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Omofobia, il 6 maggio il ddl Zan al Senato. Pressing di Pd-M5S-Leu per l'approvazione

Il ddl sarà discusso nei prossimi giorni in Aula. Sabato prossimo a Milano la manifestazione #temposcaduto organizzata da Beppe Sala
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Il pressing per il ddl Zan non si ferma. Sabato prossimo manifestazione a Milano dei Sentinelli con il sindaco Beppe Sala con il titolo (e hashtag): tempo scaduto. E sabato 15 a Roma ci sarà sit in nazionale per i diritti civili e contro l’omotransfobia. Ma intanto in Parlamento, Andrea Ostellari, il presidente leghista della commissione Giustizia del Senato - al centro della polemica dopo essersi autoproclamato relatore del ddl - ha messo in calendario il primo dibattitto sulla legge per il 6 maggio. Invita a cambiare il testo  perché la legge Zan “è scritta male, parla di famiglia e di libertà, temi su cui non si scherza”.

Aggiunge: “Non è uno scontro tra buoni e cattivi” e annuncia una mossa a sorpresa: “Anche la Lega ha un testo per contribuire a sconfiggere ogni discriminazione”. Detta il timing: “Prima si farà la relazione su tutti i provvedimenti in esame, poi si apre la discussione,…

Il pressing per il ddl Zan non si ferma. Sabato prossimo manifestazione a Milano dei Sentinelli con il sindaco Beppe Sala con il titolo (e hashtag): tempo scaduto. E sabato 15 a Roma ci sarà sit in nazionale per i diritti civili e contro l’omotransfobia. Ma intanto in Parlamento, Andrea Ostellari, il presidente leghista della commissione Giustizia del Senato - al centro della polemica dopo essersi autoproclamato relatore del ddl - ha messo in calendario il primo dibattitto sulla legge per il 6 maggio. Invita a cambiare il testo  perché la legge Zan “è scritta male, parla di famiglia e di libertà, temi su cui non si scherza”.

Aggiunge: “Non è uno scontro tra buoni e cattivi” e annuncia una mossa a sorpresa: “Anche la Lega ha un testo per contribuire a sconfiggere ogni discriminazione”. Detta il timing: “Prima si farà la relazione su tutti i provvedimenti in esame, poi si apre la discussione, quindi le audizioni (in base alle richieste dei gruppi) e infine gli emendamenti prima del voto in commissione”. Salvini stesso indica un testo di tre articoli che inasprisca le pene per chi discrimina, ma – dice – “senza entrare nella discussione che riguarda le idee, senza che nessuno mi possa processare dandomi del retrogrado per questo”. 

Contrattacca la dem Monica Cirinnà: “È una vergogna, Ostellari vuole fare melina. Non può fare il relatore e neppure il presidente della commissione, non essendo super partes”. E la capogruppo a Palazzo Madama, Simona Malpezzi risponde: “Salvini non ha letto bene, il ddl Zan non processa le idee, ma punisce i crimini d’odio. È un problema per te e per la Lega tutelare i diritti?”. 

Il Pd ne fa un punto d’onore: la legge va approvata e in fretta. Il segretario Enrico Letta twitta: “E’ necessario ricordare che il ddl Zan è del Pd”. È la risposta a chi accusa i dem di inerzia sui diritti civili. “Niente affatto, noi ci occupiamo di pandemia, di Recovery Plan e insieme di diritti civili. Gli attacchi contro di noi sono pretestuosi”, ha detto intervenendo sul web a un incontro con il Pd romano. Prende posizione sulla vicenda Rai-Fedez, schierandosi con il cantante e ringraziandolo.   

Se Salvini e Meloni puntano a fare della legge Zan una tela di Penelope, i dem con 5 Stelle, Leu e Italia viva rilanciano e studiano il pallottoliere del Senato. Pensano cioè di portare il ddl direttamente in aula, blindando la maggioranza. Se in commissione ci sarà boicottaggio e ostruzionismo, allora la palla può passare ai capigruppo e poi all’aula. 

C’è anche una scaramuccia tra il Pd e i 5Stelle. Alessandra Maiorino infatti, la senatrice grillina che ha anche organizzato un flash mob social per la legge Zan, non apprezza il tweet di Letta che rivendica ai Dem l’iniziativa contro l’omofobia: “Non si appropri di un tema di civiltà, che è trasversale e farlo non è una mossa politicamente intelligente”. 

La fotografia politica è quella del muro contro muro tra le forze che stanno nella stessa maggioranza. I giallo-rossi da  un lato e la Lega dall’altro, a cui si è aggiunta Forza Italia, che con Tajani è schierata per il No. Ma sono molti i liberal forzisti a favore del ddl Zan, a cominciare da Elio Vito che sabato prossimo sarà a Milano sul palco dei Sentinelli. 

Sinistra italiana con Marilena Grassadonia chiede che ciascun cittadino si faccia partigiano della legge contro l’omofobia: “Lasciate da parte i timidi sì, è l’ora del coraggio”.