Pd-M5S, tra i nuovi leader Conte e Letta la grana delle comunali
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaOggi l’incontro fra ilsegretario dem e l'ex presidente del Consiglio capo in pectore dei grillini. Sul tavolo i nodi delle prossime elezioni, soprattutto a Roma, e la legge elettorale
Quando, al termine della mattinata, concluderà la sua prima uscita da leader (ancora in pectore) dei 5Stelle, Giuseppe Conte porterà con sé una foto e un patto: la foto sarà quella che lo ritrae fianco a fianco con Enrico Letta, che ha voluto incontrarlo. Una cartolina da spedire idealmente a Matteo Renzi, non esattamente un amico dei due, che aveva invitato i dem a mollare i grillini. Il patto, invece, sarà proprio quello per il prosieguo di una collaborazione fra le due forze rappresentate da Conte e Letta, pur nell'autonomia dell'azione politica e parlamentare, e all'interno del cantiere di un centrosinistra largo tutto da costruire.
Sarà un passaggio significativo, soprattutto per l'avvocato pugliese, che nella nuova veste dovrà misurarsi subito con due temi caldi. Anzitutto l'alleanza giallorossa per le amministrative, in bilico in tutte le grandi città. E poiché le Comunali di autunno saranno il …
Sarà un passaggio significativo, soprattutto per l'avvocato pugliese, che nella nuova veste dovrà misurarsi subito con due temi caldi. Anzitutto l'alleanza giallorossa per le amministrative, in bilico in tutte le grandi città. E poiché le Comunali di autunno saranno il …
Quando, al termine della mattinata, concluderà la sua prima uscita da leader (ancora in pectore) dei 5Stelle, Giuseppe Conte porterà con sé una foto e un patto: la foto sarà quella che lo ritrae fianco a fianco con Enrico Letta, che ha voluto incontrarlo. Una cartolina da spedire idealmente a Matteo Renzi, non esattamente un amico dei due, che aveva invitato i dem a mollare i grillini. Il patto, invece, sarà proprio quello per il prosieguo di una collaborazione fra le due forze rappresentate da Conte e Letta, pur nell'autonomia dell'azione politica e parlamentare, e all'interno del cantiere di un centrosinistra largo tutto da costruire.
Sarà un passaggio significativo, soprattutto per l'avvocato pugliese, che nella nuova veste dovrà misurarsi subito con due temi caldi. Anzitutto l'alleanza giallorossa per le amministrative, in bilico in tutte le grandi città. E poiché le Comunali di autunno saranno il primo banco di prova del Movimento sotto la sua gestione, Conte ha l'esigenza di non commettere passi falsi. Soprattutto a Roma, dove il prescelto da Beppe Grillo ha intenzione di difendere Virginia Raggi, che i sondaggi danno al 26 per cento, pronto a verificare in alternativa solo un'offerta politica molto solida da parte degli alleati: il nome di David Sassoli, ad esempio, o dell'ex leader Pd Nicola Zingaretti (che però anche ieri ha escluso una sua candidatura).
Conte ascolterà Letta in un clima che si preannuncia più che cordiale ma difenderà uno dei punti dell'intesa che fece nascere il suo secondo governo: la riforma elettorale in senso proporzionale, diversa da quella - di stampo maggioritario - annunciata dal neosegretario dei dem. E qui l'incontro si preannuncia difficile. Anche se Letta ieri sera ha preparato un terreno agevole per il confronto, annunciando di vedere "con grande favore" l'ingresso dei 5S nella famiglia dei socialisti europei: "Una decisione - ha aggiunto il leader del Pd - sarà presa entro la fine dell'anno".
Una cosa tenderà a rimarcare Conte: la pari dignità fra i due partiti, senza subalternità alcuna. Con la benedizione di Luigi Di Maio: "Servirà pragmatismo ma bisogna portare avanti il rapporto col Pd". La mission di "Giuseppi", d'altronde, è quella di ridare orgoglio a un Movimento che ha perso cento parlamentari in tre anni, e per questo negli ultimi giorni è rimasto a Roma, a fare la spola dalla residenza in via Fontanella Borghese a via Nomentana, dove c'è lo studio legale Ciannavei, per lavorare sul nuovo Statuto e sulla controversia con Rousseau. Rinunciando, dicono gli uomini vicini a lui, a incarichi legali remunerativi.
L'obiettivo di Grillo e Conte è quello di chiudere al più presto la partita dell'investitura formale del nuovo capo politico ma il voto su Rousseau è reso impossibile dal no di Davide Casaleggio, che ha bloccato la piattaforma in attesa che il Movimento saldi un debito da 450 mila euro relativo alle quote non versate dai parlamentari. "Una causa a Rousseau? Senza passi indietro non c'è alternativa", dice il ministro Stefano Patuanelli. E si fa strada l'idea di votare il nuovo capo e lo Statuto non dalla piattaforma di Casaleggio, ma con un voto attraverso Pec.
Ma i tempi stringono e i parlamentari, congelati dall'embargo in tv chiesto da Grillo, scalpitano. Una fuga in avanti la fanno gli esponenti alla corrente "Parole Guerriere", fra cui i sottosegretari Dalila Nesci e Carlo Sibilia, che fondano un think tank chiamato "Italia Più 2050", uno strumento - spiega Sibilia - che si muove nel solco "tracciato da Grillo per il M5s guidato da Giuseppe Conte" e che dovrebbe servire a mettere in collegamento il Movimento con un territorio "troppo a lungo trascurato". Una quarantina i parlamentari aderenti all'iniziativa. In cerca di una posto d'avanguardia nella terza rivoluzione grillina.
Sarà un passaggio significativo, soprattutto per l'avvocato pugliese, che nella nuova veste dovrà misurarsi subito con due temi caldi. Anzitutto l'alleanza giallorossa per le amministrative, in bilico in tutte le grandi città. E poiché le Comunali di autunno saranno il primo banco di prova del Movimento sotto la sua gestione, Conte ha l'esigenza di non commettere passi falsi. Soprattutto a Roma, dove il prescelto da Beppe Grillo ha intenzione di difendere Virginia Raggi, che i sondaggi danno al 26 per cento, pronto a verificare in alternativa solo un'offerta politica molto solida da parte degli alleati: il nome di David Sassoli, ad esempio, o dell'ex leader Pd Nicola Zingaretti (che però anche ieri ha escluso una sua candidatura).
Conte ascolterà Letta in un clima che si preannuncia più che cordiale ma difenderà uno dei punti dell'intesa che fece nascere il suo secondo governo: la riforma elettorale in senso proporzionale, diversa da quella - di stampo maggioritario - annunciata dal neosegretario dei dem. E qui l'incontro si preannuncia difficile. Anche se Letta ieri sera ha preparato un terreno agevole per il confronto, annunciando di vedere "con grande favore" l'ingresso dei 5S nella famiglia dei socialisti europei: "Una decisione - ha aggiunto il leader del Pd - sarà presa entro la fine dell'anno".
Una cosa tenderà a rimarcare Conte: la pari dignità fra i due partiti, senza subalternità alcuna. Con la benedizione di Luigi Di Maio: "Servirà pragmatismo ma bisogna portare avanti il rapporto col Pd". La mission di "Giuseppi", d'altronde, è quella di ridare orgoglio a un Movimento che ha perso cento parlamentari in tre anni, e per questo negli ultimi giorni è rimasto a Roma, a fare la spola dalla residenza in via Fontanella Borghese a via Nomentana, dove c'è lo studio legale Ciannavei, per lavorare sul nuovo Statuto e sulla controversia con Rousseau. Rinunciando, dicono gli uomini vicini a lui, a incarichi legali remunerativi.
L'obiettivo di Grillo e Conte è quello di chiudere al più presto la partita dell'investitura formale del nuovo capo politico ma il voto su Rousseau è reso impossibile dal no di Davide Casaleggio, che ha bloccato la piattaforma in attesa che il Movimento saldi un debito da 450 mila euro relativo alle quote non versate dai parlamentari. "Una causa a Rousseau? Senza passi indietro non c'è alternativa", dice il ministro Stefano Patuanelli. E si fa strada l'idea di votare il nuovo capo e lo Statuto non dalla piattaforma di Casaleggio, ma con un voto attraverso Pec.
Ma i tempi stringono e i parlamentari, congelati dall'embargo in tv chiesto da Grillo, scalpitano. Una fuga in avanti la fanno gli esponenti alla corrente "Parole Guerriere", fra cui i sottosegretari Dalila Nesci e Carlo Sibilia, che fondano un think tank chiamato "Italia Più 2050", uno strumento - spiega Sibilia - che si muove nel solco "tracciato da Grillo per il M5s guidato da Giuseppe Conte" e che dovrebbe servire a mettere in collegamento il Movimento con un territorio "troppo a lungo trascurato". Una quarantina i parlamentari aderenti all'iniziativa. In cerca di una posto d'avanguardia nella terza rivoluzione grillina.