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M5S, Comunali: Conte teme la guerra dei simboli con Casaleggio e i ribelli

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Per l’ex presidente del Consiglio anche la grana degli iscritti: gli elenchi sono nelle mani di Rousseau. E Crimi sbotta: “Ci sono affiliati al Movimento, non alla piattaforma”. Oggi incontro tra il futuro capo politico e i senatori del partito. Sul tavolo i nodi del doppio mandatoe del finanziamento
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ROMA -  Oggi alle 15 Giuseppe Conte riapparirà su Zoom davanti ai senatori del Movimento 5 stelle. Domani, toccherà di nuovo ai deputati. Non li troverà pazienti come l'ultima volta, l'ex presidente del Consiglio. Gli eletti M5S sono stanchi di dover interagire con quello che considerano una sorta di ectoplasma. Cui l'ultima volta hanno imputato anche lo spegnimento di microfono e telecamera, mentre parlavano tutti gli altri. Con riapparizione finale giusto per dire "Buona Pasqua".

Ci sono troppe domande cui dare risposta. Il limite dei mandati, ad esempio, nodo inevaso di ogni passaggio. Ma anche, semplicemente, cos'è che diventa il Movimento, senza Rousseau? A cosa serviranno i soldi che ora il tesoriere Claudio Cominardi chiede di versare al partito? Sono 2500 euro per ogni eletto. Di questi, 1500 dovranno andare a restituzioni rimaste ferme da mesi: ci sono 7,4 milioni di euro bloccai su un conto perché - ha spiega…
ROMA -  Oggi alle 15 Giuseppe Conte riapparirà su Zoom davanti ai senatori del Movimento 5 stelle. Domani, toccherà di nuovo ai deputati. Non li troverà pazienti come l'ultima volta, l'ex presidente del Consiglio. Gli eletti M5S sono stanchi di dover interagire con quello che considerano una sorta di ectoplasma. Cui l'ultima volta hanno imputato anche lo spegnimento di microfono e telecamera, mentre parlavano tutti gli altri. Con riapparizione finale giusto per dire "Buona Pasqua".

Ci sono troppe domande cui dare risposta. Il limite dei mandati, ad esempio, nodo inevaso di ogni passaggio. Ma anche, semplicemente, cos'è che diventa il Movimento, senza Rousseau? A cosa serviranno i soldi che ora il tesoriere Claudio Cominardi chiede di versare al partito? Sono 2500 euro per ogni eletto. Di questi, 1500 dovranno andare a restituzioni rimaste ferme da mesi: ci sono 7,4 milioni di euro bloccai su un conto perché - ha spiegato ieri il capogruppo alla Camera Davide Crippa - "Casaleggio non ci permette di votare per la loro destinazione".

L'altra parte dei 2500 euro, i 1000 euro restanti. saranno gestiti direttamente dal Movimento per le spese inerenti alla nuova organizzazione. Non ci sarà quindi più alcun versamento diretto all'associazione Rousseau. Tutto è centralizzato. Ma anche questo, lascia parecchi dubbi ai parlamentari: "Dobbiamo sapere a cosa sono destinati questi fondi", chiede - da commercialista esperto - l'ex viceministro allo Sviluppo Stefano Buffagni.

Non ci sono solo i soldi. Altre due cose preoccupano molto i vertici del Movimento, l'unico partito al mondo che non ha a disposizione l'elenco dei suoi iscritti. Ufficialmente quella lista appartiene al capo politico M5S, apparterrà quindi - quando si consumeranno i passaggi dovuti a Conte. E sarebbe ora del reggente Vito Crimi. Peccato che materialmente quei nomi, quegli indirizzi, quelle carte d'identità, quelle e mail, quei numeri di telefono, li abbia Davide Casaleggio e li custodisca da tempo gelosamente, rifiutandosi di condividerli con chicchessia.

"Nessuno di voi è iscritto a Rousseau!", è sbottato ieri Crimi davanti all'ennesima domanda al riguardo "Si è iscritti al M5S e l'iscrizione avviene attraverso una piattaforma, che si può chiamare Rousseau, Voltaire, Cartesio... ma è uno strumento". Ma se non è chiaro per gli eletti, figurarsi per gli iscritti. Nei vari passaggi cui il Movimento è stato costretto da espulsioni facili e cause legali controverse, si sono moltiplicati anche associazioni e simboli.
Chi ha parlato con Conte, lo ha trovato molto preoccupato in vista delle prossime elezioni amministrative proprio per il simbolo M5S. Una versione vecchia, ma pericolosamente simile all'originale, sarebbe nella disponibilità di Davide Casaleggio. Nel validare una lista per ogni comune che va al voto in autunno, Conte - in caso di divorzio definitivo - potrebbe ritrovarsi ovunque con liste concorrenti animate da agguerriti fuoriusciti come Barbara Lezzi, Nicola Morra, se non da Alessandro Di Battista e dallo stesso Casaleggio.

Potrebbero insomma candidarsi alle elezioni due Movimenti contrapposti, ognuno con la pretesa di essere l'originale. È questo il groviglio su cui si è inceppato il lavoro sul nuovo Statuto. Che non ha ancora fissato una struttura con ruoli definiti. L'ex premier avrà qualcosa di simile a una segreteria, ma non vuole chiamarla così. In questo, nulla è cambiato dal Movimento di dieci anni fa. Grillo ha ritirato fuori l'idiosincrasia per le interviste e per le tv. Conte, quella per le definizioni da "vecchio partito". Come se bastassero nomi nuovi, per essere diversi.