Anche l'Anpi contro il dirigente scolastico che ha cancellato il fascismo: "Devastato il significato del 25 aprile"
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziAccerchiato e ormai sotto assedio. Inizia a traballare la posizione di Marco Ugo Filisetti, dirigente scolastico regionale delle Marche finito un'altra volta al centro delle polemiche la scorsa settimana per una nuova lettera inviata agli studenti, in questo caso per il 25 aprile, lettera nella quale, sostanzialmente, il rappresentante del Miur per le Marche cancella il fascismo parlando genericamente della necessità di "ricordare i morti della guerra senza distinzioni di parte" (e questo, appunto, in occasione della festa di Liberazione dell'Italia dal nazifascismo).
Il primo a intervenire sul caso, sollevato da Repubblica, era stato il ministro per l'Istruzione Patrizio Bianchi che ha chiesto formalmente chiarimenti a Filisetti sul suo nuovo exploit: una nuova uscita discutibile dopo la gaffe del 4 novembre scorso quando in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate il dirigente scolastico inviò agli studenti de…
Accerchiato e ormai sotto assedio. Inizia a traballare la posizione di Marco Ugo Filisetti, dirigente scolastico regionale delle Marche finito un'altra volta al centro delle polemiche la scorsa settimana per una nuova lettera inviata agli studenti, in questo caso per il 25 aprile, lettera nella quale, sostanzialmente, il rappresentante del Miur per le Marche cancella il fascismo parlando genericamente della necessità di "ricordare i morti della guerra senza distinzioni di parte" (e questo, appunto, in occasione della festa di Liberazione dell'Italia dal nazifascismo).
Il primo a intervenire sul caso, sollevato da Repubblica, era stato il ministro per l'Istruzione Patrizio Bianchi che ha chiesto formalmente chiarimenti a Filisetti sul suo nuovo exploit: una nuova uscita discutibile dopo la gaffe del 4 novembre scorso quando in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate il dirigente scolastico inviò agli studenti dei 1.700 istituti scolastici marchigiani una lettera dai toni nostalgici e militareschi e che riprendeva in parte un discorso di Benito Mussolini.
Ma restiamo all'ultima gaffe, la missiva spedita alla vigilia del 25 aprile. Dopo le proteste e le richieste di rimozione dall'incarico da parte dei sindacati confederali e delle forze di centrosinistra delle Marche, sulla vicenda adesso interviene duramente anche il presidente nazionale dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo. Con una lettera inviata al ministro Bianchi, Pagliarulo denuncia Filisetti accusandolo di avere "letteralmente manomesso e devastato il significato storico del 25 aprile".
"Nella circolare del dirigente scolastico si parla - scrive il presidente Anpi - di un'Italia che si è fronteggiata per le rispettive ragioni, per i rispettivi sogni di cui era carica. Dunque il direttore mette ambiguamente fascisti e antifascisti, persecutori e perseguitati, vittime e martiri tutti sullo stesso piano, tutti 'con i rispettivi sogni', con una sorta di pari dignità morale e di valori ideali. Francamente, mi sembra un'affermazione indegna".
E aggiunge: "Sono ignorate parole chiave come lotta di Liberazione, fascismo e nazismo, partigiani e Resistenza, ma anche ragione e torto, libertà e dittatura. Aggiungo che l'intero messaggio è infarcito di retorica militarista e di sapore nazionalista". La conclusione di Pagliarulo è questa: "Ne emerge un quadro devastato del significato della festa della Liberazione. Penso che ci siano tutte le condizioni perché vengano assunti provvedimenti immediati per impedire il ripetersi di messaggi inaccettabili e per tutelare la verità storica, la dignità del lavoro di tanti insegnanti che svolgono il loro importante ruolo educativo nella costruzione di cittadini consapevoli, il diritto dei discenti ad avere una formazione che corrisponda ai valori fondamentali della nostra Carta costituzionale".
Il presidente Anpi si unisce, insomma, a quanti in questi giorni hanno chiesto e continuano a chiedere provvedimenti da parte del Miur. "Filisetti va rimosso dall'incarico - ribadisce Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana -. Non sono più tollerabili le iniziative dal sapore nostalgico che questo signore continua a mettere in atto. Iniziative ancor più gravi e vergognose perché arrivano da un dirigente che rappresenta il ministero dell'Istruzione, e in una Regione, le Marche, che sta diventando da tempo un laboratorio della destra che non rifiuta i messaggi fascistoidi e anzi, in molti casi, con la sua guida FdI, sembra averli sdoganati".
Al ministro Bianchi si rivolgono con una lettera anche i parlamentari Pd delle Marche, Alessia Morani, Mario Morgoni e Francesco Verducci. "Vogliamo portare alla sua attenzione la questione legata ai comportamenti gravi e inadeguati al ruolo che il direttore dell'Ufficio scolastico regionale delle Marche, Marco Ugo Filisetti sta tenendo nell'esercizio delle sue funzioni - scrivono i tre deputati -. Facendo un cattivo uso della sua posizione pubblica di guida e punto di riferimento del mondo della scuola, Filisetti si è contraddistinto in prese di posizione intrise di retorica nazionalistica, inneggianti alla "bella morte" e al valore quasi catartico della guerra e da ultimo con aperte omissioni e distorsioni di eventi fondanti la convivenza democratica del nostro paese. Lo ha fatto nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche ed educative inviando messaggi in occasione delle celebrazioni nazionali del 4 novembre e del 25 aprile. Missive di stampo propagandistico, revisioniste con inaccettabili falsificazioni della verità storica, offensive delle istituzioni democratiche dello Stato per le quali in primo luogo un funzionario pubblico dovrebbe mostrare rispetto".
Va ricordato che già per la lettera del 4 novembre scorso, dopo le polemiche, il ministero (allora c'era Lucia Azzolina) intervenne chiedendo chiarimenti a Filisetti. Lui li fornì. E rimase al suo posto. Ma la recidività potrebbe adesso portare a conseguenze. A seguito della sconsiderata lettera del 25 aprile, docenti, studenti e personale Ata si sono mobilitati sottoscrivendo una petizione che ha già raccolto oltre 2000 firme.