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Chiusure per il Covid, Salvini va avanti ma cerca una mediazione: "Al lavoro con Draghi per riaprire dopo Pasqua"

Matteo Salvini, leader della Lega
Matteo Salvini, leader della Lega 
Il leader della Lega usa toni più pacati e dice di essere al fianco del premier perché "salute e lavoro possono camminare insieme". Palazzo Chigi lavora in base ai dati che "se lo consentiranno, si potranno rivedere le misure". Occhiuto (FI): "Nel prossimo decreto un tagliando da fare a metà aprile per qualche mirata riapertura"
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Per il terzo giorno consecutivo, Matteo Salvini, torna a chiedere di riaprire le attività dopo Pasqua. Questa volta, però, usa toni più pacati in un video pubblicato su Twitter, in cui spiega: "Stiamo lavorando fianco a fianco al presidente Draghi per offrire agli italiani tre risultati: le cure, i vaccini e le terapie domiciliari, se serve producendo vaccini anche in Italia; i rimborsi economici alle famiglie e alle imprese, veloci, efficaci, recuperando i mesi persi in passato. E poi, dopo Pasqua, nelle città italiane con la situazione sanitaria sotto controllo, un piano di riaperture, di ritorno alla normalità. Salute e lavoro possono, anzi devono, camminare insieme". La partita delle riaperture, dunque, non è ancora finita. E non è da data per scontata la chiusura dell'Italia per tutto aprile perché ogni decisione sarà presa "valutando i dati".

Salvini dice di essere al fianco del premier, dopo le tensioni degli ultimi giorni. E alle insistenze della Lega sulle riaperture, Mario Draghi mantiene la rotta decisa: saranno i dati a guidare. Lo aveva detto durante la sua seconda conferenza, venerdì, in diretta davanti alla stampa, rispondendo alla dichiarazione del leader della Lega ("È impensabile tenere chiusa l'Italia anche per tutto il mese di aprile"). Ora Palazzo Chigi ha provato a rassicurare la Lega su un punto: "Se i dati lo consentiranno, si potranno rivedere le misure". Una possibilità di questo tipo potrebbe essere anche esplicitata nel decreto, una sorta di mediazione cui sta lavorando il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti.

Domani, infatti, ci sarà una riunione col Comitato tecnico scientifico. E il nuovo decreto dovrebbe arrivare a metà settimana, ma il giorno non è ancora deciso.

Si tratta, quindi. Come fa capire anche Forza Italia. "Con 24mila contagi al giorno è davvero difficile programmare riaperture per le prossime settimane - dice Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati - Per questo sposiamo la linea della prudenza, quella da sempre portata avanti dal presidente Berlusconi, che però deve essere ad ogni costo accompagnata da aiuti concreti e immediati alle categorie ulteriormente interessate dalla proroga delle restrizioni. I nostri ministri hanno chiesto e chiederanno con forza un nuovo scostamento di bilancio, da portare in Parlamento subito dopo Pasqua, per dare respiro a ristoranti, bar, palestre, piscine, a coloro che sono chiusi da mesi. Nel nostro intendimento, inoltre, il prossimo decreto del governo dovrà prevedere una sorta di tagliando da fare a metà aprile, che magari, con numeri meno drammatici, possa portare a qualche mirata riapertura".

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