M5S addio, Rousseau pensa al futuro. E guarda a Di Battista
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliSecondo Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio associati e oggi critico feroce del cosiddetto "metodo Casaleggio", l'obiettivo di Davide Casaleggio e della socia Enrica Sabatini è quello di "ricominciare da zero, con liste civiche o simili". Ripartire completamente daccapo, laddove partì il padre Gianroberto. Dai territori, sotto il segno del civismo, pescando attivisti e nuovi portavoce tra neofiti della politica, da singoli impegnati in questa o quella vertenza. La piattaforma Rousseau come strumento tecnico, il manifesto Controverto come base politica. Ma rispetto all'avventura del M5S, nato come raggruppamento di liste civiche - allora si chiamavano Amici di Beppe Grillo, riunite attorno ai meetup - al momento manca un fattore decisivo: Grillo. O meglio, una personalità in grado di mobilitare, trascinare, incarnare un nuovo progetto politico. Considerato che Casaleggio jr non ha mai brillato per questo tipo di capacit&agra…
Secondo Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio associati e oggi critico feroce del cosiddetto "metodo Casaleggio", l'obiettivo di Davide Casaleggio e della socia Enrica Sabatini è quello di "ricominciare da zero, con liste civiche o simili". Ripartire completamente daccapo, laddove partì il padre Gianroberto. Dai territori, sotto il segno del civismo, pescando attivisti e nuovi portavoce tra neofiti della politica, da singoli impegnati in questa o quella vertenza. La piattaforma Rousseau come strumento tecnico, il manifesto Controverto come base politica. Ma rispetto all'avventura del M5S, nato come raggruppamento di liste civiche - allora si chiamavano Amici di Beppe Grillo, riunite attorno ai meetup - al momento manca un fattore decisivo: Grillo. O meglio, una personalità in grado di mobilitare, trascinare, incarnare un nuovo progetto politico. Considerato che Casaleggio jr non ha mai brillato per questo tipo di capacità.
E gli altri ex, che in queste settimane hanno sempre solidarizzato con Casaleggio, tipo Barbara Lezzi e Nicola Morra? C'è un piccolo particolare da tenere di conto: sono arrivati al secondo mandato. Se entrassero nel "Progetto civico" di Rousseau dovrebbe in pratica rinunciare in partenza ad un futuro in politico, visto che sulla questione dei due mandati Casaleggio continua a farne una questione di principio. Insomma, tutti i parlamentari che hanno già fatto due mandati non hanno un interesse diretto a essere coinvolti, se non sul piano squisitamente ideale.
Poi ci sono quelli al primo mandato usciti nei mesi scorsi. Anche loro non sembrano così convinti dall'ancora un po' nebuloso progetto di Rousseau. "Un gentiluomo col quale parlare", dice Cristian Romaniello, che ammette: "Casaleggio è stato penalizzato dal suo carattere". Raffaele Trano: "Dialogo sì, ma nessuna confluenza". Oppure Pino Cabras: "Confrontiamoci, certo, ma delegare a loro la gestione politica no". Né in giro si stagliano masse di attivisti e militanti pronti a immolarsi per la tecno-politica made in Milano.
"Se va bene, si portano via 4-5 parlamentari in tutto", è la profezia di un altro parlamentare d'esperienza. La preoccupazione non è tanto politica quanto giuridica. Il simbolo del M5S, in mano a Grillo, è in gestione a Luigi Di Maio e proprio a Casaleggio jr. Poi ci sono i dati degli iscritti, ci sono le firme degli eletti sotto i regolamenti che prevedavano il versamento di 300 euro al mese a Rousseau. Insomma, un ginepraio che, nonostante gli addii pubblici, continua a tenere legate le due entità.