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M5S, Conte verso la guida del Movimento per ordine di un magistrato

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Grillo pronto a sfruttare un ricorso di una espulsa e la decisione di un giudice per risolvere la questione della leadership e anche la lite con Casaleggio
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ROMA - Giuseppe Conte e Beppe Grillo non hanno intenzione di farsi cogliere di sorpresa. Sanno che da Cagliari è in arrivo un atto che chiederà al Garante del Movimento 5 stelle di indire immediatamente la votazione dell'organo collegiale approvato dagli iscritti lo scorso 17 febbraio. E hanno deciso di approfittarne per costringere Davide Casaleggio a capitolare.

La storia è intricata, ma può riassumersi così: secondo il tribunale sardo i 5 Stelle sono in questo momento senza guida, perché la reggenza di Vito Crimi è decaduta nel momento in cui l'assemblea ha votato per la nascita del nuovo direttivo a 5. Per questo, davanti al ricorso della consigliera regionale sarda Carla Cuccu, espulsa per decisione del comitato di garanzia, il giudice ha nominato un curatore ad acta, l'avvocato Silvio Demurtas. Il passaggio successivo, che è stato sollecitato e che dovrebbe avvenire nelle prossime ore, è l'invio da p…
ROMA - Giuseppe Conte e Beppe Grillo non hanno intenzione di farsi cogliere di sorpresa. Sanno che da Cagliari è in arrivo un atto che chiederà al Garante del Movimento 5 stelle di indire immediatamente la votazione dell'organo collegiale approvato dagli iscritti lo scorso 17 febbraio. E hanno deciso di approfittarne per costringere Davide Casaleggio a capitolare.

La storia è intricata, ma può riassumersi così: secondo il tribunale sardo i 5 Stelle sono in questo momento senza guida, perché la reggenza di Vito Crimi è decaduta nel momento in cui l'assemblea ha votato per la nascita del nuovo direttivo a 5. Per questo, davanti al ricorso della consigliera regionale sarda Carla Cuccu, espulsa per decisione del comitato di garanzia, il giudice ha nominato un curatore ad acta, l'avvocato Silvio Demurtas. Il passaggio successivo, che è stato sollecitato e che dovrebbe avvenire nelle prossime ore, è l'invio da parte del pubblico ministero di una sorta di ingiunzione nei confronti di Beppe Grillo, che sarà sollecitato a ricostituire la governance mancante.

Proprio a questo, i vertici del Movimento hanno deciso di aggrapparsi per tentare l'ultimo affondo sull'associazione Rousseau. Grillo chiederà a Davide Casaleggio di consentire il voto. Davanti a un rifiuto, si appellerà al giudice perché - racconta chi ci sta lavorando - "un ente privato non può frapporsi come ostacolo alla vita associativa di un partito". Non sarà semplice, la resistenza è probabile, ma se il manager decidesse di consentire il voto, il trucco per fare in modo che a essere eletto sia Conte è già stato trovato.

Il Comitato di garanzia è infatti al lavoro su un'ipotesi di regolamento che consenta una sorta di voto a squadre: Conte - che in quanto premier designato per due volte dai 5 Stelle, proprio attraverso Rousseau, sarà messo in grado di correre - potrà scegliere quattro persone di fiducia che rappresenteranno una sorta di segreteria. Sarà però, così viene spiegato, il "team leader". Il capo politico, insomma, e ci sarà poi modo di sistemare regolamenti e statuto perché lo diventi a tutti gli effetti. Adesso, però, c'è da colmare la vacatio e far partire una volta per tutte il "nuovo Movimento". Un passaggio ineludibile e propedeutico a tutto l'impianto su cui l'avvocato del popolo è al lavoro da settimane.

Chi vorrà correre contro la squadra dell'ex premier, potrà farsi avanti. Ma le ultime espulsioni hanno già tolto dalla partita molti dei possibili concorrenti, come i senatori Nicola Morra o l'ex ministra Barbara Lezzi. Mentre la disiscrizione dalla piattaforma di Alessandro Di Battista dovrebbe mettere al sicuro dalla possibilità che all'ex deputato torni la voglia di mettersi alla prova (in caso i buoni rapporti con Conte non siano sufficienti a scongiurarlo).

Quel che resta da capire, è se Davide Casaleggio deciderà di cedere di fronte alla richiesta di Grillo o se - come sta facendo nelle ultime settimane - si rifiuterà di fare qualsiasi cosa se non sarà effettuato il pagamento degli arretrati richiesti, 450mila euro entro il 22 aprile. I dirigenti del Movimento sono convinti che la sua posizione sia indebolita anche dalle carte dell'inchiesta Moby: l'armatore Vincenzo Onorato ha pagato alla Casaleggio Associati 1 milione e 200mila euro per "la creazione e gestione di un sito internet e la creazione delle pagine Facebook e Instagram". Il sospetto della procura di Milano - che indaga anche sui soldi dati a fondazioni e partiti politici - è che il finanziamento fosse, oltre che un pagamento di servizi, un modo per ottenere favori da parte del Movimento 5 stelle. E rende quindi la posizione del manager, che non ha mai ammesso un conflitto di interessi tra le sue diverse attività, più fragile.

Su tutto questo tenteranno di fare leva Conte, Grillo e Crimi, perché la nuova vita dei 5 Stelle deve partire prima possibile, vista l'estrema divisione interna del Movimento. Ieri, la diffusione delle nuove regole sulle restituzioni da parte degli eletti, con 1000 euro che andranno al partito e altre 1500 a iniziativa da decidere volta per volta, ha di nuovo animato le discussioni interne. È il momento di correre. E se a permetterlo sarà un giudice, ben venga. Purché qualcosa tiri il Movimento fuori dalla palude.