M5S, Cancelleri: "Come si fa a dire arrivederci e grazie a Di Maio? Sì alla deroga al doppio mandato"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaIl garante dei grillini: "La scelta dei candidati alle elezioni attraverso il voto in rete finora non ha premiato i più capaci"
Risponde al telefono, dalla sua casa di Sant'Agata di Militello, senza nascondere il buonumore: "Sono contento, sì. Mi godo finalmente qualche giorno di vacanza ma anche un nuovo ciclo che si apre". Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture, uno dei pionieri di M5S, due volte mancato governatore ma anche simbolo di un'avanzata che alle Politiche 2018 in Sicilia regalò ai grillini 28 collegi su 28, vede in Conte "la più forte garanzia di un'evoluzione che non si ferma". Il sottosegretario alle Infrastrutture, membro del comitato di garanzia del Movimento, spiega come la guida dell'avvocato, a suo modo di vedere, completerà trasformazione dell'ex partito del "Vaffa": il primato del merito sui clic, l'affrancamento da Rousseau, una rete di responsabili sul territorio, alleanze larghe anche "con soggetti moderati".
Servirà a superare una crisi d'identità, prima ch…
Servirà a superare una crisi d'identità, prima ch…
Risponde al telefono, dalla sua casa di Sant'Agata di Militello, senza nascondere il buonumore: "Sono contento, sì. Mi godo finalmente qualche giorno di vacanza ma anche un nuovo ciclo che si apre". Giancarlo Cancelleri, sottosegretario alle Infrastrutture, uno dei pionieri di M5S, due volte mancato governatore ma anche simbolo di un'avanzata che alle Politiche 2018 in Sicilia regalò ai grillini 28 collegi su 28, vede in Conte "la più forte garanzia di un'evoluzione che non si ferma". Il sottosegretario alle Infrastrutture, membro del comitato di garanzia del Movimento, spiega come la guida dell'avvocato, a suo modo di vedere, completerà trasformazione dell'ex partito del "Vaffa": il primato del merito sui clic, l'affrancamento da Rousseau, una rete di responsabili sul territorio, alleanze larghe anche "con soggetti moderati".
Servirà a superare una crisi d'identità, prima che di consensi?
"Intanto giovedì sera si è palesata una leadership. Conte ha usato parole giuste: non rinneghiamo il passato ma non abbiamo paura del futuro. Insomma, l'evoluzione è sotto gli occhi di tutti. Nel 2018 correvamo da soli, poi abbiamo fatto due governi e ora siamo dentro un esecutivo con quasi tutti le altre forze politiche, di grande resposabilità".
Questo cambiamento è proprio quello che molti considerano un "tradimento".
"Macché. Abbiamo dimostrato che anche assieme ad altri sggetti politici, con un programma e con regole precise, si possono centrare obiettivi importanti".
Quando arriverà l'investitura?
"Credo che prima Conte ascolterà tutte le rappresentanze nelle istituzioni: Parlamento, Ue, Regioni. Credo che troverà un modo per confrontarsi anche con la base. Poi, spero entro fine aprile, ci sarà un voto che ratificherà una modifica dello Statuto o forse un nuovo Statuto".
Affidato ancora a Rousseau?
"Non lo so. Noi, con Crimi come capo politico, i tentativi di risolvere il contenzioso li abbiamo portati avanti ma senza fortuna. Ora la questione è nelle mani del tesoriere Cominardi che gestirà il conto corrente dove confuiranno i versamenti dei deputati. Se non riusciremo a chiudere con Rousseau ci rivolgeremo al miglior offerente".
Che struttura avrà il nuovo M5S?
"Io immagino un partito con un leader alla guida e la collaborazione di un comitato nazionale e di comitati regionali. Quel che è mancato, negli ultimi anni, è stato il rapporto il territorio, con i sindaci, ma anche a volte il dialogo fra la parte governativa e quella parlamentare".
L'ex premier non ha affrontato il tema del doppio mandato.
"Premesso che mi affido alle sue scelte, è chiaro che c'è un patrimonio politico, di competenze, ma anche umano, da non disperdere. Uno vale uno non signfica che chiunque può fare qualsiasi cosa. Noi dobbiamo mettere insieme onestà e capacità. Ecco perché si accantonerà probabilmente la scelta dei candidati alle elezioni attraverso una piattaforma informatica, che finora non ha premiato i più capaci. Ed ecco perché immagino che ci sarà una deroga al tetto dei due mandati per i meritevoli. Faccio fatica a pensare che a Di Maio, uno dei leader italiani più apprezzati, domani diciamo: arrivederci e grazie".
Intanto nel Movimento proliferano le correnti.
"Le correnti all'inizio non c'erano, forse sono nate dopo. Mi sembra che Conte abbia fatto capire di non gradirle. Per me non hanno senso: premiare il merito significa tutelare tutti, senza bisogno di partiti nel partito".
Conte richiamerà gli espulsi che non hanno votato per Draghi?
"Non ho notizia di richieste di reintegro. Io non so cosa farà Giuseppe. Una cosa però voglio dirla: qualsiasi ripensamento o atto di perdono non può penalizzare chi, anche rischiando la faccia, ha dato fiducia al governo Draghi. È stato un atto di grande responsabilità ma dentro il Movimento, mi creda, era più facile dire no che accettare questo cambiamento".
Quanto crede in un'alleanza fra 5S e centrosinistra?
"L'asse Conte-Letta può cementare un'intesa tutt'altro che scontata, che parta dal centro e si estenda alla periferia. Penso alla mia Sicilia dove anche i moderati che sostengono Musumeci hanno preso atto del fallimento della sua giunta. Io, per capirci, sono pronto a dialogare anche con loro".
Servirà a superare una crisi d'identità, prima che di consensi?
"Intanto giovedì sera si è palesata una leadership. Conte ha usato parole giuste: non rinneghiamo il passato ma non abbiamo paura del futuro. Insomma, l'evoluzione è sotto gli occhi di tutti. Nel 2018 correvamo da soli, poi abbiamo fatto due governi e ora siamo dentro un esecutivo con quasi tutti le altre forze politiche, di grande resposabilità".
Questo cambiamento è proprio quello che molti considerano un "tradimento".
"Macché. Abbiamo dimostrato che anche assieme ad altri sggetti politici, con un programma e con regole precise, si possono centrare obiettivi importanti".
Quando arriverà l'investitura?
"Credo che prima Conte ascolterà tutte le rappresentanze nelle istituzioni: Parlamento, Ue, Regioni. Credo che troverà un modo per confrontarsi anche con la base. Poi, spero entro fine aprile, ci sarà un voto che ratificherà una modifica dello Statuto o forse un nuovo Statuto".
Affidato ancora a Rousseau?
"Non lo so. Noi, con Crimi come capo politico, i tentativi di risolvere il contenzioso li abbiamo portati avanti ma senza fortuna. Ora la questione è nelle mani del tesoriere Cominardi che gestirà il conto corrente dove confuiranno i versamenti dei deputati. Se non riusciremo a chiudere con Rousseau ci rivolgeremo al miglior offerente".
Che struttura avrà il nuovo M5S?
"Io immagino un partito con un leader alla guida e la collaborazione di un comitato nazionale e di comitati regionali. Quel che è mancato, negli ultimi anni, è stato il rapporto il territorio, con i sindaci, ma anche a volte il dialogo fra la parte governativa e quella parlamentare".
L'ex premier non ha affrontato il tema del doppio mandato.
"Premesso che mi affido alle sue scelte, è chiaro che c'è un patrimonio politico, di competenze, ma anche umano, da non disperdere. Uno vale uno non signfica che chiunque può fare qualsiasi cosa. Noi dobbiamo mettere insieme onestà e capacità. Ecco perché si accantonerà probabilmente la scelta dei candidati alle elezioni attraverso una piattaforma informatica, che finora non ha premiato i più capaci. Ed ecco perché immagino che ci sarà una deroga al tetto dei due mandati per i meritevoli. Faccio fatica a pensare che a Di Maio, uno dei leader italiani più apprezzati, domani diciamo: arrivederci e grazie".
Intanto nel Movimento proliferano le correnti.
"Le correnti all'inizio non c'erano, forse sono nate dopo. Mi sembra che Conte abbia fatto capire di non gradirle. Per me non hanno senso: premiare il merito significa tutelare tutti, senza bisogno di partiti nel partito".
Conte richiamerà gli espulsi che non hanno votato per Draghi?
"Non ho notizia di richieste di reintegro. Io non so cosa farà Giuseppe. Una cosa però voglio dirla: qualsiasi ripensamento o atto di perdono non può penalizzare chi, anche rischiando la faccia, ha dato fiducia al governo Draghi. È stato un atto di grande responsabilità ma dentro il Movimento, mi creda, era più facile dire no che accettare questo cambiamento".
Quanto crede in un'alleanza fra 5S e centrosinistra?
"L'asse Conte-Letta può cementare un'intesa tutt'altro che scontata, che parta dal centro e si estenda alla periferia. Penso alla mia Sicilia dove anche i moderati che sostengono Musumeci hanno preso atto del fallimento della sua giunta. Io, per capirci, sono pronto a dialogare anche con loro".