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Governo, primo scontro nella maggioranza. Letta: Salvini tiene in ostaggio il Cdm

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Affondo del leader dem dopo il braccio di ferro sul fisco: “Bene il decreto Sostegni, pessimo inizio del leghista e senza risultati”. Il leader della Lega replica rivendicando i successi su Arcuri e Cts: “Io parlo con Draghi tutti i giorni, Enrico stai sereno”
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PALERMO - Sono le prime scintille dell'era Draghi. E minacciano di non essere le ultime, tra gli improbabili alleati Pd-Lega. Le prime se non altro dopo quelle accese venerdì in Consiglio dei ministri sul decreto Sostegni e sulla sanatoria delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro alla quale tanto tenevano i leghisti. Loro e i 5Stelle da una parte, il Pd e Leu dall'altra. Terreno di scontro, appunto, la pace fiscale. Ma domani potrebbe essere la giustizia, la politica migratoria, l'ambiente.

Ad accendere le polveri ieri mattina via Twitter il neo segretario dem Enrico Letta. "Molto bene. Il decreto Sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini", è l'affondo sui social. Roba mai vista sotto la gestione Zingaretti, un cambio di passo c…
PALERMO - Sono le prime scintille dell'era Draghi. E minacciano di non essere le ultime, tra gli improbabili alleati Pd-Lega. Le prime se non altro dopo quelle accese venerdì in Consiglio dei ministri sul decreto Sostegni e sulla sanatoria delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro alla quale tanto tenevano i leghisti. Loro e i 5Stelle da una parte, il Pd e Leu dall'altra. Terreno di scontro, appunto, la pace fiscale. Ma domani potrebbe essere la giustizia, la politica migratoria, l'ambiente.

Ad accendere le polveri ieri mattina via Twitter il neo segretario dem Enrico Letta. "Molto bene. Il decreto Sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini", è l'affondo sui social. Roba mai vista sotto la gestione Zingaretti, un cambio di passo che segna una strategia nuova anche nella comunicazione. Un Pd d'attacco, verrebbe da dire, con pochi riguardi nei confronti del più ingombrante degli alleati.

Matteo Salvini è seduto al banco dell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo, quando dallo staff gli mettono sotto gli occhi la battuta sferzante di Letta. Il procuratore capo Francesco Lo Voi sta formulando la richiesta di rinvio a giudizio per presunto sequestro di persona per il caso Open arms. Si può immaginare già lo stato d'animo del capo leghista nell'aula del maxi processo ai boss di Cosa nostra, sotto il cielo plumbeo e la pioggia battente di una palermo tutt'altro che primaverile.

E infatti afferra il telefonino e ribatte nel giro di pochi minuti sempre via Twitter: "C'è chi pensa allo Ius soli e c'è chi pensa ad aiutare gli italiani in difficoltà con un decreto da 32 miliardi. Basta con le polemiche, Enrico stai sereno". È solo l'inizio. L'udienza termina e alle 15,30 l'ex ministro dell'Interno, affiancato dall'avvocato Giulia Bongiorno, torna sullo scontro di giornata. "Lavoro benissimo con il presidente Draghi, stiamo maturando una conoscenza personale quasi quotidiana. Anche venerdì abbiamo trovato una soluzione positiva". Quanto al leader dem, "leggo di scontri inesistenti, mi spiace che Letta per ricordarsi di esistere ogni giorno ne deve inventare una, dal voto ai sedicenni allo Ius soli, a Salvini che tiene in ostaggio un Cdm".

E avverte tutti gli alleati, anche sull'imminente, annunciato scostamento: "Se vogliamo aiutare i tanti italiani che ne hanno bisogno, non bastano 20 miliardi di cui leggo ma ne servono almeno il triplo" (anche Fi con Antonio Tajani dirà che serve di più). E comunque, insiste Salvini, "la pace fiscale rimane un obiettivo per la Lega e per 20 milioni di italiani sulla cui testa incombono cartelle esattoriali di molti anni fa. Nel testo, il governo si impegna a definire una strategia nuova per la riscossione fiscale e sarà definita entro aprile".

Ma l'uscita del segretario pd lascia il segno, al di là della beffa da social "Enrico stai sereno". Il leader leghista sta lasciando Palermo, saluta i dirigenti locali passati a salutarlo prima di raggiungere l'aeroporto di Punta Raisi, altri nazionali li sentirà al telefono. Gli esprimono solidarietà. A tutti ripete che "dei signori del Pd e dei loro tanti segretari non interessa nulla", che lui parla "direttamente e personalmente col premier Draghi" e che lo fa quasi ogni giorno. Ed è col capo del governo che porta avanti le istanze della Lega. "In un mese abbiamo portato a casa la sostituzione dei vertici della Protezione civile, del commissario per l'emergenza, il dimezzamento del Cts, messo le basi per la produzione dei vaccini in Italia".

Dunque, continua nel suo ragionamento, "se è questo che dà fastidio ai signori della sinistra, non è un problema mio". È già sera quando Letta ribatte ancora. Su Instagram: "La risposta di Salvini alle mie critiche? #Staisereno... apperò". Con plauso in emoticon. Se il buongiorno si vede dal mattino, come avvenuto nel cdm di venerdì, Draghi avrà parecchio da mediare e cucire.