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Conte si sfila dalla lite tra i 5S e Casaleggio: "Sono arrivato dopo"

E l'ex premier lascia la riunione con i deputati per ricevere David Sassoli, che citofona a casa sua
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"Chiamatemi Giuseppe". Come in un incipit di Moby Dick, l'avvocato del popolo chiede a quello che definisce il suo Movimento di dargli del tu. Di scrivergli: c'è un indirizzo mail dedicato alle "linee guida" del partito che verrà. Di tenere il confronto aperto, "perché avrei potuto tornare in cattedra, se ho scelto diversamente è perché mi fido di voi". Eppure è ancora incerta, la strada comune di Conte e dei 5 stelle. Troppe cose rimangono in sospeso. Troppe questioni non vengono affrontate. A partire da quella più urgente: il rapporto con l'associazione Rousseau di Davide Casaleggio. Il figlio del cofondatore è andato ieri in televisione - a In mezz'ora in più, su Raitre - per ricordare la morte del padre, avvenuta 5 anni fa. Per biasimare la trasformazione del M5S: "Non credo che diventare un partito sia la strada giusta". Ma soprattutto, per lanciare un'accusa…

"Chiamatemi Giuseppe". Come in un incipit di Moby Dick, l'avvocato del popolo chiede a quello che definisce il suo Movimento di dargli del tu. Di scrivergli: c'è un indirizzo mail dedicato alle "linee guida" del partito che verrà. Di tenere il confronto aperto, "perché avrei potuto tornare in cattedra, se ho scelto diversamente è perché mi fido di voi". Eppure è ancora incerta, la strada comune di Conte e dei 5 stelle. Troppe cose rimangono in sospeso. Troppe questioni non vengono affrontate. A partire da quella più urgente: il rapporto con l'associazione Rousseau di Davide Casaleggio. Il figlio del cofondatore è andato ieri in televisione - a In mezz'ora in più, su Raitre - per ricordare la morte del padre, avvenuta 5 anni fa. Per biasimare la trasformazione del M5S: "Non credo che diventare un partito sia la strada giusta". Ma soprattutto, per lanciare un'accusa: secondo il manager, il Movimento avrebbe deciso di mettere Rousseau in difficoltà economiche per ottenere la deroga al tetto dei due mandati.


Un'idea un po' complottista, quindi del tutto in linea con le origini, che viene però respinta dal reggente Vito Crimi: "Se queste sono state davvero le sue parole - ha detto nel mezzo della riunione con Conte e i deputati - sono misere e diffamatorie. Rousseau ha incassato 3 milioni e mezzo di euro negli ultimi tre anni". Il capogruppo alla Camera Davide Crippa rincara: "Per colpa di Davide, che non ci permette di votarne la destinazione, abbiamo 7,4 milioni di restituzioni bloccate su un conto". Il suo vice Riccardo Ricciardi non è da meno: "Non è blasfemia criticare alcune delle massime di Gianroberto Casaleggio, come il fatto che un'idea non sia né di destra né di sinistra, ma buona o cattiva". E ancora: "Per la democrazia ha fatto più Zoom di Rousseau".


E infatti è su Zoom, la riunione dei deputati con l'ex premier, che sulla piattaforma come su tutto ciò che è controverso sguscia via senza farsi acchiappare: "Io sono arrivato adesso, ci sono questioni pregresse che dovete risolvere voi...". Sulle chat fioccano i messaggi, con tanto di faccine che se la ridono: "E che fa, Ponzio Pilato?". L'avvocato del popolo ha ottenuto i pieni poteri da Beppe Grillo, ma non intende usarli contro Davide Casaleggio. Non in modo manifesto, quanto meno. Forse preoccupato dal sodalizio del manager con Alessandro Di Battista, che oggi aprirà con Casaleggio jr le giornate on line in ricordo del padre. L'altra risposta che non arriva, è proprio quella sul vincolo dei mandati: l'ex sottosegretario Gianluca Vacca chiede qualcosa come "che ne sarà di noi?". Mentre il deputato alla prima legislatura Luigi Iovino vorrebbe sapere come saranno composte le liste, da chi, con quali criteri. Nulla. Le uniche cose su cui Conte è disposto ad approfondire sono le nuove cinque stelle, il centro di formazione "perché servono competenza e abilità politca", l'ambiente e l'ecologia come concetti di fondo della ripartenza. Poco, pochissimo di più. Tanto che a un certo punto squilla anche il citofono, nella casa dell'ex premier: lui lascia la scrivania con la libreria traboccante alle spalle, chiede "Chi è" ed è David Sassoli. Il presidente del Parlamento europeo è andato a trovarlo, forse per indagare quali siano le sue intenzioni sulle alleanze con il Pd alle prossime amministrative, forse per capire se ci siano davvero spazi per far entrare il Movimento in Europa nel gruppo dei socialisti S&D. Non deve averne ricavato molto, però, se in casa dem dicono: "Conte non sembra troppo interessato a quest'ingresso". Mentre i deputati, ancora su Zoom, chiedono: "Ma non è zona arancione? Le visite ammesse non sono solo quelle dei parenti?". In realtà no, ma vabbè, è un modo per dire che l'interruzione non è stata gradita.