Covid, pronta la campagna: “Mi vaccino perché...” Idea Totti e Vezzali per gli spot
di Tommaso Ciriaco , di Tommaso CiriacoIl governo cerca volti popolari, coinvolgendo tv e media. Il presidente del Consiglio accelera: “Non c’è un minuto da perdere”. E oggi potrebbe prenotarsi per AstraZeneca
Prima di tutto comparirà una grande scritta: "Mi vaccino perché....". Poi, subito dopo, il volto di un atleta. L'idea è di coinvolgere, tra gli altri, un campione come Francesco Totti e l'olimpionica Valentina Vezzali. Ma anche personalità del mondo della cultura, del cinema, della musica e dell'informazione. Ciascuno pronto a spiegare perché ha deciso di immunizzarsi: "Mi vaccino perché...". Tutto per sfumare le angosce degli ultimi giorni e ammortizzare l'effetto nefasto della sospensione temporanea di AstraZeneca.
Ecco il cuore della campagna di comunicazione che ha in mente il governo. Un ventaglio di testimonianze motivazionali di altissimo livello, un inno di liberazione dall'incubo della pandemia. Per rispondere al messaggio che Mario Draghi ribadisce in ogni circostanza, anche privata: "Bisogna correre, non c'è un minuto da perdere".
Nei prossimi giorni, Palazzo Chigi cerch…
Ecco il cuore della campagna di comunicazione che ha in mente il governo. Un ventaglio di testimonianze motivazionali di altissimo livello, un inno di liberazione dall'incubo della pandemia. Per rispondere al messaggio che Mario Draghi ribadisce in ogni circostanza, anche privata: "Bisogna correre, non c'è un minuto da perdere".
Nei prossimi giorni, Palazzo Chigi cerch…
Prima di tutto comparirà una grande scritta: "Mi vaccino perché....". Poi, subito dopo, il volto di un atleta. L'idea è di coinvolgere, tra gli altri, un campione come Francesco Totti e l'olimpionica Valentina Vezzali. Ma anche personalità del mondo della cultura, del cinema, della musica e dell'informazione. Ciascuno pronto a spiegare perché ha deciso di immunizzarsi: "Mi vaccino perché...". Tutto per sfumare le angosce degli ultimi giorni e ammortizzare l'effetto nefasto della sospensione temporanea di AstraZeneca.
Ecco il cuore della campagna di comunicazione che ha in mente il governo. Un ventaglio di testimonianze motivazionali di altissimo livello, un inno di liberazione dall'incubo della pandemia. Per rispondere al messaggio che Mario Draghi ribadisce in ogni circostanza, anche privata: "Bisogna correre, non c'è un minuto da perdere".
Nei prossimi giorni, Palazzo Chigi cercherà di pianificare la campagna che ha in mente. Innanzitutto raccogliendo l'adesione formale dei big, tutti ad altissima "popolarità". Poi coinvolgendo le principali testate radio-televisive del Paese, così come i quotidiani e i siti d'informazione. A loro la presidenza del Consiglio dovrebbe proporre una partnership, in modo da assicurare spazi adeguati per dare risalto all'unica battaglia che assorbe energie e speranze di tutti: quella contro il Covid. L'obiettivo è mobilitare tra gli altri Rai, Mediaset, La7, Sky e i giornali.
Che vaccinare tutti e in fretta sia la "priorità" di Draghi per recuperare il gap accumulato a causa dello stop di AstraZeneca, nessuno dubita. Il calcolo è semplice: circa 200 mila somministrazioni rimandate fra il 15 e il 19 marzo, al massimo due settimane per sanare il ritardo. A patto, ovvio, che i cittadini tornino a credere nella sicurezza del vaccino.
Anche per questo motivo, è ormai certo che il premier annuncerà nelle prossime ore - forse oggi in conferenza stampa - l'intenzione di prenotare la "sua" dose. Probabile che come gesto simbolico opti per il prodotto anglosvedese, al pari del premier francese Jean Castex e del britannico Boris Johnson. Lo stesso potrebbero fare gli altri ministri - come chiede il governatore ligure Giovanni Toti - capitanati da Roberto Speranza. Il ministro ci metterà la faccia e proporrà ai colleghi di spendersi allo stesso modo, immaginando una mobilitazione corale.
Draghi, nel frattempo, continua a battere soprattutto su un punto: ogni tentennamento è un'occasione sprecata. Lo si è capito anche ieri, quando ha scelto di intervenire due volte sui vaccini dopo un silenzio che certo non ha rassicurato. Al mattino da Bergamo - prima ancora del giudizio dell'Ema - promettendo che "la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità" grazie "all'incremento di forniture che aiuterà a compensare i ritardi di alcune case farmaceutiche". Poi vergando il primo comunicato ufficiale di un governo europeo dopo il pronunciamento dell'agenzia Ue.
A dire il vero, il capo dell'esecutivo avrebbe preferito un annuncio congiunto dei Ventisette, o almeno dei Paesi di maggior peso. Alla fine, però, si è scelta una ripartenza scaglionata, anche a causa delle diverse procedure in vigore nei singoli Stati. L'importante era incassare il via libera dei Paesi più cauti, dalla Germania a quelli scandinavi. L'Italia, comunque, ripartirà già oggi. A mezzogiorno Giovanni Rezza (Salute), Franco Locatelli (Cts) e Nicola Magrini (Aifa) spiegheranno in conferenza stampa le novità che il Chnp di Ema (il Comitato per i medicinali per uso umano) tradurrà in modifiche al foglietto illustrativo di AstraZeneca.
Linee, queste, che verranno comunicate immediatamente ai punti vaccinali di tutta Italia, consentendo alle 15 - come fortemente voluto da Speranza - di riavviare la somministrazione. Sempre oggi, in consiglio dei ministri, sarà approvato un decreto che stabilisce la possibilità per i farmacisti di vaccinare nei propri locali, dopo un corso di formazione di sedici ore, in modo da partire per metà aprile. Anche le Regioni, intanto, si mobilitano. Alcune riprenderanno con Astrazeneca già oggi. Lo farà la Puglia. E il Lazio, capace in queste settimane di performance di tutto rispetto, contando di recuperare il terreno perduto in una settimana.
Ecco il cuore della campagna di comunicazione che ha in mente il governo. Un ventaglio di testimonianze motivazionali di altissimo livello, un inno di liberazione dall'incubo della pandemia. Per rispondere al messaggio che Mario Draghi ribadisce in ogni circostanza, anche privata: "Bisogna correre, non c'è un minuto da perdere".
Nei prossimi giorni, Palazzo Chigi cercherà di pianificare la campagna che ha in mente. Innanzitutto raccogliendo l'adesione formale dei big, tutti ad altissima "popolarità". Poi coinvolgendo le principali testate radio-televisive del Paese, così come i quotidiani e i siti d'informazione. A loro la presidenza del Consiglio dovrebbe proporre una partnership, in modo da assicurare spazi adeguati per dare risalto all'unica battaglia che assorbe energie e speranze di tutti: quella contro il Covid. L'obiettivo è mobilitare tra gli altri Rai, Mediaset, La7, Sky e i giornali.
Che vaccinare tutti e in fretta sia la "priorità" di Draghi per recuperare il gap accumulato a causa dello stop di AstraZeneca, nessuno dubita. Il calcolo è semplice: circa 200 mila somministrazioni rimandate fra il 15 e il 19 marzo, al massimo due settimane per sanare il ritardo. A patto, ovvio, che i cittadini tornino a credere nella sicurezza del vaccino.
Anche per questo motivo, è ormai certo che il premier annuncerà nelle prossime ore - forse oggi in conferenza stampa - l'intenzione di prenotare la "sua" dose. Probabile che come gesto simbolico opti per il prodotto anglosvedese, al pari del premier francese Jean Castex e del britannico Boris Johnson. Lo stesso potrebbero fare gli altri ministri - come chiede il governatore ligure Giovanni Toti - capitanati da Roberto Speranza. Il ministro ci metterà la faccia e proporrà ai colleghi di spendersi allo stesso modo, immaginando una mobilitazione corale.
Draghi, nel frattempo, continua a battere soprattutto su un punto: ogni tentennamento è un'occasione sprecata. Lo si è capito anche ieri, quando ha scelto di intervenire due volte sui vaccini dopo un silenzio che certo non ha rassicurato. Al mattino da Bergamo - prima ancora del giudizio dell'Ema - promettendo che "la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità" grazie "all'incremento di forniture che aiuterà a compensare i ritardi di alcune case farmaceutiche". Poi vergando il primo comunicato ufficiale di un governo europeo dopo il pronunciamento dell'agenzia Ue.
A dire il vero, il capo dell'esecutivo avrebbe preferito un annuncio congiunto dei Ventisette, o almeno dei Paesi di maggior peso. Alla fine, però, si è scelta una ripartenza scaglionata, anche a causa delle diverse procedure in vigore nei singoli Stati. L'importante era incassare il via libera dei Paesi più cauti, dalla Germania a quelli scandinavi. L'Italia, comunque, ripartirà già oggi. A mezzogiorno Giovanni Rezza (Salute), Franco Locatelli (Cts) e Nicola Magrini (Aifa) spiegheranno in conferenza stampa le novità che il Chnp di Ema (il Comitato per i medicinali per uso umano) tradurrà in modifiche al foglietto illustrativo di AstraZeneca.
Linee, queste, che verranno comunicate immediatamente ai punti vaccinali di tutta Italia, consentendo alle 15 - come fortemente voluto da Speranza - di riavviare la somministrazione. Sempre oggi, in consiglio dei ministri, sarà approvato un decreto che stabilisce la possibilità per i farmacisti di vaccinare nei propri locali, dopo un corso di formazione di sedici ore, in modo da partire per metà aprile. Anche le Regioni, intanto, si mobilitano. Alcune riprenderanno con Astrazeneca già oggi. Lo farà la Puglia. E il Lazio, capace in queste settimane di performance di tutto rispetto, contando di recuperare il terreno perduto in una settimana.