Un colloquio "articolato". Così da Palazzo Chigi definiscono la telefonata tra il premier Mario Draghi e il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Il colloquio, spiegano, si è concentrato sui rapporti tra l'Unione europea e la Turchia, tema che sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Europeo. Draghi e Erdogan hanno parlato anche della lsituazione nel Mediterraneo Orientale e in Libia, nonché delle sfide globali e delle priorità della presidenza italiana del G20. Il premier Draghi, però, ha espresso a Erdogan la sua preoccupazione per il rispetto dei diritti umani in Turchia, violati in questi giorni dall'escalation di violenze contro gli oppositori. Nel corso della telefonata tra i due presidenti sono stati inoltre discussi i rapporti bilaterali e le relazioni in ambito multilaterale.
Il sit-in degli europarlamentari del Pd a Bruxelles
Proprio questa mattina gli europarlamentari del Pd hanno organizzato un presidio davanti all'ambasciata della Turchia a Bruxelles per chiedere all'Unione europea un deciso intervento contro l'escalation di violenza della repressione avviata dal presidente Erdogan contro le minoranze e i dissidenti. "Una sequela di aggressioni alle opposizioni, alla minoranza curda, agli universitari, alle Ong e alle donne. Bisogna mandare un messaggio forte e inequivocabile contro il criminale Erdogan, con intransigenza e senza alcuna esitazione", dice l'europarlamentare del Pd, Pina Picierno.
"Non è accettabile - prosegue la dem - anzi, è chiaramente una provocazione, la scelta di uscire per decreto presidenziale dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica".
Durante il presidio di protesta i manifestanti sono stati raggiunti dalla polizia belga che, spiega Picierno, "ci ha identificati e schedati senza esitare. La nostra battaglia di civiltà e per i diritti umani proseguirà. L'Unione Europea non può e non deve temporeggiare".