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Pd, Letta porta le priorità dei circoli all'assemblea: rivoltare il partito come un calzino a partire da giovani e lavoro

I risultati del sondaggio fra le sezioni. Le risposte puntano anche su istruzione, parità di genere, Europa e transizione ecologica. Il 73% chiede più democrazia nel partito
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ROMA - Protagonisti i giovani. Temi centrali il lavoro, l'Europa e il Pd rivoltato come un calzino. Nell'assemblea dei mille delegati dem che si apre stamani online, Enrico Letta ha un corrimano: la consultazione dei circoli, che hanno individuato le priorità su cui il partito deve essere pronto a dare battaglia. Una bussola per il segretario stesso. L'aveva promesso al momento dell'insediamento, Letta. Detto e fatto. Tutti i dati sono disponibili (39.742 gli iscritti che hanno partecipato, circa il 10% dei tesserati; 2.949 i circoli, che in tutto sono 5 mila; 21 gli argomenti su cui erano chiamati a pronunciarsi). Breve il tempo della ricognizione: due settimane, dal 15 al 31 marzo, e illustrato anche il metodo usato, le differenze territoriali, le proposte e le criticità denunciate. 

Ultimo, ma non meno importante, è il punto di caduta: le Agorà democratiche. Del tutt…

ROMA - Protagonisti i giovani. Temi centrali il lavoro, l'Europa e il Pd rivoltato come un calzino. Nell'assemblea dei mille delegati dem che si apre stamani online, Enrico Letta ha un corrimano: la consultazione dei circoli, che hanno individuato le priorità su cui il partito deve essere pronto a dare battaglia. Una bussola per il segretario stesso. L'aveva promesso al momento dell'insediamento, Letta. Detto e fatto. Tutti i dati sono disponibili (39.742 gli iscritti che hanno partecipato, circa il 10% dei tesserati; 2.949 i circoli, che in tutto sono 5 mila; 21 gli argomenti su cui erano chiamati a pronunciarsi). Breve il tempo della ricognizione: due settimane, dal 15 al 31 marzo, e illustrato anche il metodo usato, le differenze territoriali, le proposte e le criticità denunciate. 

Ultimo, ma non meno importante, è il punto di caduta: le Agorà democratiche. Del tutto diverse da "Le agorà" di Goffredo Bettini, che sono piuttosto un'area (o corrente) in cui ricomprendere la sinistra,  Letta punta a rovesciare la piramide del Pd. Se il partito funziona sull'asse verticale segretario-segreteria-direzione, quindi i livelli regionali e le federazioni provinciali, ora è proprio dai circoli motore delle Agorà che si riparte per coinvolgere chiunque sia interessato a partecipare e per una politica popolare. Dal primo di luglio al 31 dicembre prossimi, le Agorà di Letta saranno in funzione. 

Dovrebbe essere Nicola Oddati a coordinare il  lavoro delle Agorà. Mentre Stefano Vaccari ha avuto la regia della consultazione dei circoli, da cui il documento-corrimano che nella seconda parte del suo intervento stamani Letta illustrerà. Ricco di spunti, con annotazioni di alcuni circoli da quello trevigiano di Momigliano Veneto a Isola del Gran Sasso d'Italia, da Pomezia all milanese circolo dei 25 martiri, da quello di Jerzu-Nuoro fino ai circoli di Palermo e a quelli svizzeri. L'elenco è lungo. 

In sintesi le priorità individuate sono i diritti dei lavoratori (per il 18,1%), a seguire la Next Generation Eu (17,4%), la partecipazione (17,3%, gli investimenti per i giovani (16,3%), la parità di genere (13,1%), la transizione ecologica (11,5) e la riforma della democrazia malata (6,2). 

Ma sono cinque macro-concetti la chiave per ricucire il Paese secondo i Dem: riformare i piani di insegnamento per preparare al mondo del lavoro che cambia; creare un sistema-Paese solido in grado di garantire i diritti civili così come quelli sociali ed economici; il lavoro è una priorità per fare ripartire il Paese con un pacchetto di riforme che metta al centro i giovani; politiche del lavoro per l'integrazione delle donne nella vita produttiva civile e sociale della comunità; lavoro e welfare il cemento per un nuovo patto tra le generazioni. 

In pratica, lavoro, lavoro e ancora lavoro come cuore dell'azione politica del Pd declinato nell'inclusione dei giovani e delle donne e nelle lotta alle disuguaglianze. Perciò Next generation Eu è percepito come una occasione unica per cambiare in meglio l'Italia: si legge. In primo piano sempre le richieste di valorizzare i giovani e di eliminare il divario di genere. 

In dettaglio. L'altro punto che emerge a sorpresa è la denuncia del divario tra Nord e Sud come priorità nell'85% dei vademecum ricevuti dal Nord. Il 73% dei vademecum  chiede un partito che funzioni in modo più democratico. Passando ai capitoli sulle proposte, i militanti dem individuano due criticità: i compromessi eccessivi pur di governare (14%) e correnti interne e logiche di potere (8%). Ecco quindi che complessivamente il 51%  batte un colpo sull'identità dem e di questi il 22% propone di riaffermare identità politica e valori del Pd , il 20% vuole un Pd come partito del popolo nelle piazze, nelle periferie, nei circoli e il 9% dice sì a aperture a alleanze strategiche su un'agenda comune.

A proposito di un nuovo centrosinistra, il 5% degli iscritti ritiene due siano le criticità:  le alleanze non fondate sui valori e la troppa subalternità agli altri partiti. Tutto sommato una percentuale minima. L'orizzonte è un centrosinistra unito nel modello dell'Ulivo (21%),  che dialoghi con i 5Stelle a partire dai valori (20%) ma che sempre riaffermi l'identità del Pd (16%). Sul governo Draghi sì al sostegno "ma difendendo la nostra identità" per il 42%, il 25% ritiene che bisogna prepararsi alle elezioni e il 24% chiede che il Pd sia protagonista del Recovery Fund. 

Via libera al segretario anche sullo Ius soli e i diritti civili (49%), anche se un 10% ritiene che lo ius soli non sia prioritario durante la pandemia. La questione più sentita (70%) è appunto la formazione politica e civica dei giovani, mentre un tema molto caro a Letta ovvero il voto ai sedicenni convince il 25% e il 28% ha delle riserve "se manca una formazione adeguata". Il 20% si preoccupa piuttosto di condurre in porto la riforma per il voto ai diciottenni al Senato che si è arenata in Parlamento.

Tra le proposte che più coinvolgono anche l'aumento degli stipendi e la formazione per gli insegnati; il supporto e i servizi alle famiglie per aumentare l'occupazione femminile; il rafforzamento della medicina territoriale e del servizio sanitario nazionale.  Critici sul rapporto Stato-Regioni e la scarsa trasparenza e il coordinamento della campagna vaccinale.