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(ansa)

Pd, Letta: “Grande assemblea per rifondare il partito. A Roma faremo primarie”

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Il segretario dem agli iscritti della sezione Testaccio: “Dalle agorà aperte agli esterni le idee per ripartire”. Poi parla di Renzi: “Lo incontrerò”
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Salvini deve darsi una calmata. Renzi deve decidere da che parte stare. Il Pd, per battere la destra, deve allearsi con i 5Stelle e ripartire dalla base: aprire porte e finestre a tutto quel che si muove nella società. Inaugurando un nuovo modello di partecipazione dal basso che, attraverso le agorà democratiche in programma in autunno, fornirà le idee sul futuro del Paese e il ruolo dei Democratici da discutere poi in una grande assemblea nazionale di rifondazione. Sperando, nel frattempo, di aver vinto le amministrative, soprattutto a Roma. Dove, per decidere chi sarà il candidato della coalizione, si faranno le primarie.

Non si ferma Enrico Letta. E neanche si risparmia qualche soddisfazione. Quando a metà pomeriggio Italia viva diffonde una nota a dir poco singolare - "Per il momento non ci sono stati contatti tra Letta e Renzi: il segretario del Pd ha evitato di chiamare il leader di Iv che però fa sapere di non avere alcun problema…
Salvini deve darsi una calmata. Renzi deve decidere da che parte stare. Il Pd, per battere la destra, deve allearsi con i 5Stelle e ripartire dalla base: aprire porte e finestre a tutto quel che si muove nella società. Inaugurando un nuovo modello di partecipazione dal basso che, attraverso le agorà democratiche in programma in autunno, fornirà le idee sul futuro del Paese e il ruolo dei Democratici da discutere poi in una grande assemblea nazionale di rifondazione. Sperando, nel frattempo, di aver vinto le amministrative, soprattutto a Roma. Dove, per decidere chi sarà il candidato della coalizione, si faranno le primarie.

Non si ferma Enrico Letta. E neanche si risparmia qualche soddisfazione. Quando a metà pomeriggio Italia viva diffonde una nota a dir poco singolare - "Per il momento non ci sono stati contatti tra Letta e Renzi: il segretario del Pd ha evitato di chiamare il leader di Iv che però fa sapere di non avere alcun problema sulla questione" - al Nazareno si sciolgono in un sorriso. "Per la verità Enrico non ha sentito neanche Bonelli e Fratoianni", sibilano.

Ovvero i Verdi e Sinistra italiana che in quanto a percentuali, è il perfido sottinteso, stanno su per giù ai livelli del partito guidato dal senatore di Rignano. Probabilmente indispettivo dall'agenda lettiana: il "carissimo nemico" non solo ha già incontrato Conte, Speranza e Calenda, partner privilegiati del nuovo Ulivo che ha in mente, ma al mattino si è pure intrattenuto per oltre due ore con le Sardine e nel pomeriggio con gli iscritti della sua sezione di Testaccio, mentre oggi sbarcherà virtualmente a casa di Renzi, collegato in streaming con i segretari di tutti i circoli fiorentini. Una sfida diretta all'ex segretario che lo sfrattò da palazzo Chigi, lanciata senza avergli neppure fissato un appuntamento.

Questo non significa che il faccia a faccia non ci sarà, prima o poi. "Lo incontrerò e parleremo di che tipo di futuro costruire per la sinistra", spiega a sera Letta, ospite a Otto e mezzo. Con un'avvertenza, però: "Noi vogliamo costruire un'alleanza di centrosinistra con i 5S, con cui abbiamo governato bene", perché "se andiamo soli, noi regaliamo l'Italia a Salvini e Meloni". Perciò, insiste, "dobbiamo fare una coalizione con chi ci è più vicino, un'alleanza tra partiti che si rispettano, ma con l'ambizione di avere la leadership. Poi individueremo la modalità per decidere il candidato premier, e dipenderà anche dalla legge elettorale".

È "più determinato" che mai, Letta. "Ho imparato tante cose", risponde a Lilli Gruber che lo stuzzica sulla sua inedita cattiveria. "Se sono tornato non è per vivacchiare, non voglio guidare la coalizione verso la sconfitta. Devo sistemare le cose e cercare di vincere le prossime elezioni". A partire da Roma. "Nei prossimi giorni apriremo il dossier, penso che faremo le primarie", annuncia Letta a sorpresa. "Ci sono diversi candidati, tra cui Gualtieri del Pd. Ma il nostro giudizio sul sindaco uscente", Virginia Raggi, ancora una volta ieri blindata da Beppe Grillo, "non è lo stesso di quello dei 5S, e rischia di essere una pietra di inciampo". Consapevole, il segretario, "di giocarmi l'osso del collo".

Anche per questo c'è bisogno di rafforzare il partito, aprendolo alle energie interne (iscritti) ed esterne. Come avvenne con l'Ulivo: "Prima che nascesse c'è voluto un anno di semina paziente nella società, sono stato testimone diretto dei primi colloqui tra Andreatta e Prodi", racconta Letta alle Sardine. Cui lui e il vice Peppe Provenzano riconoscono d'aver aiutato Bonaccini a vincere in Emilia. Uno schema che ora il segretario intende replicare in tutta Italia, allargando la partecipazione mediante le agorà democratiche: "Un grande evento di intelligenza collettiva", dice ai militanti di Testaccio. "Grazie al digitale ciascuno potrà da casa, in remoto, offrire il suo contributo di idee". Embrione di un Pd 4.0 che sa parlare ai giovani e guardare al futuro.