✕
Fedez contro Pillon 

Omofobia, Lega contro la legge. Gli artisti insorgono: “Urgente”

Da Elodie a Levante, da Fedez a Mahmood: il mondo della musica si schiera contro chi boicotta il ddl Zan. Anche FdI si oppone
2 minuti di lettura
ROMA - Una sfida contro gli odiatori e gli omofobi, ma senza odio. Dai social agli artisti dello spettacolo, dalle petizioni (quella della rete “Dà voce al rispetto” in dieci giorni ha raccolto 15 mila firme) alle lettere aperte, la mobilitazione dilaga per condurre all’approvazione definitiva in Parlamento della legge contro l’omotransfobia. La legge porta il nome del suo primo firmatario, il deputato dem e attivista Lgbt Alessandro Zan.


La cantante Levante ci mette dell’ironia contro Simone Pillon, il senatore leghista che, dopo avere tentato una controriforma del diritto di famiglia, è ora sulle barricate contro la legge Zan. «Pillon, non è mai troppo tardi per iniziare una terapia che l’aiuti». Ma sono tanti gli artisti in prima linea contro la Lega che in Senato tiene in ostaggio la legge anti omofobia, proprio nell’ultimo miglio. Approvata alla Camera il 4 novembre scorso, la legge Zan attende di essere…
ROMA - Una sfida contro gli odiatori e gli omofobi, ma senza odio. Dai social agli artisti dello spettacolo, dalle petizioni (quella della rete “Dà voce al rispetto” in dieci giorni ha raccolto 15 mila firme) alle lettere aperte, la mobilitazione dilaga per condurre all’approvazione definitiva in Parlamento della legge contro l’omotransfobia. La legge porta il nome del suo primo firmatario, il deputato dem e attivista Lgbt Alessandro Zan.


La cantante Levante ci mette dell’ironia contro Simone Pillon, il senatore leghista che, dopo avere tentato una controriforma del diritto di famiglia, è ora sulle barricate contro la legge Zan. «Pillon, non è mai troppo tardi per iniziare una terapia che l’aiuti». Ma sono tanti gli artisti in prima linea contro la Lega che in Senato tiene in ostaggio la legge anti omofobia, proprio nell’ultimo miglio. Approvata alla Camera il 4 novembre scorso, la legge Zan attende di essere discussa a Palazzo Madama per avere il via libera definitivo.
Non c’è verso. Il presidente della commissione Giustizia, il leghista Ostellari non la ritiene prioritaria. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni si rivolge al premier Draghi chiedendo di congelare tutto: «Il Parlamento discuta dei problemi reali degli italiani piuttosto che occuparsi di questioni divisive come il disegno di legge Zan».

Il Pd con Monica Cirinnà, i 5Stelle, Pietro Grasso per Leu e i renziani sono pronti alla conta. Il grillino Mario Perantoni denuncia: «La Lega non accetta la democrazia parlamentare». Ma intanto passano i mesi ed è palude. La politica è bloccata, nonostante i diritti civili siano patrimonio di tutti e la società italiana sia pronta a scendere in piazza per farli rispettare, non sia più disposta ad attendere.
I testimonial crescono tra gli artisti: dopo Elodie e Levante ci sono Fedez — che parla di libertà di espressione — e Mahmood in difesa della legge: «Fondamentale approvarla», dicono. Mahmood racconta: «Durante la mia adolescenza mi sono trovato inerme davanti a situazioni che per me erano e sono una violenza. Violenza che uccide la libertà di ciascuno di essere se stesso. Ora ho 28 anni e sento di avere la responsabilità di sostenere questo disegno di legge».

Il nodo parlamentare tuttavia si aggroviglia. Il capogruppo leghista Massimiliano Romeo ha dichiarato che se i giallo-rossi insistono ci potrebbero essere ripercussioni sul governo che è di unità nazionale e perciò — è l’attacco di Pillon — deve escludere “temi divisivi” e c’è ben altro di cui occuparsi. La dem Cirinnà, attaccata dalla destra sui social, replica: «Al benaltrismo di Pillon sappiamo come rispondere. Chi viene discriminato e aggredito per omotransfobia deve essere difeso dallo Stato». E le aggressioni non si contano. Ne emerge solo una parte. Lo racconta Rosario Coco, referente romano di Gaynet e attivista della campagna per la legge Zan. «Abbiamo preparato anche un cartone animato per spiegare la ragione per cui ci vuole una legge ad hoc contro i crimini d’odio». Marilena Grassadonia, ex presidente dell’Associazione Famiglie Arcobaleno, di Sinistra italiana, rincara: «La politica si assuma la responsabilità di legiferare per garantire i diritti». Agedo, l’associazione dei genitori dei ragazzi gay, ha inviato una lettera aperta al premier Draghi: «Troppa ostilità nei confronti dei nostri figli».

Va detto che il centrodestra è diviso. In Forza Italia un drappello di liberal, tra cui Elio Vito, Barbara Masini, Gabriella Giammanco chiedono di votare a favore della legge Zan, indignati contro Salvini perché l’ostruzionismo leghista impedisce persino la discussione. Sperano che la capogruppo forzista Anna Maria Bernini prenda le distanze da questo atteggiamento. Ma Lucio Malan di Forza Italia è fermante contrario alla legge. Vito protesta: «È molto scorretto minacciare conseguenze sul governo Draghi. Soprattutto non si può bloccare la discussione al Senato». Mercoledì potrebbe esserci una riunione risolutiva in commissione Giustizia a Palazzo Madama.