Rai, Emilio Carelli: "Subito riforma della tv pubblica. Spero che il nuovo ad sia un interno"
di Valeria Forgnone , di Valeria ForgnoneInsiste che "la riforma Rai venga fatta il prima possibile" e che, soprattutto, "estrometta i partiti". Emilio Carelli, ex M5S e da qualche mese al Gruppo Misto, giornalista e deputato, la tv e la politica le conosce bene. Per lui, il caso Fedez non ha fatto altro che "portare alla ribalta il tema della riforma in Rai" dove bisognerebbe "creare un organismo indipendente, una fondazione composta da personaggi illustri come scrittori, intellettuali" e senza politici. E con un amministratore delegato interno all'azienda. Carelli sostiene che nei confronti di Fedez non ci sia stata censura ed è favore a "introdurre eventuali modifiche migliorative al Ddl Zan purché venga presto approvato anche in Senato".
Insiste che "la riforma Rai venga fatta il prima possibile" e che, soprattutto, "estrometta i partiti". Emilio Carelli, ex M5S e da qualche mese al Gruppo Misto, giornalista e deputato, la tv e la politica le conosce bene. Per lui, il caso Fedez non ha fatto altro che "portare alla ribalta il tema della riforma in Rai" dove bisognerebbe "creare un organismo indipendente, una fondazione composta da personaggi illustri come scrittori, intellettuali" e senza politici. E con un amministratore delegato interno all'azienda. Carelli sostiene che nei confronti di Fedez non ci sia stata censura ed è favore a "introdurre eventuali modifiche migliorative al Ddl Zan purché venga presto approvato anche in Senato".
Carelli, in Rai è esplosa la bomba. Cosa pensa del caso Fedez?
"Penso che dovremmo imparare da questa lezione. Io sono un ottimista e guardo sempre al futuro: il caso Fedez, con il suo intervento sul palco e poi con la pubblicazione della telefonata con i vertici dell'azienda, ha portato alla ribalta un tema molto spinoso: la riforma della Rai. Capisco gli impegni attuali del governo, ma spero che la riforma venga fatta subito. E soprattutto che venga fatta estromettendo i partiti. È fattibile".
Questo è un punto su cui molti, da Fico a Letta, insistono. Lei cosa propone?
"Io propongo di affidare la scelta dei vertici Rai non più alla Camera, Senato e Palazzo Chigi su proposta del Mef, ma di creare un organismo indipendente, una fondazione composta da personaggi illustri come scrittori, intellettuali, che possano scegliere liberamente i professionisti in grado di gestire la Rai".
Qualche nome per il nuovo ad?
"No, perché smentirei quello che sto dicendo. Dico solo che il nuovo amministratore delegato non deve essere un politico, auspico che sia un dirigente interno alla Rai, solo chi conosce bene l'azienda può amministrarla al meglio. E spero che anche i vertici siano espressione dell'azienda".
E sull'accusa di censura da parte del rapper smentita dalla Rai?
"Non c'è stata censura, Fedez in diretta ha detto tutto quello che voleva. E conosco la vicedirettrice di RaiTre, Ilaria Capitani, una vera professionista. Io sono stato in televisione per 45 anni e non ho mai chiesto a un ospite un anticipo del suo intervento. L'ospite deve essere libero di esprimere il suo pensiero, poi se commette un reato ne risponderà lui in prima persona".
L'intervento di Fedez dal palco del Primo maggio nasce dalla richiesta di approvazione in Senato del Ddl Zan? Qual è la sua posizione a riguardo?
"Io sono a favore del Ddl Zan, già approvato alla Camera. E penso che se si vogliono prendere in considerazione delle proposte migliorative o apportare delle modifiche al testo va bene, basta che venga approvato presto anche in Senato".
Al momento, però, Draghi sembra frenare sulla riforma, ma sui vertici dovrebbe scegliere lui, come è avvenuto per i ministri del suo governo. È d'accordo con questo 'metodo Draghi'?
"No, non lo condivido: come ho già detto, sulla riforma bisogna fare il prima possibile, poi lui è il presidente del Consiglio e decide quello che vuole. La formazione del governo è arrivata durante un'emergenza grave, dopo una trattativa politica fallita che non ha visto la nascita del famoso Conte Ter. Io sono per un governo politico. Draghi ha formato un esecutivo con tecnici e politici, perché era l'unica soluzione possibile in quel momento. E io ho votato la fiducia, perché ora c'è bisogno di un governo forte".
A febbraio, lei ha lasciato il M5S per passare al Gruppo Misto con l'intenzione di fondare la componente Il Centro-La casa dei Popolari. Il progetto va avanti?
"Certamente, ci sono dei tempi tecnici da rispettare ma procede. Penso che tra un mese usciremo con la presentazione ufficiale".