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Il prof che insultava Lucia Azzolina e ora è assunto all’Istruzione. L’ex ministra: “Uno stalker”

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Pasquale Vespa lavora nello staff del sottosegretario leghista Sasso ma ora andrà a processo per minacce
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La chiamava impunemente "bocca rouge" e "cazzolina", pubblicava video con il suo volto accostato a personaggi da film horror con le mani insanguinate, si lasciava andare a commenti sessisti e minacce con il tratto distintivo di uno slang incerto: "Le mele rosse sono sempre avvelenate... ma noi ti sbucceremo". Oppure: "Si sta scavando la fossa e noi l'atterreremo".

Un "cyberbullo" con un grande seguito di haters che per un anno e mezzo è stato il tormento dell'ex ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che l'ha querelato. Ma proprio alla vigilia dell'inizio del processo che lo vede imputato, l'incursore da tastiera (che nel frattempo ha rimosso i post più compromettenti) viene premiato. E assunto proprio negli uffici del ministero dal sottosegretario leghista Rossano Sasso che lì si è insediato dopo l'uscita di scena di Azzolina.

Una storia di ordinario dileggio via social e mer…
La chiamava impunemente "bocca rouge" e "cazzolina", pubblicava video con il suo volto accostato a personaggi da film horror con le mani insanguinate, si lasciava andare a commenti sessisti e minacce con il tratto distintivo di uno slang incerto: "Le mele rosse sono sempre avvelenate... ma noi ti sbucceremo". Oppure: "Si sta scavando la fossa e noi l'atterreremo".

Un "cyberbullo" con un grande seguito di haters che per un anno e mezzo è stato il tormento dell'ex ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che l'ha querelato. Ma proprio alla vigilia dell'inizio del processo che lo vede imputato, l'incursore da tastiera (che nel frattempo ha rimosso i post più compromettenti) viene premiato. E assunto proprio negli uffici del ministero dal sottosegretario leghista Rossano Sasso che lì si è insediato dopo l'uscita di scena di Azzolina.

Una storia di ordinario dileggio via social e meritocrazia al contrario, che vede protagonista Pasquale Vespa, ingegnere, giornalista e presidente di un'associazione che rappresenta i docenti precari. Un poliedrico Masaniello capace di raccogliere 1.473 voti a Napoli alle ultime Regionali (in corsa con il centrodestra), un capopopolo che non si preoccupa di istigare alla violenza, almeno secondo le accuse ora al vaglio dei giudici. Di certo, per gli attacchi ricevuti da Vespa (e non solo da lui) durante il suo mandato, Azzolina è stata costretta ad andare in giro con la scorta.

Ecco perché ieri l'altro l'ex ministra è balzata sulla sedia nel leggere che colui che lei indica come il suo stalker si rallegrava su Facebook per l'assunzione nella segreteria di Sasso: "È stato un onore ricevere questa proposta", scrive Vespa, passato dalle piazze al Palazzo in un fiat. Con l'obiettivo di sostenere, dal ventre del governo, una sanatoria per gli insegnanti precari di terza fascia.

"Non è solo una questione di legalità, ma pure - dice Azzolina - di opportunità e di civiltà. Questo signore la sera sfoga i propri istinti sessuali su bocche e rossetti rossi e minaccia di morte un esponente di governo, la mattina dopo si presenta come educatore a scuola". Una volta che esplode il caso, Vespa si rende irreperibile. E Sasso? Già alle prese con sospetti di conflitti d'interesse (la moglie avvocato si occupa di ricorsi contro il ministero), prova a ribaltare il tavolo: "Vespa è sempre stato una spina nel fianco per Azzolina e per le politiche ostili nei confronti del mondo del precariato. Un simbolo dei diritti dei lavoratori più deboli, che ha condotto battaglie dure e scomode e che adesso si vorrebbe far passare come uno stalker e molestatore. Il lavoro della magistratura riporterà fatti e dinamiche nella giusta prospettiva".

Fino al massimo rilancio: "Non ci faremo intimidire". Nel frattempo i 5S iniziano a chiedere le immediate dimissioni di Vespa: con Azzolina solidarizzano Crimi, la sindaca di Roma Raggi e anche Barbara Floridia, l'altra sottosegretaria all'Istruzione che chiede al collega leghista di rivedere la sua nomina. Pure il Pd si schiera al fianco dell'ex ministra, con il vicesegretario Peppe Provenzano e con i deputati della commissione Cultura.

Ma al telefono Sasso resiste: "Il caso è chiuso, pensiamo alla riapertura delle scuole". E il neoministro Patrizio Bianchi che ne pensa? Azzolina gli rivolge direttamente la domanda ma fino a sera nessuna risposta: "Non l'ho sentito". Bianchi, in realtà, ha disposto un approfondimento sulla designazione contestata. E nelle prossime ore si attendono sviluppi.