Copasir, Vito (Forza Italia): "Mi dimetto se il leghista Volpi resta presidente"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio“Non escludo di dimettermi dal Copasir se il leghista Raffaele Volpi resta presidente”. Elio Vito, ex ministro dei Rapporti con il Parlamento ed ex capogruppo forzista, è il rappresentante di Forza Italia nel Comitato parlamentare di controllo sui Servizi. Non usa giri di parole. Sul Copasir si sta consumando lo scontro nel centrodestra, in un braccio di ferro tra Matteo Salvini e la Lega, che non vogliono mollare la presidenza, e Giorgia Meloni che la rivendica per Fratelli d’Italia in quanto forza di opposizione, a cui spetta la guida degli organismi di garanzia.
Elio Vito, lei non si è presentato alla riunione del Copasir di giovedì scorso, la prima dalla nascita del governo Draghi. E&r…
“Non escludo di dimettermi dal Copasir se il leghista Raffaele Volpi resta presidente”. Elio Vito, ex ministro dei Rapporti con il Parlamento ed ex capogruppo forzista, è il rappresentante di Forza Italia nel Comitato parlamentare di controllo sui Servizi. Non usa giri di parole. Sul Copasir si sta consumando lo scontro nel centrodestra, in un braccio di ferro tra Matteo Salvini e la Lega, che non vogliono mollare la presidenza, e Giorgia Meloni che la rivendica per Fratelli d’Italia in quanto forza di opposizione, a cui spetta la guida degli organismi di garanzia.
Elio Vito, lei non si è presentato alla riunione del Copasir di giovedì scorso, la prima dalla nascita del governo Draghi. E’ sull’Aventino. Non è che pensa di passare a Fratelli d’Italia?
“Assolutamente no. Figuriamoci! Io anzi ritengo che Forza Italia dovrebbe aderire al movimento dei riformisti di Marco Bentivogli”.
Cosa non le va di quanto sta accadendo in Copasir?
“Si sta complicando una situazione semplice da risolvere, anche perché stiamo parlando di due alleati – Lega e Fratelli d’Italia – che fanno parte della stessa coalizione di centrodestra. Sul Copasir la legge prevede che, in quanto organismo di controllo, spetti all’opposizione ovvero al partito della Meloni che non ha votato la fiducia al governo Draghi. FdI ha un rappresentante nel Comitato di controllo dei Servizi che è Adolfo Urso, quindi è chiaro che la presidenza spetti a lui”.
Salvini però rilancia e propone di azzerrare: vi dimettete tutti e si ricomincia daccapo, con una nuova composizione del Copasir. Ci sta?
“Sembra che chi fa questa proposta non abbia letto la lettera dei due presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati indirizzata a Raffaele Volpi, l’attuale presidente leghista. Fico e Casellati hanno escluso che si possa arrivare a una ricomposizione diversa del Copasir in cui l’unico gruppo d’opposizione, ovvero FdI, possa arrivare ad avere ben 5 componenti”.
Copasir, Salvini: "Tutti devono dimettersi, non solo quelli della Lega"
La composizione per legge deve essere paritaria?
“I due presidenti scrivono che prevale il principio costituzionale della proporzionalità dei rappresentanti delle forze politiche e che non si può determinare un sovradimensionamento della minoranza”.
Cosa succede ora?
“L’unica cosa che resta da fare è eleggere presidente Urso”.
Lei non è disposto a seguire la richiesta di Salvini di dimettersi tutti?
“Io non escludo di dimettermi se Volpi resta presidente. Non per antipatia nei confronti di Raffaele, sia chiaro. Se anche tutti noi attuali componenti del Copasir lasciassimo, saremmo sostituiti da altrettanti colleghi dei nostri rispettivi partiti. Quindi cosa cambia?”.
Salvini sta sbagliando insomma?
“La Lega e Volpi stanno sbagliando. Su una questione come questa non si fanno trattative, né compromessi, né ci possono essere contropartite”.
E Forza Italia con chi si schiera?
“L’abbiamo detto. L’ha ribadito anche il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè. La presidenza del Copasir spetta all’opposizione, perciò a Fratelli d’Italia”.
Però c’è il precedente di Massimo D’Alema che nel 2011 restò alla presidenza del Copasir benché il Pd fosse passato in maggioranza. L’ha dimenticato?
“Niente affatto. Ma ci sono due differenze sostanziali: il gruppo del presidente D’Alema non aveva ministri al governo, si trattava di un governo tecnico. Mentre la Lega è oggi al governo. E l’altra differenza, ancora più importante, è che allora furono tutti d’accordo, mentre ora i maggiori partiti, da Forza Italia al segretario del Pd, Enrico Letta, contestano la presidenza leghista”.
La partita del Copasir non è piuttosto uno scontro sulla leadership del centrodestra tra Salvini e Meloni?
“No, francamente. Mi dispiace ridurre la faccenda a quello che è: si tratta di una poltrona per quanto importante. Però è la cartina di tornasole del rispetto dei diritti dell’opposizione e quindi dei valori di una democrazia liberale. E’ una questione fondamentale e irrinunciabile”.
Ma non è anche un avvio di congresso nel centrodestra?
“L’hanno rappresentato così Pd e 5Stelle in una nota l’altro giorno. L’ho trovato spiacevole e distante dai toni usati dal segretario Letta”.
Però sulla leadership del centrodestra è scontro, non crede?
“Io personalmente ho posto il tema della collocazione di Forza Italia rispetto agli alleati, però qui non c’entra. Sì un momento di chiarimento ci deve essere. Dentro Forza Italia”.