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Legge elettorale, il Mattarellum piace alla Lega. Ma nel Pd in tanti frenano

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Il sistema di voto rilanciato da Letta era stato riproposto un anno fa da Salvini. "Dialogo possibile" dicono dal Carroccio. Ma prima il segretario del Pd dovrà convincere i compagni di partito
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ROMA -Se lo Ius soli spacca la maggioranza e allontana Pd e Lega, la mossa di Enrico Letta di rilanciare il Mattarellum (e dunque il bipolarismo) invece li avvicina. Almeno sulla carta. Perché si dà il caso che il sistema da cui il nuovo leader del Pd vuole ripartire, è lo stesso che propone Matteo Salvini.

Poco più di un anno fa, il 21 gennaio 2020, il capogruppo leghista Riccardo Molinari depositava alla Camera una proposta di legge che resuscitava proprio il Mattarellum, il sistema elettorale in vigore dal 1993 al 2005. Pochi giorni prima, mentre dem e grillini trovavano l'accordo sul proporzionale, il leader del Carroccio annunciava la svolta, esaltando la legge "che porta la firma del presidente della Repubblica, che è al di sopra di ogni sospetto, che è già stata usata e ha garantito stabilità".

Centrodestra prudente

La posizione dell'ex ministro oggi non è cambiata. Troppo presto per i contatti c…
ROMA -Se lo Ius soli spacca la maggioranza e allontana Pd e Lega, la mossa di Enrico Letta di rilanciare il Mattarellum (e dunque il bipolarismo) invece li avvicina. Almeno sulla carta. Perché si dà il caso che il sistema da cui il nuovo leader del Pd vuole ripartire, è lo stesso che propone Matteo Salvini.

Poco più di un anno fa, il 21 gennaio 2020, il capogruppo leghista Riccardo Molinari depositava alla Camera una proposta di legge che resuscitava proprio il Mattarellum, il sistema elettorale in vigore dal 1993 al 2005. Pochi giorni prima, mentre dem e grillini trovavano l'accordo sul proporzionale, il leader del Carroccio annunciava la svolta, esaltando la legge "che porta la firma del presidente della Repubblica, che è al di sopra di ogni sospetto, che è già stata usata e ha garantito stabilità".

Centrodestra prudente

La posizione dell'ex ministro oggi non è cambiata. Troppo presto per i contatti con Letta, ma su questo terreno - dicono nell'entourage del segretario leghista - "il dialogo è possibile". Ma c'è anche molta prudenza. "La legge elettorale per noi ora non è una priorità", sostiene Igor Iezzi, capogruppo del Carroccio in commissione Affari costituzionali della Camera. "Ora ci interessa discutere i problemi dei cittadini legati alla pandemia. Certo, il Mattarellum è la nostra proposta, un sistema che consente la sera stessa delle elezioni di sapere chi ha vinto e chi, secondo gli elettori, deve governare. Se vogliono discuterne noi ci siamo".

Scettico l'ex presidente del Senato Renato Schifani, consigliere di Silvio Berlusconi: "Forza Italia è nata col maggioritario, quindi per noi andrebbe anche bene. Ma dopo il taglio dei parlamentari il Pd disse che andava garantita la rappresentatività dei territori. Ed effettivamente quel problema esiste e un maggioritario secco potrebbe creare un vulnus democratico". Più propensi a prendere in considerazione un sistema che preveda coalizioni e un premio di maggioranza sono i Fratelli d'Italia. "Ma intanto quello di Letta è un passo avanti" riconosce il capogruppo Francesco Lollobrigida.
E anche Iezzi ammette. "È politicamente rilevante che il Pd abbia abbandonato il proporzionale. Anche se - conclude sibillino - bisogna vedere che ne pensano le varie correnti di quel partito". che in effetti non sembrano proprio convintissime.

La benedizione di Prodi

Di sicuro Letta si è preso la briga di liquidare ufficialmente il proporzionale, tramontato insieme alla speranza del Conte ter. Gli unici a rimanervi ancora legati sono i 5Stelle, ma vista la fase di limbo che attraversano non vogliono esporsi. Prima o poi però bisognerà dirgli che l'accordo è saltato e farci i conti. Intanto rilanciando il maggioritario e bocciando le liste bloccate, dicendo di voler riunire il centrosinistra e i grillini in coalizione, in un'ottica sostanzialmente bipolare, il neo segretario ha ottenuto la benedizione di Romano Prodi, per il quale quello è l'unico sistema "che può garantire insieme - scriveva domenica sul Messaggero - la stabilità del governo e il diritto dell'elettore di sapere in quale direzione il suo voto sarà poi utilizzato". Ma il Mattarellum non fa impazzire i big del partito democratico.

Scettiche le correnti dem

"Ci ritroveremmo a dover dividere i collegi con i 5S, e magari a votare Ciampolillo. E poi il solo fatto che piaccia a Salvini dovrebbe farci riflettere", dicono dalla parti di Base riformista, la corrente degli ex renziani. E per una volta si trovano d'accordo con quelli di Areadem, la componente guidata da Dario Franceschini, dove si ritiene che, tanto più dopo il taglio dei parlamentari, quel sistema produrrebbe un effetto iper maggioritario, a tutto vantaggio della Lega. "Fondamentale è coniugare rappresentanza e governabilità, ripristinare il bipolarismo e favorire le coalizioni. Ma dentro questi principi ci sono più sistemi su cui lavorare" spiega Alessandro Alfieri, coordinatore di Base riformista. Di certo il Pd dovrebbe rivotare almeno in direzione il cambio di linea sulla legge elettorale. E il renziano Ettore Rosato, che ha dato i nome all'attuale sistema, il Rosatellum appunto, mette il dito nella piaga: "Ìo resto basito di fronte a queste inversione di 180 gradi. Vorrei capire se l'idea è solo di Letta o anche del resto del partito. E mi permetto di dire che forse qualche discussione dovranno farla, visto che gli organismi del Pd avevano approvato il proporzionale"

A chi conviene

Le differenze tra il Mattarellum e il sistema attuale, il Rosatellum, non sono enormi. Si tratta comunque di sistemi misti, ma il primo ha una quota maggioritaria più forte: il 75% dei parlamentari viene eletto nei collegi uninominali e il 25% col proporzionale. Mentre nel secondo si tratta rispettivamente del 37% e del 61% . "Chi si sente più forte dovrebbe essere più avvantaggiato dal Mattarellum" spiega Salvatore Vassallo, politologo, direttore dell'istituto Cattaneo. E al momento tutti i sondaggi danno in vantaggio il centrodestra. Di sicuro - prosegue Vassallo - il Mattarellum "esalta il bipolarismo e ha un maggiore potere coalizionale, perché la possibilità di votare per i singoli partiti c'è solo nella quota proporzionale della Camera, quindi alla fine la campagna elettorale si fa sul simbolo di coalizione".