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M5S, Marino Mastrangeli: "Io, espulso alla velocità della luce per essere andato in tv, avevo tutto il diritto di parlare"

Marino Mastrangeli, ex senatore M5S 
L'ex senatore pentastellato cacciato nel 2013: "Il Movimento è stato una grande delusione, vogliono i 'militonti'. Alla fine quelli che ci credevano di più sono stati mandati tutti via"
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Marino Mastrangeli, anni 49, ex poliziotto oggi ma soprattutto ex senatore dei 5 Stelle, fu espulso alla velocità della luce, appena eletto a Palazzo Madama. Era il 2013. Violò la regola che intimava ai parlamentari di non partecipare alle trasmissioni televisive.

Ha visto che Grillo torna col diktat?
"Visto, cosa vuole che le dica... Ormai com'è fatto il Movimento è chiaro da molto tempo, vogliono i 'militonti' e fanno parte della partitocrazia".

Torniamo un attimo indietro. Per quale partecipazione tv fu espulso?
"Mah, andai un po' dappertutto a dire il vero, mi chiamavano e dicevo sì. Ma scusi, ero parlamentare, lo dice la parola stessa: non potevo parlare? Scherzia…

Marino Mastrangeli, anni 49, ex poliziotto oggi ma soprattutto ex senatore dei 5 Stelle, fu espulso alla velocità della luce, appena eletto a Palazzo Madama. Era il 2013. Violò la regola che intimava ai parlamentari di non partecipare alle trasmissioni televisive.

Ha visto che Grillo torna col diktat?
"Visto, cosa vuole che le dica... Ormai com'è fatto il Movimento è chiaro da molto tempo, vogliono i 'militonti' e fanno parte della partitocrazia".

Torniamo un attimo indietro. Per quale partecipazione tv fu espulso?
"Mah, andai un po' dappertutto a dire il vero, mi chiamavano e dicevo sì. Ma scusi, ero parlamentare, lo dice la parola stessa: non potevo parlare? Scherziamo?".

Poi dopo sono andati tutti, le regole erano cambiate. Cos'ha pensato?
"Sono andati gli autorizzati. Ricordo Roberto Fico spiegare che ero stato espulso non perché ero andato, ma perché lo avevo fatto senza ricevere un'autorizzazione. Capito? Ora fa il presidente della Camera, pensi un po', all'epoca spiegava a persone elette democraticamente cosa potevano o non potevano fare".

Ci è rimasto male.
"Il M5S per me è stato una grande delusione. Ero un referendario, mi piaceva Marco Pannella, aderii al Movimento perché credevo davvero nella democrazia diretta e nell'uno vale uno. Figuriamoci, pie illusioni, lì dentro ero uno dei pochi alla fine, una mosca bianca. Ricordo le primissime riunioni dove si discuteva di Liquid Feedback, la piattaforma del Partito pirata tedesco, Beppe Grillo fece uno dei primi e famosi 'ps' dove specificava che non aveva dato alcuna autorizzazione a uno di quegli incontri".

Un amore durato pochissimo, però è riuscito a finire in Parlamento.
"Quasi per caso, e chi se lo aspettava. Infatti quando mi hanno cacciato mi sono detto che era già tanto esser diventato senatore. Ma sono nato con cento anni di anticipo rispetto a certe idee. Anche alle votazioni sul blog, ad esempio, io dicevo: se l'80 per cento ha votato sì e un altro 20 no, allora noi parlamentari votiamo l'80 per cento sì e il 20 no. Questo voleva dire uno vale uno! Ma l'unico ad avere una visione chiara e coerente sulla capacità della rete era Gianroberto Casaleggio, ora forse un po' il figlio Davide, infatti come vede lo stanno marginalizzando".

Insomma lei era un purista dell'uno vale uno.
"Beh se lei guarda le minoranza sono sempre bistrattate, questo è un problema. Comunque, direi che forse avevo capito male io su cosa fosse realmente il M5S".

Ma lei oggi cosa fa?
"Il papà, 24 ore su 24, dei miei due figli".

Nostalgia?
"No, mi interesso poco, ma ho anche bei ricordi, con alcuni ci abbiamo creduto davvero, i più legati all'idea originaria del Movimento alla fine sono stati espulsi tutti".