Politica

Draghi a Città della Pieve: il premier torna ad essere "Mario" nel week end di Pasqua

La scorta davanti alla casa di Mario Draghi a Città della Pieve, in località Vocabolo in Monte 
Il presidente del Consiglio è tornato con la sua utilitaria nella cittadina umbra dove ha la residenza. Il due-bottoni austero degli impegni istituzionali è rimasto nell'armadio a Roma, rimpiazzato da una t-shirt blu cobalto. La moglie Serenella ha fatto la spesa al supermercato del paese
2 minuti di lettura

PERUGIA - Nel primo giorno del weekend di Pasqua il premier Draghi è tornato ad essere "Mario", residente di Città della Pieve. Lasciate alle spalle le tensioni dell'ultima settimana, col braccio di ferro che ha preceduto il varo del decreto anti-Covid, il presidente del consiglio è rientrato in Umbria nella serata di giovedì. Stamattina, dopo una breve uscita, si è ripresentato al cancello della sua villa in provincia di Perugia, a mezzogiorno e mezzo del Venerdì Santo. Sorriso benedicente sul volto e mano sinistra levata per salutare la scorta di guardia all'imbocco del viale sterrato, è arrivato a bordo di un'utilitaria Fiat, adagiato sul sedile del passeggero. Anche il due-bottoni austero degli impegni istituzionali è rimasto nell'armadio a Roma, rimpiazzato da una t-shirt blu cobalto. Divisa più appropriata per un giro in paese e per una mezz’ora di jogging in campagna nella giornata di apertura delle festività, che presumibilmente il premier passerà a tavola con in familiari, davanti alla torta al formaggio che in Umbria apre il pranzo pasquale.

 

Almeno così la raccontano davanti a una tazzina fumante al banco del Caffè degli artisti. Che nel corso della mattinata, nel mezzo del suo buen retiro tra tralci di vite e campi di zafferano, Draghi si sia concesso una puntata nel centro storico della cittadina natale del Perugino e una passeggiata nel verde.

Attorno al casale acquistato nel 2009 - "della cui ristrutturazione si era occupata soprattutto la moglie del presidente", rivela con fare sicuro un tecnico che al tempo era stato addetti ai lavori - i segnali della presenza del "professore", come lo chiamano all'ombra del campanile del duomo dei santi Gervasio e Protasio, si erano iniziati ad avvertire già nei giorni i scorsi, con un intensificarsi dei movimenti attorno alla proprietà a un passo dal borgo medievale.

"Dopo giorni in cui il casale del 'professore' aveva finestre e scuri chiusi, da ieri si sono visti i primi segni della presenza della famiglia. Nel pomeriggio le imposte erano nuovamente aperte e la sera, a differenza delle scorse settimane, era tutto illuminato a giorno", commenta un vicino. "Ieri pomeriggio, la signora Serenella, moglie del premier, è passata a fare la spesa al Conad del paese", sussurra un commerciante del centro storico, che chiede di non comparire per non rivelare a tutti di avere violato quel patto di discrezione tra concittadini, diventato più vincolante una volta che Mario è anche capo del governo.

Del divo quasi normale, in maglietta blu cobalto, alla farmacia del paese hanno un ricordo particolare. La prima volta che si era presentato per fare acquisti di persona, i dipendenti al banco si scambiati un'occhiata. "Ma era lui?, si sono chiesti. Sì, non c'era dubbio, la firma sullo scontrino della carta di credito era la stessa dell'allora presidente della Bce, impressa su una qualsiasi banconota da 10 euro che i residenti di Città della Pieve portavano in tasca.

I commenti dei lettori