"Meglio una donna alla guida del Pd? Se c'è una donna, si faccia avanti, si candidi. Oppure le donne che ritengono ci voglia una leadership femminile nel Pd lancino un appello, ma non generico, bensì con nome e cognome, come si fa per un uomo. Non si dice certo: vogliamo un uomo, bensì vogliamo Tizio o Caio". Livia Turco, storica leader dem, ex ministra della Salute (e della Solidarietà sociale con Prodi e D'Alema), autrice della prima legge sull'immigrazione (la Turco-Napolitano) e della legge quadro sul Welfare, invita ad affrontare la questione delle questioni: la lontananza del Pd dalla vita delle persone.
Turco, il Pd da dove ricomincia? Dalle donne?
"Ricominciare dalle donne è saggio, visto cosa stiamo facendo. Dalla pandemia abbiamo imparato che c'è una grande, straordinaria presenza femminile negli ospedali, nelle scuole, tra gli scienziati, nella case di cura, nei supermercati... l'Italia dovrebbe celebrare un inno alle donne e vergognarsi delle condizioni di disparità di lavoro, di non avere abbastanza asili nido e servizi di cura. La legge quadro sui servizi sociali è stata non solo dimenticata, ma stravolta a livello nazionale. Perché sono stati stanziati fondi e fondini, trasferimenti monetari, invece di avere servizi sociali e domiciliari".
Sulla questione femminile - nessuna donna indicata come ministra ma solo i capi delle correnti - è deflagrato lo scontro nel Pd che ha poi portato alle dimissioni di Zingaretti.
"Quel passaggio è stato una vergogna. E le dimissioni di Nicola Zingaretti sono un fatto traumatico, tanto che con un gruppo di donne, che non c'entrano con il Pd - da Giovanna Martelli a Marinella Perrone, Laura Onofri, Teresa Manente per citarne alcune - abbiamo scritto una lettera a Zingaretti".
Nella quale gli avete chiesto di ripensarci?
"Non solo. Io ho condiviso le parole che Zingaretti ha usato: la vergogna di un dibattito tutto interno al ceto politico mentre c'è la pandemia. Altro che affermazione grillina, la sua! E' stata una affermazione congrua. Aggiungo che se le donne vogliono svolgere un ruolo di leader, devono interrogarsi prima di tutto sulla lontananza della politica e del partito dal sentimento delle donne italiane e del Paese. O si affronta questo nodo, oppure ce la raccontiamo sulla leadership femminile, sulle quote rosa di cui pure sono stata e sono una sostenitrice. Noi donne nel nostro Dna abbiamo il tema della qualità della politica. La crisi pandemica inoltre ci mette davanti al problema della cura della vita delle persone. Da qui deve partire un progetto politico di rinascita della sinistra. E ci vuole una pratica politica conseguente, come il femminismo ci ha insegnato".
INTERATTIVO: IL 'GIOCO' DELLE CORRENTI
Ma in Assemblea nazionale domenica è meglio eleggere Enrico Letta?
"La proposta di Letta ha punti di forza: è un uomo che ha dato prova di grande dignità, si è misurato con un diverso modo di fare politica attraverso il rapporto con i giovani, con l'Europa".
O è meglio una leadership femminile?
"Sarò felicissima il giorno in cui ci sarà una segretaria del Pd, però non mi pare così dirimente in questo momento. La leadership è espressione di un progetto : c'è qualcuna che si candida? Che si fa avanti? Allora benissimo. Però se ci fosse una trattativa tra capicorrente seppure su un nome femminile, non saremmo certo di fronte al rinnovamento della politica".
Si parla sempre di "padri fondatori" del Pd e mai di "madri fondatrici", c'è un oblio?
"Sì, c'è un oblio del tanto, delle battaglie che noi donne del centrosinistra abbiamo fatto. Sono molto legata alle donne del mio partito e a loro dico: care compagne dobbiamo costituire una genealogia femminile, le madri e le figlie, come ribadiva Teresa Noce, una delle costituenti: solo così camminiamo con le nostre gambe e saremo libere".
Ora il Pd da dove riparte?
"Io mi sento di dover ringraziare Zingaretti, che ha fatto sempre uno sforzo di unità. Il Pd deve ricostruire il suo popolo, che non è solo aprire al civismo e ai Movimenti: ci sono molta solitudine e sofferenza nella società e quindi un partito del centrosinistra deve andare incontro alle persone, prendersi cura di loro ed elaborare un progetto politico-culturale che manca".