Politica

Renzi in Arabia: M5S contro Casellati per l'interrogazione sospesa. Ma lei reagisce: "Nessun bavaglio"

Matteo Renzi con Mohammad bin Salman a gennaio a Riad (ansa)
Il vicecapogruppo 5 Stelle Ferrara chiede di conoscere le iniziative del governo "per assicurare l'indipendenza dei parlamentari e dei membri del governo e prevenire futuri casi di interferenza straniera" dopo la trasferta del leader di Iv che ha suscitato numerose polemiche. Altra interrogazione a firma Auddino ci aggiunge il viaggio a Dubai. La presidenza di Palazzo Madama però ha congelato l'iniziativa: non per valutazioni politiche, solo di conformità
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Un'interrogazione urgente rivolta al presidente del Consiglio Mario Draghi. Perché dopo le polemiche sul viaggio di Matteo Renzi in Arabia Saudita, il caso approda in Senato. A presentare l'interrogazione è il vicecapogruppo dei 5 Stelle a Palazzo Madama, Gianluca Ferrara. Ma, sostiene il parlamentare grillino, la presidenza ne ha "sospeso l'annuncio". Ma Elisabetta Casellati, tramite il suo ufficio stampa, reagisce: "Nessun 'bavaglio' è stato mai messo in atto a danno di senatori da qualunque parte politica essi provengano".

"Nonostante l'interrogazione sia stata depositata - racconta Ferrara a Repubblica - ho appreso che la presidente  Casellati ne ha sospeso l'annuncio".

La storia è questa: lunedì scorso il senatore del Movimento presenta una 'interrogazione a risposta orale con carattere d'urgenza' - è questa la dicitura tecnica - in merito alla vicenda che ha come protagonista Renzi e la sua trasferta a Riad, in Arabia Saudita.

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"Si chiede di sapere quali iniziative, anche normative, il governo intenda intraprendere per assicurare l'indipendenza dei parlamentari e dei membri del governo e prevenire futuri casi di interferenza straniera o conflitti d'interesse con Paesi esteri", si legge nel documento. Nelle motivazioni della richiesta, si fa notare che "i rapporti tra il senatore Renzi e Riad risalgono almeno al 2016, quando il governo da lui guidato autorizzava una fornitura per 19.675 bombe aeree Mk 80 – prodotte in Sardegna dalla Rwm Italia - dal valore di 411 milioni di euro proprio all'Arabia Saudita, dopo che le Nazioni Unite avevano condannato i bombardamenti indiscriminati della Royal Saudi Air Force su obiettivi civili in Yemen".

A quanto pare, tuttavia, l'interrogazione al momento non sarà discussa. "Ho telefonato al sindacato ispettivo per ricevere delucidazioni e mi è stato riferito che la presidenza l'ha sospeso per via 'dell'argomento trattato'. Ho quindi contattato la segreteria di Casellati - racconta Ferrara - dalla quale mi hanno risposto che sarei stato chiamato dal segretario particolare o dalla stessa presidente. Al momento non ho ricevuto segnali da parte loro. Auspico che mi saranno rese note motivazioni ufficiali, visto che la Camera dei deputati ha accolto ben tre interrogazioni di questo tipo". Tra le altre cose, di interrogazioni sullo stesso tema e sempre proposta dal M5S, in questo caso come primo firmatario Giuseppe Auddino, ce n'è un'altra al Senato. Ma in cui si richiede una risposta scritta e si fa riferimento anche all'ultimo viaggio di Renzi a Dubai, come raccontato nei giorni scorsi dalla Stampa. Anche quest'ultima è per ora caduta nel vuoto.

Dalla presidenza del Senato, però, si spiega che non c'è nessuna valutazione politica di merito. Gli unici - eventuali - rilievi a questo tipo di procedimento sono di conformità. "Nessun 'bavaglio' è stato mai messo in atto a danno di senatori da qualunque parte politica essi provengano - è la replica ufficiale - L’articolo 146 del regolamento del Senato stabilisce che le interrogazioni devono essere annunciate in assemblea. L’interrogazione del senatore Ferrara è giunta alla valutazione del Presidente Casellati dopo la chiusura dell’aula martedì 16 marzo".

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