La campagna vaccinale va avanti, nessuna incrinazione della fiducia nonostante gli eventi, presto le rassicurazioni su AstraZeneca. Il ministro della Salute Roberto Speranza in audizione alle Commissioni riunite Affari sociali di Camera e Senato è rassicurante e risoluto, ribadendo che le armi a nostra disposizione contro la pandemia sono molte di più dello scorso anno, e promettendo un pressing continuo per il rispetto dei contratti sui vaccini. E annuncia di attendere l'ok dall'Ema al vaccino Curevac entro maggio. E lancia il piano di ricostruzione della Sanità in cinque assi, investendo sulla digitalizzazione e sull'ecologia e insistendo sulla lotta alla povertà.
Domani risposte su Astrazeneca
"Auspichiamo già domani risposte confortanti su AstraZeneca". E insiste rilanciando la campagna di immunizzazione: "Il governo italiano considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere questa stagione, quanto avvenuto nelle ultime ore non incrina la nostra fiducia, la campagna di vaccinazione va avanti e dovrà accelerare anche con l'aumento delle dosi che avremo a disposizione, l'auspicio è che già da domani possa arrivare una risposta dall'Ema. Abbiamo massima fiducia e pretendiamo il massimo livello di sicurezza".
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Sulla sicurezza il ministro insiste: "Il governo italiano ha la massima fiducia in Ema e Aifa, pretendiamo massimo livello di sicurezza e continueremo con la massima attenzione a monitorare sugli eventi avversi. La sospensione temporanea e precauzionale delle somministrazioni di AstraZeneca è frutto di un confronto tra le agenzie regolatorie nazionali e poi dei ministri della Salute".
I numeri e il ruolo delle farmacie
La situazione, dai dati forniti dal ministro, "non è semplice, la situazione epidemiologica del Paese è ancora complicata, lo testimoniano tutti i numeri: abbiamo un Rt crescente da settimane, ormai stabilmente sopra l'1, abbiamo una curva crescente degli accessi ai pronto soccorso, degli accessi ai posti letto in area medica, degli accessi ai posti letto in terapia intensiva, che fotografano una situazione epidemiologica che non è, appunto, semplice. Lo stesso numero di casi di Covid che noi riscontriamo è in crescita e la ragione essenziale di questa risalita della curva è da connettersi in modo particolare alla presenza di varianti che hanno una maggiore capacità diffusiva".
Quando comincia a snocciolare i dati, infatti, la situazione non appare semplice: il 54% dei casi deriva ormai dalla variante inglese. "Tale variante, secondo gli studi dei nostri scienziati, ha una maggiore capacità di diffusione, tra il 35 e il 40%, che la rende chiaramente molto più insidiosa è molto più complicata da bloccare e limitare", spiega Speranza. Di fronte a queste varianti, quindi, "abbiamo dovuto adeguare anche le misure da mettere in campo. Come è noto - ricorda il ministro - con l'ultimo decreto legge abbiamo disposto ulteriori misure di contenimento, individuando un criterio, cioè quello di 250 casi alla settimana su 100mila abitanti, come criterio aggiuntivo per accedere alla cosiddetta zona rosa. Questo ha portato ad un aumento delle zone rosse nel nostro Paese, che ci consentirà, questo è l'auspicio dei nostri tecnici, di riportare la curva sotto controllo in un tempo congruo. Questa situazione non semplice è ancora da gestire con la massima cautela". E ribadisce il ruolo delle farmacie e degli infermieri nella prevenzione. Una via d'uscita potrebbe già arrivare con il nuovo vaccino della Johnson&Johnson, previsto per la metà di aprile.
Su 50 milioni di dosi in arrivo, 7,3 sono di Johnson & Johnson
"Abbiamo diviso per trimestri gli arrivi dei vaccini: q1, q2, q3, q4. In q2 ci aspettiamo almeno 50 milioni di dosi in arrivo, di questi 7,3 sono di Johnson & Johnson e hanno, tra virgolette, un 'maggiore valorè perché basta una dose per raggiungere la piena immunità, in q3 sono oltre 80. Questi sono i numeri che derivano dai contratti che sono stati sottoscritti, noi facciamo un pressing quotidiano sulle aziende e sulla Commissione europea affinché questi contratti vengano pienamente rispettati", assicura Speranza. Sui tamponi, invece, il ministro fa sapere che "nelle ultime settimane è stato fatto un lavoro molto significativo. Noi siamo arrivati a numeri piuttosto alti e la mia opinione è che si può ancora crescere molto. Voglio ricordare che un anno fa eravamo a poche decine di migliaia o addirittura a poche migliaia, in estate abbiamo superato i 100/200mila e ora siamo arrivati a un massimo di quasi 400mila tamponi al giorno, tra antigienici e molecolari. Si deve e si può ancora crescere: per quanto mi riguarda faccio ogni giorno tutto il possibile - aggiunge - perché la capacità di testing è uno degli elementi decisivi".
La ricostruzione in cinque assi
Il ministro illustra poi cinque assi portanti della Salute. Primo, l'asse medicina-territorio. "Il primo asse - ha spiegato Speranza - riguarda gli interventi da realizzare sul territorio attraverso il potenziamento dei servizi assistenziali territoriali, per garantire l'esigibilità dei Lea, costruendo un modello condiviso assolutamente necessario. Implementare una assistenza di prossimità significa mitigare la povertà sanitaria". Un altro intervento significativo del primo asse riguarda invece "la creazione della 'casa di comunità - ha aggiunto il ministro - presidio della salute per dare risposte alle necessità più basilari, come un ecg, una visita medica o un consulto sulla salute dei bambini" e che servirà come "rete per riorganizzare strutture ora frammentate sul territorio", ha concluso. Per Speranza, inoltre, investire nella trasformazione digitale del nostro sistema sanitario è "una priorità ed è un lavoro che deve cominciare dal cuore stesso del sistema. Quello che serve è una centrale di calcolo per elaborare la grande quantità di dati disponibili, anche per la costruzione di scenari. Questi mesi ci hanno insegnato l'importanza dei modelli predittivi, pertanto è necessario costruire un modello unico", ha concluso.
Un altro asse è il "one health" che lega salute, ambiente e clima. "Bisogna rafforzare le strutture del paese per l'igiene pubblica e sviluppare un rapporto piu organico tra scuola e sanità. Bisogna cioè superare una concezione parcellizzata della salute, includendo anche l'area della protezione dell'ambiente e del clima".