Rai 3, la difesa del direttore in commissione dopo il caso del concertone: “Dalla politica solo pressioni”
di
Annalisa Cuzzocrea
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di Annalisa Cuzzocrea
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Franco Di Mare in Vigilanza prima attacca Fedez: “Manipola e diffama”. Poi affonda: “Invece di fare la riforma i partiti mi chiedono conto di Littizzetto e degli ospiti”
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ROMA - È alla fine del suo intervento che Franco Di Mare dice qualcosa di molto simile a: i veri censori siete voi. Il direttore di Rai3 si presenta in commissione di Vigilanza Rai per provare che il caso Fedez è una «macchinazione, una montatura», che si è trattato di una «manipolazione» ordita ai danni della Rai per aumentare like e follower. Legge le mail, distribuisce i fogli con la trascrizione delle telefonata intercorsa tra i produttori del concertone del primo maggio e il cantante, quella in cui interviene sì la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani, ma – secondo la ricostruzione di Di Mare – solo per dire che non c’è alcuna volontà di censura da parte della Rai, perché il servizio pubblico si limita a trasmettere un prodotto confezionato di cui non risponde. A farlo, dovrebbero essere la società esterna che lo realizza e i committenti, cioè i sindacati. Di Mare ha evidenz…
ROMA - È alla fine del suo intervento che Franco Di Mare dice qualcosa di molto simile a: i veri censori siete voi. Il direttore di Rai3 si presenta in commissione di Vigilanza Rai per provare che il caso Fedez è una «macchinazione, una montatura», che si è trattato di una «manipolazione» ordita ai danni della Rai per aumentare like e follower. Legge le mail, distribuisce i fogli con la trascrizione delle telefonata intercorsa tra i produttori del concertone del primo maggio e il cantante, quella in cui interviene sì la vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani, ma – secondo la ricostruzione di Di Mare – solo per dire che non c’è alcuna volontà di censura da parte della Rai, perché il servizio pubblico si limita a trasmettere un prodotto confezionato di cui non risponde. A farlo, dovrebbero essere la società esterna che lo realizza e i committenti, cioè i sindacati. Di Mare ha evidenziato in giallo le frasi della telefonata lasciate da Fedez nel primo video che ha postato sui social e in rosso quelle che ha tagliato, compreso il punto in cui alla sua domanda - «posso salire sul palco a dire quello che io ritengo opportuno» - Capitani rispondeva: «Assolutamente». «Fedez ha mentito», dice Di Mare. Ha diffamato la Rai a livello mondiale, «fin sulla Bbc, fino a Singapore». Sa però che non basta perché ha davanti coloro che sono – ormai – i suoi peggiori nemici. Così ribalta il tavolo: «Come si può immaginare che la rete che ospita Report che mi ha procurato dozzine di querele pensi di edulcorare un cantante?». Cita De Andrè, spera che dal letame, «perfino dall’immondizia, dalle scorie, dai veleni creati da questa storia inventata e falsa», possa nascere un fiore. Si riferisce a una riforma per la Rai perché – e qui è l’affondo – racconta: «In un anno ci sono state 29 interrogazioni parlamentari su programmi di Rai3, da Report ai monologhi di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa». E quindi, «non discuto il diritto-dovere di controllo della politica, ma noi non siamo nelle condizioni di ottemperare al meglio il nostro mandato perché le indicazioni che ci arrivano sono spesso contraddittorie. Ci viene chiesto dei temi, delle scelte editoriali, della gestione ordinaria, de testi dei comici. Dobbiamo rendere conto degli inviti fatti e di quelli non fatti».
Fedez, Di Mare: "Rai non ha responsabilità su diretta primo maggio, mai chiesto il testo. L'ha fatto la società organizzatrice"
Di Mare dice che serve più chiarezza, ma la chiarezza non arriva. Anzi. La senatrice dem Valeria Fedeli lo attacca, telefonata tagliata o meno – dice – «la Rai doveva fare come i sindacati, non rispondere alla mail in cui la società di produzione inviava preoccupata il testo di Fedez». Doveva insomma evitare di esercitare «pressioni». Il forzista Maurizio Gasparri prende la parola per dire che «il dibattito sulla legge Zan non si fa a panzate» e quindi sì, la Rai avrebbe la colpa di averlo permesso. Daniela Santanché, Fratelli d’Italia, non si tiene: «Capisco la delusione perché i suoi compagni di merende non la difendono». «Mi sembra offensivo», fa notare il direttore di Rai3. Lei continua: «No no, io faccio merenda tutti i giorni. Lei non ha vinto il concorso per stare dov’è, la lottizzazione della Rai è cominciata quando forse non ero nata. Adesso per difendere Fedez i suoi amici la mandano al macero, ma è fortunato, se appartenesse alla nostra forza politica lei e la sua vicedirettrice sareste già a casa». Capitanio, della Lega, apprezza la parola letame e la rivolge a Fedez per l’intervento in cui citava frasi di esponenti leghisti contro gli omosessuali. Poi dà piena solidarietà al senatore Andrea Ostellari, che ostacola il ddl Zan, «perché c’è ancora un Parlamento, non la dittatura dei social». E a Ilaria Capitani, «innanzi tutto come donna, mi stupisco che il Pd non abbia visto che è stata aggredita tre volte, al telefono, sul palco e infine sottoposta a linciaggio mediatico». Nel mondo all’incontrario della Vigilanza interviene Davide Faraone furibondo perché Di Mare non si è soffermato sul caso Report, oggetto – appunto – di un’interrogazione per quanto ha raccontato sull’incontro tra Matteo Renzi e Marco Mancini, alto dirigentde dei servizi segreti, in autogrill. «Report ha fatto quello di cui lei accusa Fedez - dice il senatore di Italia Viva – dell’intervista a Renzi ha pubblicato solo quel che voleva». E giù accuse. Oltre a una richiesta quasi unanime, 5 stelle compresi: «Se è vero quel che dice, Di Mare deve denunciare Fedez alla procura della Repubblica». Se la Rai non lo fa - è il ragionamento - ha qualcosa da nascondere. Ma probabilmente, in tutta questa storia, non è la sola.
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