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La battaglia acchiappavoti sulle riaperture e il ciclone Fedez: Salvini sull’ottovolante nei sondaggi

Matteo Salvini 
Le ultime rilevazioni danno una leggera crescita della Lega, premiata dalla linea aggressiva del leader al governo. Ma le polemiche dopo l'intervento del cantante dal palco del Concertone fanno temere una nuova frenata. E Giorgia Meloni, a soli 4 punti, non è mai stata così vicina
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Sullo smartphone più attivo del Paese Matteo Salvini da qualche giorno legge e rilegge i sondaggi. Con una nuova preoccupazione: che il caso Fedez possa vanificare, per la Lega, la leggera ripresa delle ultime settimane, figlia dell'aggressivo protagonismo sulle riaperture. E con l'occhio fisso su un'altra percentuale: quella di Giorgia Meloni. Mai così vicina nelle rilevazioni. Sarà, probabilmente, un altro mese di incertezza, per il Capitano di lotta e di governo.  

L'andamento stabile delle percentuali della Lega, che nessun beneficio sembravano aver tratto dall'ingresso nel governo Draghi, si è trasformato in una leggera risalita. Non un'impennata, ma una crescita dello 0,6 per cento in una settimana (da 21,2 a 21,8) che peraltro è quasi sovrapponibile (+0,7) a quella registrata da un altro istituto di ricerca, Demopolis. Dati che il segretario del Carroccio attribuisce alla battaglia su coprifuoco e riaperture …

Sullo smartphone più attivo del Paese Matteo Salvini da qualche giorno legge e rilegge i sondaggi. Con una nuova preoccupazione: che il caso Fedez possa vanificare, per la Lega, la leggera ripresa delle ultime settimane, figlia dell'aggressivo protagonismo sulle riaperture. E con l'occhio fisso su un'altra percentuale: quella di Giorgia Meloni. Mai così vicina nelle rilevazioni. Sarà, probabilmente, un altro mese di incertezza, per il Capitano di lotta e di governo.  

L'andamento stabile delle percentuali della Lega, che nessun beneficio sembravano aver tratto dall'ingresso nel governo Draghi, si è trasformato in una leggera risalita. Non un'impennata, ma una crescita dello 0,6 per cento in una settimana (da 21,2 a 21,8) che peraltro è quasi sovrapponibile (+0,7) a quella registrata da un altro istituto di ricerca, Demopolis. Dati che il segretario del Carroccio attribuisce alla battaglia su coprifuoco e riaperture e che sono alla base dell'escalation del dissenso degli ultimi dieci giorni, esplicitato con il non voto al decreto di Palazzo Chigi e con la petizione contro la limitazione alla circolazione serale. Dietro le mosse di Salvini, dietro il cambio di passo che l'ha spinto ad assumere d'ora in poi una posizione più visibile dentro la maggioranza (e con prese di distanza concrete), c'è la necessità di ritrovare una centralità e un tratto battagliero che pagano nei sondaggi. Ma c'è soprattutto, quella lotta per la leadership nel centrodestra che in tanti - fra gli avversari - ravvisano ma che è spiegata plasticamente solo dai numeri. Perché l'altro dato che agita gli sherpa della Lega, in quello che viene considerato un momento di svolta della legislatura, è il distacco mai così breve da Fratelli d'Italia: il partito della Meloni, terzo nelle rilevazioni appena dietro il Pd, è ormai a circa quattro punti dal Carroccio. Si va dal 4,5 per cento di ritardo segnato da Emg al 4,1 per cento di Demopolis, fino al 3,9 di Index Research.

Al di là delle sfumature sono cifre eloquenti: mai, nella storia, i due partiti di destra erano stati così vicini: basti considerare, come fa il direttore di Demopolis Pietro Vento, che "nel luglio del 2019, poco meno di due anni fa, Salvini staccava la Meloni di 30 punti (36 a 6)". Lo smottamento, nella coalizione, è evidente, e forse sta tutto qui il senso della partita che coinvolge indirettamente il governo e le decisioni che riguardano la pandemia. Da un lato Matteo che rivede la luce, fiducioso - si apprende dal suo staff - che i prossimi risultati (più aperture, revisione del coprifuoco, campagna vaccinale, fondi europei) aumenteranno l'apprezzamento del governo nell'opinione pubblica e che la Lega saprà valorizzare le proprie battaglie. "Siamo in una fase delicata - dice chi segue da vicino il Capitano - eppure essere addirittura in leggera crescita è un'ottima notizia". Ma sulla Lega si è abbattuto, nel frattempo, il ciclone costituito dagli attacchi sulla legge Zan da parte di Fedez, amplificati dall'audience del Concertone. Nessuno, ovviamente, ha ancora una stima su quanto possa avere pesato, in termini di immagine, questa vicenda. Ma il timore è che possa avere frenato la nuova fase evolutiva, che aveva fatto seguito alla picchiata post-Papeete. E dall'altra parte c'è Fratelli d'Italia che non ha mai smesso di crescere e che, ormai è un dato consolidato, hanno dimostrato di poterlo fare anche in uno spazio politico fuori dal governo Draghi.

Una sfida che, dalla nascita del nuovo esecutivo in poi, ha esacerbato anche i rapporti interni al centrodestra (Salvini e Meloni in pratica non si parlano più) e che certo non agevola la formazione di intese per le amministrative. Anche perché, come confermano gli analisti, Lega e Fdi continuano a contendersi lo stesso patrimonio di consensi. Valga per tutti l'esito del quesito fatto da Noto sondaggi proprio alla vigilia delle decisioni sul coprifuoco (decreto in cdm e ordini del giorno in parlamento): gli elettorati che più sentono l'esigenza di un'abolizione tout court del divieto di spostamento notturno sono quelli del Carroccio (30 per  cento) e di Fratelli d'Italia (45 per cento). C'è una scommessa in corso: "Il destino della Lega - dice Fabrizio Masia, direttore di Emg - è fortemente legato alla soluzione della crisi sanitaria ed economica: senza di essa il protagonismo di Salvini può dare stabilità o solo una lieve crescita nei sondaggi. La politica dei due forni, un po' governo e un po' opposizione, di certo paga meno, in termini di consenso, rispetto a una battaglia svolta da chi sta fuori il perimetro dell'esecutivo. Come dimostra il dato della Meloni".

E sarà il risultato di questo scontro, che abbiamo riassunto qui con i dati, a determinare probabilmente anche gli scenari elettorali futuri. Con una postilla necessaria: il dato complessivo delle tre principali forze del centrodestra, nelle rilevazioni di Demopolis, è passato dal 44 per cento dell'8 gennaio al 48,7 di oggi.

"I fatti politici del 2021, dalla crisi del Conte bis alle prime settimane del governo Draghi, hanno determinato - spiega Vento - un aumento di consensi  per la coalizione".  Anche per questa coalizione litigiosa.