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Caso "Ungheria" sfiorato al Csm, nel giorno in cui Davigo viene sentito per ore dai pm. Il vicepresidente Ermini: "Dai magistrati grande voglia di riscatto"

(ansa)
Ipotesi trasferimento dell'inchiesta da Roma a Brescia. Il pm Storari consegnò a Milano il plico con i verbali segreti di Amara all'ex consigliere del Csm
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"Il Consiglio superiore sente questa forza e questa voglia di un grande riscatto". Poche e forse dovute parole, quelle di David Ermini, in Plenum al Csm, per prendere atto della bufera in corso. Proprio nelle ore in cui accelera l'inchiesta romana sulla fuga di notizie avvenuta a Palazzo dei Marescialli e nelle ore in cui è fissata l'audizione, come teste, dell'ex membro togato Piercamillo Davigo, che verrà sentito per alcune ore dai pm della Procura di Roma, -  in relazione ai verbali coperti da segreto - sull'esistenza della presunta loggia Ungheria, nel racconto dell'avvocato-gola profonda Piero Amara - che l'ex consigliere ricevette dal pm milanese Paolo Storari nell'aprile 2020. Atti liberi di circolare in Consiglio senza alcun deposito né trasmissione di atti. Circostanza da cui sarebbe scaturita, nei fatti, il disegno del "corvo" che manda in giro, a giornali e ad altri consiglieri, quel materiale scottan…

"Il Consiglio superiore sente questa forza e questa voglia di un grande riscatto". Poche e forse dovute parole, quelle di David Ermini, in Plenum al Csm, per prendere atto della bufera in corso. Proprio nelle ore in cui accelera l'inchiesta romana sulla fuga di notizie avvenuta a Palazzo dei Marescialli e nelle ore in cui è fissata l'audizione, come teste, dell'ex membro togato Piercamillo Davigo, che verrà sentito per alcune ore dai pm della Procura di Roma, -  in relazione ai verbali coperti da segreto - sull'esistenza della presunta loggia Ungheria, nel racconto dell'avvocato-gola profonda Piero Amara - che l'ex consigliere ricevette dal pm milanese Paolo Storari nell'aprile 2020. Atti liberi di circolare in Consiglio senza alcun deposito né trasmissione di atti. Circostanza da cui sarebbe scaturita, nei fatti, il disegno del "corvo" che manda in giro, a giornali e ad altri consiglieri, quel materiale scottante. Per questo motivo Storari è indagato a Roma ed è chiamato, sabato, a rispondere alle domande dei suoi colleghi di piazzale Clodio.

 

 

Il vicepresidente del Csm interviene con un breve riferimento, poche ore fa, in apertura dell'assemblea plenaria, commemorando la figura di Pietro Scaglione, ucciso a Palermo da Cosa Nostra, esattamente 50 anni fa, e ricordando anche Rosario Livatino, il giudice massacrato dalla mafia che sarà ricordato domani, in Csm, alla presenza del presidente Sergio Mattarella e della ministra Marta Cartabia con un documentario prodotto da Tv 2000 trasmesso in anteprima a Palazzo dei Marescialli (prima della cerimonia di beatificazione del 9 maggio, in una cerimonia ad Agrigento alla quale interverrà Ermini in rappresentanza anche del presidente Mattarella).

"Un momento difficile per la magistratura che ha voglia di un grande riscatto, come pure il Csm. In momenti come questi, Pietro Scaglione e Rosario Livatino sono le figure a cui fare riferimento", dice Ermini, prendendo atto del momento buio che si profila, con indagini penali e azioni disciplinari, e provando ad arginare attacchi e strumentalizzazioni che provengono dal mondo politico.

In campo c'è il lavoro di quattro Procure: Quella di Milano, nei cui uffici si radicarono le complesse e controverse dichiarazioni di Amara, anche sul caso Ungheria; quella di Roma, che indaga sulla fuga di notizie e che ha messo sotto accusa l'assistente del Csm che lavorava al fianco di Davigo, Marcella Contrafatto (compagna a sua volta di un altro magistrato), sospettata di aver fornito quel materiale a due giornalisti;  mentre la Procura di  Perugia sta accertando la reale consistenza delle accuse di Amara sulla vicenda della loggia, di cui farebbero parte alcune toghe di peso, alti vertici istituzionali, professionisti, politici, industriali e esponenti di forze dell'ordine; e quella di Brescia  sarà competente a valutare i vari profili (sia disciplinari sia eventualmente penali ) della condotta dei magistrati milanesi, soprattutto in riferimento al conflitto tra Storari e il suo procuratore capo, Francesco Greco, cui contestava una presunta inerzia nel dare seguito alle dichiarazioni di Amara con iscrizioni tempestive nel registro degli indagati e conseguente azione di accertamento dei fatti. Intanto, su quest'ultimo punto, potrebbe aprirsi una nuova questione.  La consegna di Storari a Davigo di quei verbali secretati sarebbe infatti avvenuta a Milano: è quanto sia Davigo sia Storari, verosimilmente, potrebbero confermare ai pm romani. A quel punto, sarà compiuta una valutazione sulla competenza delle indagini per la fuga di notizie.

Intanto domani, al Csm, torna il presidente Sergio Mattarella, per la proiezione del documentario su Livatino: un'iniziativa a carattere storico-religioso, non è previsto che il Capo dello Stato prenda la parola. Dal Quirinale si ribadisce quanto sia essenziale, per tutti, "il rispetto assoluto delle regole". Traduzione: lasciamo che le Procure facciano il loro lavoro, qualunque intervento si configurerebbe come indebita interferenza nelle indagini.