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Pd. Letta, il primo atto è per la base. Venti domande sul programma

Il questionario inviato a tutte le sezioni. Si apre il dossier dei capigruppo in Parlamento. Palazzo Chigi, incontro Draghi-Zingaretti
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ROMA -  Dopo aver trascorso tutta la mattinata in casa, a congedarsi (online) dalla sua vita precedente, Enrico Letta arriva al Nazareno con la cassetta degli attrezzi in mano. Sono trascorsi sette anni, ma "anima e cacciavite" sono ancora lì, intatti. Gli servono per dar forma al suo primo atto da segretario: un vademecum da inviare alle 5.209 sezioni sparse per l'Italia, con cui inaugurare la più grande campagna d'ascolto della base che si ricordi da molti anni in qua. Durerà due settimane e si concluderà con una nuova assemblea convocata per fare sintesi e probabilmente eleggere i nuovi organismi dirigenti.

Il questionario, diviso in 20 punti (più uno), tanti quanti sono i temi affrontati nel suo discorso d'investitura, verrà discusso e commentato dagli iscritti con un massimo di 100 parole per ogni punto: dalle alleanze al nuovo patto tra generazioni, dallo ius soli al voto ai sedicenni. Una sorta di gigantesco …

ROMA -  Dopo aver trascorso tutta la mattinata in casa, a congedarsi (online) dalla sua vita precedente, Enrico Letta arriva al Nazareno con la cassetta degli attrezzi in mano. Sono trascorsi sette anni, ma "anima e cacciavite" sono ancora lì, intatti. Gli servono per dar forma al suo primo atto da segretario: un vademecum da inviare alle 5.209 sezioni sparse per l'Italia, con cui inaugurare la più grande campagna d'ascolto della base che si ricordi da molti anni in qua. Durerà due settimane e si concluderà con una nuova assemblea convocata per fare sintesi e probabilmente eleggere i nuovi organismi dirigenti.

Il questionario, diviso in 20 punti (più uno), tanti quanti sono i temi affrontati nel suo discorso d'investitura, verrà discusso e commentato dagli iscritti con un massimo di 100 parole per ogni punto: dalle alleanze al nuovo patto tra generazioni, dallo ius soli al voto ai sedicenni. Una sorta di gigantesco thread su scala nazionale per sondare gli umori profondi di un partito che, specie in periferia, si è spesso sentito trascurato.

Partecipazione e prossimità sono le parole d'ordine del nuovo corso dem. A cui aggiungerne una terza, ancorché non declinata formalmente: rinnovamento degli incarichi. La segreteria lettiana è ancora tutta da definire, ma si stanno già studiando deleghe innovative e il coinvolgimento di persone rimaste finora fuori dai radar. Soprattutto giovani. L'intenzione resta la stessa della vigilia: per comporre la squadra non verrà usato il bilancino. Tutte le correnti saranno consultate, ma alla fine il neo-inquilino del Nazareno deciderà in autonomia. Condizione posta per accettare la guida di un partito in stato preagonico.

Nel frattempo, è stato aperto anche il dossier capigruppo. Per la verità Letta si aspettava un beau geste. Pensava che Graziano Delrio e Andrea Marcucci avrebbero messo spontaneamente a disposizione il loro mandato nelle mani del segretario. E invece i segnali finora giunti dicono l'opposto. "Nel 2019 fui riconfermato presidente con un seguito molto alto", ha spiegato il capo dei senatori a Repubblica.it. "Non credo che i numeri siano cambiati". Parole che non intimoriscono l'ex premier, ma gli suggeriscono di evitare forzature. Se ne riparlerà al primo incontro con i deputati e i senatori. È in quella seda che verrà affronta la questione e verificate le condizioni per un ricambio.

Fra una telefonata e l'altra - ieri a chiamarlo sono stati Giorgia Meloni e Antonio Tajani, Giovanni Toti e Maurizio Lupi - arriva anche la prima bordata diretta di Matteo Salvini (l'unico dei leader a non essersi congratulato). "Solo uno che arriva da Parigi o da Marte, in un Paese con le scuole chiuse, gli asili chiusi, le fabbriche in difficoltà, si occupa di regalare cittadinanza agli immigrati", attacca il segretario della Lega a proposito dello ius soli. Persino l'arcinemico Matteo Renzi si fa vivo a sera per auguragli buon lavoro: "Il Pd ha fatto una scelta equilibrata. Enrico Letta è rientrato in campo e ha delineato un profilo riformista, molto diverso dal recente passato, a cominciare dalla legge elettorale e dal rapporto con i 5S".

E mentre a sorpresa il predecessore Nicola Zingaretti incontra Mario Draghi a Palazzo Chigi, chiamato dal presidente del Consiglio per un saluto, "a conferma del rapporto positivo che c'è sempre stato" precisa il governatore del Lazio, il ministro Roberto Speranza scrive a Giuseppe Conte e a Letta per esortarli a dar vita a un progetto che "dia finalmente una casa alla sinistra plurale". Un documento per sancire l'alleanza, anche in vista delle prossime amministrative.