentire anche in zona rossa la visita una volta al giorno per due persone da un amico o parente. Come avvenuto a Natale e Capodanno e come è già previsto per Pasqua - spiega ai colleghi la ministra per il Sud - Sarebbe una sorta di conforto sociale". Con lei anche le ministre della Giustizia Cartabia e degli Interni Lamorgese.

Ma ci pensa il tandem rigorista ormai consolidato, formato dai ministri Speranza (Salute) e Franceschini (Beni culturali) a ereggere un muro. "La situazione è drammatica, non possiamo permetterci alcuna concessione, non ora" è la loro linea. Che alla fine prevale, si impone. Nulla da fare. Nelle zone rosse non sarà possibile spostarsi per visitare amici o parenti. 

L'asse Pd-Leu la spunta sul fronte destro, se proprio la si vuole buttare in politica. Ma a supportare le tesi dei rigorisiti ci sono i dati settimanali sui contagi e soprattutto sui ricoveri in terapia intensiva.

La Conferenza Stato-Regioni

Prima del Consiglio dei ministri che segna la nuova stretta sull'intero Paese è stato il governatore veneto Luca Zaia a suonare l'ultimo allarme. Lo ha fatto ad apertura della Conferenza Stato-Regioni che ha preceduto proprio la riunione di governo. Nei toni, tutta la drammaticità della situazione che stanno vivendo i presidenti di regione. Le terapie intensive in molti territori ormai sono al collasso. L'indice di contagio cresce costantemente per via della variante inglese.

"C'è poco da fare, bisogna intervenire e farlo subito - ha detto il "Doge" - Ma bisogna far capire al contempo alla gente con un'adeguata campagna di comunicazione che il virus esiste ancora. Che il pericolo non è finito, altrimenti qualsiasi stretta risulterà inutile. L'inizio delle vaccinazioni non vuol dire che non esistono più rischi". Così, quando poco dopo in Cdm il governo si farà carico di mandare nove regioni in rosso e il resto d'Italia in arancione, di fatto tutti in lockdown totale o parziale con l'eccezione di Sicilia e Sardegna, i governatori tireranno un sospiro di sollievo. Non saranno loro ad assumersi la responsabilità delle misure.

Poi, lo stesso Zaia, il pugliese Michele Emiliano e il vicepresidente campano Fulvio Bonavitacola invocano misure per finanziare i congedi parentali. Istanza che subito dopo i ministri Mariastella Gelmini (Affari regionali), Elena Bonetti (Famiglia) e Patrizio Bianchi (Istruzione) portano in Consiglio dei ministri. Non è l'unico sostegno che passa. Sono 290 milioni di euro in decreto per congedi parentali, diritto allo smart working, bonus baby sitter.

Un passaggio che segnerà invece la vita e il prosieguo della legislatura è l'affidamento al ministro per i Rapporti col Parlamento, Federico D'Incà, della delega alle Riforme istituzionali. "Metteremo al centro le indicazioni che arriveranno dal Parlamento - spiega l'esponente grillino - in un quadro politico in cui la maggioranza è molto più ampia e il governo dovrà accompagnare il Paese fuori dalla pandemia". Più scontata invece la nomina di Valentina Vezzali, campionessa olimpica di scherma, alla carica di sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport, dopo una parentesi parlamentare in Scelta civica.

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