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(ansa)

Coprifuoco, Salvini tira dritto: “Nei sondaggi cresco”. E oggi alla Camera chiede il voto per abolirlo

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Il leader della Lega risponde a Meloni con un ordine del giorno, con l’appoggio di Forza Italia, per cancellare i limiti orari nelle zone a basso rischio. E in un post annuncia: "Superate le 90mila firme"
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ROMA -  Cancellazione immediata del coprifuoco nelle zone a bassa intensità di contagio. È quanto chiede la Lega con l'ordine del giorno che verrà presentato oggi, in risposta (e alternativo) a quello depositato da Fratelli d'Italia. Dopo la raccolta di firme, è la sfida al governo del quale il partito fa parte, sulla quale in queste ore converge l'altro alleato di centrodestra, Forza Italia.

Due mesi e mezzo dall'insediamento del governo Draghi e Matteo Salvini si trova di nuovo in mezzo al guado. Più o meno allo stesso punto in cui galleggiava nella tarda primavera del 2019, poco prima dell'apertura della crisi del Conte 1. Allora, in perenne contesa con gli "alleati" grillini, oggi con il resto del mondo, pronto a riprendersi la scena intanto nella sua coalizione.

Certo che questa sia la strategia vincente, premiata a suo dire dai sondaggi di questi ultimi giorni: in salita (stando a fonti interne al partito), …
ROMA -  Cancellazione immediata del coprifuoco nelle zone a bassa intensità di contagio. È quanto chiede la Lega con l'ordine del giorno che verrà presentato oggi, in risposta (e alternativo) a quello depositato da Fratelli d'Italia. Dopo la raccolta di firme, è la sfida al governo del quale il partito fa parte, sulla quale in queste ore converge l'altro alleato di centrodestra, Forza Italia.

Due mesi e mezzo dall'insediamento del governo Draghi e Matteo Salvini si trova di nuovo in mezzo al guado. Più o meno allo stesso punto in cui galleggiava nella tarda primavera del 2019, poco prima dell'apertura della crisi del Conte 1. Allora, in perenne contesa con gli "alleati" grillini, oggi con il resto del mondo, pronto a riprendersi la scena intanto nella sua coalizione.

Certo che questa sia la strategia vincente, premiata a suo dire dai sondaggi di questi ultimi giorni: in salita (stando a fonti interne al partito), grazie alla mossa del non voto sul decreto Draghi che avrebbe invertito il trend negativo degli ultimi tempi. La raccolta di firme per la revoca del coprifuoco ha spiazzato ministri e governatori (il leader del Carroccio si vanta in un nuovo post di aver superato le 90mila firme). La Lega si ritrova stretta fra la trappola piazzata in aula da Giorgia Meloni, con l'ordine del giorno in discussione oggi contro il coprifuoco alle 22, e il primo affondo congiunto Letta-Conte.

Il segretario federale da Milano tiene a rapporto al telefono i capigruppo e decide di presentare un suo documento sul coprifuoco, per non piegarsi a quello di Meloni. Anche nel suo si parla di cancellazione della misura ma solo nelle regioni a basso contagio. In serata Salvini sbotta: "La domanda è una, ma Letta e Conte che minacciano e insultano, si fidano degli italiani oppure no? Possiamo restituire a donne e uomini la libertà di uscire e lavorare, di giorno e di sera, almeno nelle Regioni gialle e sotto controllo, o teniamo tutti in casa ad oltranza? No al coprifuoco, sì a salute, lavoro e libertà. Io mi fido degli italiani".

È tutto uno slogan. Tutta una campagna elettorale già lanciata per le amministrative, ma più in generale finalizzata a portare il primo partito fuori dal vicolo cieco nel quale il capo sembra averlo cacciato ancora una volta. In Lombardia, il governatore salviniano Attilio Fontana a sera non aveva ancora firmato la petizione del leader, aprendo un piccolo caso ("Ma magari lo fa a tarda sera", ironizzava con sarcasmo lo stesso segretario).

Meloni vuol far emergere le contraddizioni in seno alla Lega di lotta e di governo, rosicchiandole punti nei sondaggi. E manifesta con una fiaccolata notturna contro il coprifuoco davanti Palazzo Chigi. Nessun voto favorevole all'ordine del giorno di FdI, filtra da via Bellerio, piuttosto ne arriva uno targato Lega. "Noi lavoriamo perché sia il Consiglio dei ministri a cancellare il coprifuoco", dicono. Il fatto è che Salvini su questa storia è determinato ad andare avanti, sicuro - come va ripetendo ai suoi - che "tra poche settimane cadranno le resistenze: per la Lega sarà un grande punto a favore".

Altrettanto determinato comunque "a non rompere", ma ad alzare la voce sì, per marcare la linea del partito. Dopo il discorso del premier Draghi in aula sul Recovery plan, eccolo rilanciare sul taglio alla burocrazia citando il modello Genova, su cui la Lega continua a martellare ben consapevole delle resistenze in area Pd.

"Ho tutta l'intenzione di stare dentro il governo, per le nostre idee e le nostre battaglie, anche se qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta - arriga da Rtl - Basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo parlando di ius soli, di immigrati, chiedendo il mio processo". La difesa di quota 100 e la guerra contro l'innalzamento dell'età pensionabile saranno il nuovo fronte: "L'ultima scelta da fare", avverte. Il caffè sorseggiato in mattinata a un tavolino di un bar riaperto di Milano, al fianco di Gabriele Albertini, serve a rilanciare la candidatura dell'ex sindaco. A dispetto, ancora una volta, degli alleati.